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martedì 26 ottobre 2010

29 ottobre: SCIOPERO GENERALE NAZIONALE

Basta con le ritualità: portiamo in piazza il conflitto!

Come Coordinamento di Sostegno alle Lotte nelle Cooperative invitiamo a partecipare allo sciopero generale di venerdì 29 ottobre 2010.Oltre ogni ritualità e subalternità a contraddizioni interne anche al sindacalismo di base, crediamo vada rilanciata con forza la capacità di costruzione di reti autonome e allargate che esprimano conflitto reale nei vari settori di lavoro e sul territorio.

Alla ferocia dell'attacco classista sferrato dal padronato e dai suoi rappresentanti e complici di classe (governi, partiti e sindacati conniventi) lavoriamo, a partire dai luoghi di più aspro conflitto, per recuperare un rapporto di forza utile ad una risposta efficace in una prospettiva anticapitalista.
Viviamo una fase in cui l'offensiva capitalistica alle condizioni di vita e di lavoro di milioni di proletari è sempre più stringente e tesa alla devastazione delle residue garanzie e del salario dei lavoratori. Dopo anni di provvedimenti governativi tesi a limitare sempre più il potere dei lavoratori nei luoghi di lavoro e a ridurre drasticamente i diritti conquistati dal dopoguerra ad oggi, i padroni, con Marchionne in testa, tornano all’attacco per assestare un duro colpo ai lavoratori.

La socializzazione delle ingenti perdite e dei debiti accumulati che, sin dall'esplosione della crisi, ha caratterizzato le prime misure adottate per attenuarne le conseguenze, è necessaria ma non sufficiente al capitalismo italiano che, conscio dell'occasione irripetibile che comunque la crisi offre, ha programmato la cancellazione definitiva, tra gli altri, del diritto di sciopero e del contratto collettivo nazionale di lavoro. L'obiettivo (anche ideologico) di ridurre il conflitto tra capitale e lavoro deve essere raggiunto con qualsiasi mezzo: anche attraverso l'intimidazione e il licenziamento ritorsivo contro chi osa sollevare la testa.
In questo contesto gli immigrati rappresentano l’elemento paradigmatico di livelli di sfruttamento sempre più elevati, che trovano copertura, anche giuridica, nell’assetto cooperativistico, e sono stretti, grazie al ricatto del permesso di soggiorno legato al lavoro, nella morsa del lavoro nero, di quello sottopagato, dei licenziamenti nella crisi e del circuito perverso CIE-carcere-CIE.
Uno “Sciopero degli immigrati” può apparire parziale, se non si coniuga innanzitutto con le esperienze di tutti i lavoratori, e con livelli di lotta più generali e di classe.
Ed è a proprio a partire dai conflitti reali che attraversano il tessuto metropolitano, dalle cooperative della logistica alle fabbriche, dalla casa e dagli spazi sociali alla scuola ai CIE, che riteniamo possano cominciare ad esprimersi tutte le potenzialità di un percorso autorganizzato, allargato a tutti i lavoratori e le lavoratrici in lotta.

Lanciamo, quindi, un appello affinché la giornata del 29 coinvolga tutte le situazioni di lotta che agitano il territorio, per sviluppare un fronte di classe il più ampio e determinato possibile.Per questo, come coordinamento, faremo del 29 ottobre una giornata di lotta e saremo anche in Cairoli a partire dalle 9,30 con gli operai e le operaie delle cooperative, con l’intento di convergere in una grande assemblea unitaria e verificare collettivamente la possibilità di passaggi successivi nella stessa giornata: -

UNA MANIFESTAZIONE A CERRO AL LAMBRO, in data da definirsi, per sostenere i licenziati politici della cooperativa Papavero;

UN INCONTRO NAZIONALE PER DOMENICA 7 NOVEMBRE ALLE ORE 10.00AL CSA VITTORIA con i precari e disoccupati organizzati di Napoli e altre realtà di lotta italiane.

La lotta e l’unità tra lavoratori di ogni settore è l’unica arma che abbiamo per dire ai padroni che non abbiamo nessuna intenzione di pagare i costi della loro crisi!

TUTTI E TUTTE IN LARGO CAIROLI VENERDI’ 29 OTTOBRE ORE 9,30

Coordinamento di sostegno alle lotte nelle cooperative

giovedì 21 ottobre 2010

Comunicato su sciopero 18 ottobre alla Billa (ex Standa)


COORDINAMENTO IN SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI DELLE COOPERATIVE.

- ore 5,30: una cinquantina di persone, i primi a giungere a Villamaggiore si muovono dalla stazione dei treni per andare davanti agli adiacenti cancelli del polo logistico dentro il quale hanno sede i magazzini BILLA (ex Standa), appaltati alla cooperativa C.L.O. (Cooperativa Lavoratori Ortomercato che, con oltre 2000 dipendenti, é la stessa che gestisce una buona fetta dell'ortomercato milanese di via Lombroso).

- In totale hanno partecipato al picchetto quasi centodieci persone così suddivise: 30 operai della C.L.O, 30 operai delle cooperative che operano a Brembio, Liscate, Settala, Varedo e i licenziati di Cerro Al Lambro, 50 militanti esterni (tra S.I. Cobas, Vittoria e "area comitato").

- Dalle 5,30 alle 9,00 sono stati bloccati i due cancelli sia quello dei camion in uscita (diversi autisti si sono mostrati solidali) che, soprattutto, quello dei mezzi in entrata (una trentina con una coda di circa un km).

- I capi della cooperativa, come contromossa, hanno prima cercato di accumulare forza tra gli operai "intenzionati" (cioè non del tutto spontaneamente) a entrare, poi dopo qualche ora hanno deciso di deviare i camion in coda verso alcuni siti limitrofi per evitare danni ulteriori

- Verso le 9,30, a fronte di una presenza assai scarna di forze dell'ordine (due macchine dei carabinieri), sono sopraggiunti diversi caporali agguerriti provenienti da altre sedi operative della C.L.O., oltre ad alcuni responsabili della stessa cooperativa. Prima dell'arrivo in forze di Digos, celerini e altri carabinieri (circa 90 sbirri), i caporali sono riusciti a provocare il picchetto. Ne sono conseguiti tafferugli utili ad una ventina di crumiri per infilarsi nelle maglie del picchetto, spinti all'interno dai loro capi-squadra.

- Alle 10,30 si è quindi svolta un'assemblea conclusiva, con l'intervento di diversi operai, in cui sono stati sottolineati i seguenti punti essenziali

* La lotta ha obiettivi economici (contro il cottimo, il declassamento di livelli e il furto dell'indennità mensa) e sindacali (contro il potere burocratico e corrotto dei confederali, per un "sindacato operaio").
* Oltre a questi sacrosanti obiettivi si tratta di praticare una lotta per la difesa della dignità operaia, cioè per la sconfitta di un sistema neo-schiavista intollerabile.
* A due anni di distanza dagli scioperi spontanei del 2007 (cui fece seguito la repressione aziendale concordata coi confederali con licenziamenti, trasferimenti e Cassa Integrazione si è fatto oggi un passo avanti per ricostruire l'unità necessaria a proseguire ed estendere l'unità dal basso.

*si chiudeva l’azione di lotta dopo la promessa del Direttore Bonomi, tramite intermediazione della Digos, di un incontro per discutere la piattaforma proposta dal S.I.COBAS.
Durante l'assemblea stessa è stato lanciato l'appuntamento di sciopero nazionale del 29 ottobre (riunione "cittadina" a tal proposito prevista per giovedì nel tardo pomeriggio) e ci si è inoltre accordati per un rapido tam-tam di fronte ad eventuali azioni di ritorsione nei confronti degli scioperanti.

- Gli operai in sciopero hanno deciso infine di non rientrare al lavoro dopo la rimozione del picchetto e di restare davanti alla fabbrica ad attendere gli operai dei turni successivi (2° turno con inizio alle 13 e 3° turno con inizio alle 19) per verificare le possibilità di estenderlo ulteriormente e cioè di perseguire uno degli obiettivi fondamentali della giornata.
Considerazioni e valutazioni ulteriori verranno eventualmente sviluppate nelle prossime riunioni ma, in sintesi, si può dire che gli obiettivi basilari della giornata siano stati raggiunti.

martedì 19 ottobre 2010

SOSTENIAMO la LOTTA dei LAVORATORI della C.L.O di LACCHIARELLA!

Ieri mattina i lavoratori della cooperativa C.L.O., appaltati presso il magazzino di stoccaggio delle merci da distribuire presso i punti vendita Billa (ex Standa) di Lacchiarella, hanno scioperato contro il cottimo e condizioni di lavoro schiavistiche, per rivendicare un corretto salario e inquadramento, il pagamento dell'indennità mensa.Ma gli stessi lavoratori, già protagonisti di scioperi spontanei nel 2007 (cui è seguita la dura repressione padronale che, con la connivenza delle burocrazie confederali, ha portato a licenziamenti, trasferimenti punitivi e isolamento dalla sede di lavoro e dai propri compagni di lavoro e di lotta anche con l'uso della cassa integrazione), con questa nuova e radicale agitazione sindacale hanno soprattutto rivendicato la necessità e la volontà di organizzarsi autonomamente da CGIL, CISL e UIL consapevoli del ruolo complice e filopadronale che queste rivestono a tutti i livelli nelle dinamiche del conflitto capitale / lavoro.Anche in questa occasione, a sostegno di questa ennesima esplosione di conflitto contro il quotidiano sfruttamento degli operai delle cooperative, si è costituito un comitato di lotta che unisce il S.I. Cobas (che segue la vertenza anche dal punto di vista più strettamente sindacale), a realtà politiche e sociali milanesi e a numerosi altri lavoratori e lavoratrici del settore della logistica (Brembio, Liscate, Settala, Varedo e i licenziati di Cerro al Lambro).Il picchettaggio dei due cancelli di ingresso e uscita ha causato il blocco totale di approvvigionamento delle merci da “lavorare” e la distribuzione di quelle pronte per lo smistamento ai supermercati Billa. Peraltro i lavoratori e i/le compagni/e intervenuti/e hanno ricevuto la solidarietà attiva di diversi camionisti che, ben volentieri, hanno contribuito ad “intasare” con una lunga coda la vicina statale per Milano e Pavia.I responsabili della cooperativa hanno quindi cercato di deviare altri camion in arrivo verso siti limitrofi nel disperato tentativo di limitare i danni e organizzato un gruppo di crumiri (alcuni minacciati di ritorsioni) che, raggiunti da capetti, caporali e servi vari di altre sedi, hanno poi pesantemente provocato i lavoratori in sciopero. Ciò è servito ad uno sparuto gruppo di crumiri e di capetti di riuscire ad entrare in un magazzino...completamente vuoto e inattivo!La giornata di lotta si è conclusa con la promessa del direttore della cooperativa ad un incontro per discutere la piattaforma dei lavoratori e con un'asseblea che ha, tra l'altro, lanciato la partecipazione allo sciopero del 29 ottobre.Lo sciopero e il picchetto di ieri mattina costituiscono un primo passaggio, sicuramente positivo, che apre un ulteriore fronte di lotta in un comparto produttivo paradigmatico per composizione della forza lavoro ivi impiegata (migrante e precaria) è centrale, soprattutto nell’area metropolitana milanese, di quella organizzazione del lavoro utile nell’attuale fase di valorizzazione del capitale.Settore, quello della logistica, nel quale negli ultimi due anni si sono diffuse e dispiegate molteplici lotte autorganizzate, caratterizzate dall’unità e dalla convergenza di settori sociali diversi su una chiara prospettiva politica di classe che sono riuscite a ribaltare i rapporti di forza imposti. Lotte risolute e determinate in cui la solidarietà di classe dispiegata per la difesa dei propri diritti, nonché per migliori condizioni di vita e di lavoro, hanno avuto quale ulteriore risultato politico di essere esempio concreto per altri operai/e parimenti sfruttati.Ma proprio tale unità di classe diventa l’obiettivo da colpire e da fermare per i padroni e i loro sgherri consci della reale forza che momenti ricompositivi possono avere nello sviluppo del conflitto sociale che le conseguenze della crisi non possono che continuare a generare.Come compagne e compagni del CSA Vittoria continueremo a sostenere la lotta dei lavoratori della cooperativa C.L.O. per migliori condizioni di vita e di lavoro, convinti che il conflitto di classe possa nascere e svilupparsi, su un terreno di incompatibilità politica, solo a partire dai soggetti sociali che in prima persona vivono le condizioni di sfruttamento e precarietà, nei luoghi della produzione e non dalle stanze dei palazzi.

CONTRO LA PRECARIETA’ E LO SFRUTTAMENTO
autorganizzazione e lotta di classe!

I compagni e le compagne del C.S.A. VITTORIA

www.csavittoria.org
vittoria@ecn.org

martedì 12 ottobre 2010

E’ NATO PRIMA L'UOVO O LA GALLINA?

Il dibattito “sindacale” si fa incandescente- pensate un po’- anche in provincia di Bergamo. Roba da non credere.
Direttivi, ore e ore di dibattiti, mozioni contrapposte, prese di posizione ai massimi livelli, convocazione di organismi dirigenti, dissociazioni, condanne….
Ma che succede? Eppure, dopo quasi due anni dall’inizio ufficiale della crisi, i padroni hanno avuto tempo e modo di liquidare una buona fetta di industria manifatturiera senza praticamente pagare dazio. Nella quasi assoluta pace sociale. Sì, due o tre presidii ci sono stati, e pure qualche educata manifestazione in centro città…ma per il resto? “Tout va bien madame la marquise”. La “ripresa” è in atto e darà i suoi frutti…grazie anche alla collaborazione di CGIL-CISL-UIL, che hanno accompagnato come bestiame al macello quei lavoratori coinvolti in chiusure, delocalizzazioni, tagli ecc. ecc.

E allora, cos’è che ha turbato i sogni perbenisti dell’establishment politico-sindacale? Nientepopodimenochè…qualche uovo marcio ( se era fresco sarebbe stato spreco…) lanciato contro le vetrine della sede FIM-CISL di Treviglio dai lavoratori SAME, un po’ incazzati coi signori-SIGNORSI’ della FIM ( della UIL, cioè del nulla, è inutile parlare ), che continuano pure a spacciarsi per sindacato !!! Insieme a quei lavoratori, siamo qui a chiedere:

E’ FARE SINDACATO RAGIONARE ESATTAMENTE COME IL PADRONE ?
E’ FARE SINDACATO SOTTOSCRIVERE MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI ?
E’ FARE SINDACATO SMOBILITARE DA SUBITO OGNI TENTATIVO SERIO DI RESISTENZA DEI LAVORATORI ?
E’ FARE SINDACATO COLTIVARE L’IDOLATRIA DELLA “PACE SOCIALE” ?
NO, NON E’ FARE SINDACATO.
E’ fare i leccaculo. Leccaculo di padroni e governo.
Questo oggi è la CISL.

Ma, come tutti i leccaculo senza ormai pudore, questo “sindacato”, non avendo nulla da perdere, chiama senza problemi ( ed a ragione ) anche la CGIL rispondere del suo operato.
Veniamo così a sapere, dati alla mano, per bocca del segretario provinciale FIM Uliano ( “Giornale di Bergamo” 6 /10 / ’10 ), che in provincia di Bergamo la FIOM-CGIL ha firmato ben 11 accordi ( + di 8.000 dipendenti coinvolti ) in DEROGA al CCNL !!!
Deroghe concernenti lavoro festivo, turni, scioperi, flessibilità…ed in realtà importanti come laTenaris-Dalmine, la Brembo Freni, la N&W, la ABB…

Dunque? Dunque, continua Uliano, “…firmando l’accordo con Federmeccanica non abbiamo fatto altro che stabilire un quadro di regole entro il quale collocare eventuali accordi stipulati dalle RSU aziendali con i sindacati che rispondono a esigenze di produttività richieste dall’azienda. “
Deroghe sempre fatte, senza che il CCNL sia mai decaduto. Questa, dice Uliano, è una politica assolutamente NORMALE in Europa…” e lo è stata fino a ieri anche da noi.” In più, queste deroghe hanno portato un bel po’ di soldi nelle tasche dei lavoratori !
Dove sta il problema ? – conclude Uliano.

Replica della segreteria FIOM-CGIL: il problema sta nel fatto che quei contratti erano stati sottoscritti dopo “l’approvazione dei lavoratori”, cosa che ora FIM e UILM non hanno fatto.
Dunque il nocciolo è qui: L’APPROVAZIONE DEI LAVORATORI…
Criterio questo ribadito da Epifani fino al segretario provinciale CGIL di Bergamo Bresciani, i quali hanno da parte loro “fermamente condannato” le uova di Treviglio ! ( Replicate a Livorno, a Merate…)

E qui pure il segretario bergamasco FIOM Borella, da buon subalterno, si è dovuto allineare.
La “grande” differenza tra FIM e FIOM starebbe allora, secondo tali dichiarazioni, nel FAR VOTARE AI LAVORATORI LA PROPRIA CONDANNA A MORTE…dopo aver magari già preparata la bara e scavato la fossa !
MA DI CHE STIAMO PARLANDO ?

A nessuno viene in mente che i progetti padronali- alla Marchionne per intenderci- possano pure essere contrastati, respinti, e magari battuti ? E non solo, parzialmente, a Pomigliano ma in tutt’Italia?

Nessuno pensa che il compito del sindacato non sia quello di assecondare ed alimentare il “basso ventre” dei lavoratori, ma di trasmettere loro una linea di resistenza SERIA allo smantellamento di centinaia d’industrie ?

* di contrattare non “assecondando” il padrone, ma rivendicando?
* ancora di non piegarsi SEMPRE e COMUNQUE alle esigenze del profitto?

Se nessuno ci pensa, ci chiediamo che razza di gioco al tamburello sia, quello tra FIM e FIOM!
Ce lo chiediamo, e lo chiediamo a tutti i lavoratori iscritti alla FIOM e ai delegati in vista anche della manifestazione del 16 ottobre a Roma, dove anche noi saremo presenti, seppur su posizioni critiche.

BASTA CON LE INCOERENZE, COI VERTICISMI, CON LE FURBERIE…
BASTA COGLI EQUIVOCI DI COMODO VERSO LA CGIL E VERSO CISL E UIL.
NON SI PUO’ LOTTARE E DOVERSI SEMPRE GUARDARE LE SPALLE !!!
Secondo noi la democrazia operaia è sicuramente essenziale, ma essa deve scaturire da lotte reali e solo ad esse rispondere; deve uscire dal confronto sulla resistenza operaia e non dalle “combine” fatte sulla testa di chi lavora, secondo la logica concertativa e collaborazionista a cui TUTTI i sindacati confederali ci hanno abituato.

Non è democrazia operaia far decidere ai lavoratori…COME CHIUDERE MEGLIO UNA FABBRICA, o COME ASSECONDARE MEGLIO I PROPOSITI DI SUPERSFRUTTAMENTO DEL PADRONE ( tipo saltare il turno di mensa, o accettare ritmi pazzeschi, o non potersi ammalare…).

Che per Uliano tutto ciò sia “NORMALE”, e pure per tutti i suoi colleghi europei, dimostra solo per qual motivo la stessa Europa SIA PIENA DI DISOCCUPATI SENZA PRATICAMENTE COLPO FERIRE ( Grecia a parte, per ora ).

A questa “NORMALITA’” noi della Rete Operaia non vogliamo rassegnarci.
Non vogliamo dover dire un domani alle nuove generazioni di lavoratori/precari/disoccupati : “ Io c’ero, ma ho fatto finta di nulla. Sono rimasto “normale”, cioè schiavo.”
E allora noi diciamo ai lavoratori:

AUTORGANIZZAZIONE !!! DENTRO E FUORI I POSTI DI LAVORO !
NON ACCETTIAMO I DIKTAT DEL PADRONE E NON DIAMOGLI TREGUA !
OCCUPIAMO LE FABBRICHE CHE CHIUDONO !
COSTRUIAMO UNA RETE OPERAIA PER COLLEGARE LE LOTTE !

7 ottobre

Rete Operaia Valseriana

domenica 10 ottobre 2010

Presidio per prima udienza per reintegro licenziati politici


Insieme ad una 50ntina di lavoratori del SI Cobas, militanti del CS Vittoria e del Comitato Antirazzista e tanti altri compagni e lavoratori, si è portata la solidarietà ai lavoratori colpiti dalla repressione padronale. Da subito è stato visibile, così come durante la dura lotta portata davanti i cancelli della GLS, la presenza intimidatoria e sproporzionata, di digos-poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa, che con la scusa che l'aula del tribunale fosse piccola hanno limitato una presenza più consistente dentro il tribunale. E' chiaro che questo è un ulteriore tentativo per cercare di isolare i lavoratori. I legali della cooperativa hanno cercato di influenzare il giudice ponendo tre pregiudiziali 1) che la richiesta di procedura d'urgenza per discriminazione non era da ritenersi valida; 2) che il tribunale competente doveva essere quello di Firenze (presso cui è stata presentata già istanza per decidere della legittimità della sospensione dei lavoratori); 3) la cooperativa non riconosce il sindacato che segue i lavoratori e di cui non si voleva la presenza davanti al giudice. Come si vede siamo ad una variante della linea Marchionne, licenziamenti politici-negazione del diritto di organizzazione sindacale-dittatura padronale. La sensazione è stata che la presenza solidale abbia creato un clima favorevole, conferma di questo l'avremo alla prossima udienza fissata per il 15 Ottobre.

lunedì 4 ottobre 2010

PRESIDIO A SOSTEGNO DEI 15 LICENZIATI ALLA GLS


Giovedì 7/10/2010 ore 17.30, in occasione della prima udienza,sui 15 licenziamenti da parte della cooperativa papavero alla Gls di Cerro al Lambro, presso la sezione lavoro del Tribunale di Milano in Via Pace n. 10, presidio di solidarietà;

giovedì 30 settembre 2010

Lettera aperta al signor Klaus Schaedle di GLS Italy SpA

da parte dei lavoratori della coop Papavero, licenziati nel sito di Cerro al Lambro.

Egregio sig. Schaedle,
siamo i lavoratori che hanno ricevuto in questi giorni la lettera di licenziamento da parte del responsabile della cooperativa Papavero, cooperativa che lavora per l'azienda da lei diretta nel sito di Cerro al Lambro, in Italia.
Siamo tutti cosiddetti extracomunitari, proveniamo da Eritrea, Somalia, Sudan, siamo in Italia con lo status di rifugiati per ragioni umanitarie, lavoriamo da anni nel settore della logistica, passando attraverso la gestione di varie cooperative, almeno tre negli ultimi anni, ma lavorando sempre per la GLS Italy.
Oggi siamo senza lavoro, senza possibilità di garantire il sostentamento alle nostre famiglie ed a noi stessi.
Viviamo questa condizione perchè l'inverno scorso abbiamo partecipato a degli scioperi e a due presidi davanti ai cancelli.
Il sig. Angelucci, capo della Papavero, ci accusa di essere venuti meno ai doveri di socio, violando inoltre presunti obblighi di legge, lo statuto, il regolamento e gli scopi sociali della cooperativa.
Secondo il sig. Angelucci siamo dei criminali che non hanno il diritto di lavorare, né di far parte della coop Papavero.
Molte cose però non dice il sig. Angelucci.
Non dice le motivazione delle iniziative sindacali, regolarmente dichiarate dal nostro sindacato, nei mesi scorsi.
Non cita come alla base dell'iniziativa sindacale ci fosse la rivendicazione delle più elementari condizioni di legalità all'interno della coop per quanto riguarda l'attività lavorativa e la gestione del nostro rapporto di lavoro.
Non dice della mancata applicazione delle più elementari norme contrattuali (retribuzione, orario) e di legge (sicurezza) che caratterizza la gestione della cooperativa.
Non dice delle centinaia di ore lavorate e non retribuite, dei ricatti quotidiani, delle minacce e delle vessazioni gratuite.
Si guarda bene dal citare le violazioni messe in atto dalla sua gestione e per le quali vi sono le denunce all'ASL, all'Ispettorato del Lavoro, alla Procura della Repubblica.
Quanto allo statuto ed al regolamento, ci piacerebbe capire a cosa si riferisce perchè non abbiamo mai visto né l'uno, né l'altro.
Quanto agli scopi sociali della coop poi, ci piacerebbe capire quali siano, noi conosciamo solo lo sfruttamento, la negazione di ogni diritto e il razzismo, praticati quotidianamente all'interno della cooperativa.
Egregio sig. Schaedle, non sappiamo quanto lei conosca di questa vicenda, né quanto sia a conoscenza della realtà quotidiana dell'attività svolta dalla Papavero, per la sua società.
Non sappiamo, ma siamo certi che lei dovrebbe invece sapere, in quanto committente, nel momento in cui assegna l'appalto delle attività della GLS, come queste coop reclutano e amministrano i dipendenti, in quali condizioni li costringono a lavorare, se rispettano le leggi dello stato, e le norme contrattuali.
Sappiamo per certo anche, che le precedenti coop per cui abbiamo lavorato, ci hanno sottratto decine di migliaia di €uro dalla retribuzione, soldi che andiamo a recuperare con imminenti cause a cui, la sua azienda, dovrà far fronte.
Sappiamo anche che lo stesso percorso riguarderà la Papavero ed è per questo che in questo giorni già abbiamo interessato l'Ispettorato del Lavoro.
Egregio sig. Schaedle, l'azienda che rappresenta è corresponsabile di quanto sta avvenendo ed è avvenuto.
Le chiediamo di farsi sentire, di intervenire presso la Papavero per far ritirare i licenziamenti illegittimi. Converrebbe alla GLS, e per vari motivi.
Per ragioni legali: l'assenza totale di rispetto delle norme di sicurezza, ad esempio, nelle attività svolte per vostro conto, oppure la pratica illegale di intermediazione di manodopera, vi chiamano direttamente in causa.
Per ragioni politiche e sociali in senso lato: che effetto farebbe sull'opinione pubblica, sulla clientela attuale e potenziale di GLS, se quanto avviene all'interno dei capannoni di Cerro o di altri siti, fosse portato a loro conoscenza?
Quali sarebbero gli effetti di una campagna mediatica incentrata su questi temi, sulla vostra immagine? Quali gli effetti economici?
Ci pensi signor Procuratore e ci faccia sapere al più presto; noi non abbiamo intenzione di subire ancora la negazione dei nostri diritti e siamo pronti a batterci, fino alla fine, coi lavoratori, le organizzazioni politiche, sindacali, le associazioni, che già si sono schierate al nostro fianco.
P.S. Nelle occasioni in cui lei e i suoi collaboratori arrivavano nel sito di Cerro, i responsabili locali terrorizzati, al grido di “arrivano i tedeschi”, ci costringevano ad indossare le magliette col logo GLS.
Eccoci quindi a chiedere conto, proprio alla GLS Italy SpA, di quanto accade ed è accaduto nei suoi capannoni. Questa comunicazione è al momento riservata; sarà resa pubblica in assenza di riscontro da parte sua.
Saluti.

I lavoratori licenziati della cooperativa Papavero
c/o Sindacato Intercategoriale COBAS
Via Marco Aurelio, 31 20127 Milano tel/fax 0249661440
e-mail: coordinamento@sicobas.org

venerdì 24 settembre 2010

Mozione conclusiva assemblea 19 settembre

Rilanciare le lotte e costruire l'unità di classe tra i lavoratori.

L’assemblea pubblica tenutasi al C.S.A. Vittoria di Milano il 19/09/2010, che ha visto la presenza di lavoratori e lavoratrici, realtà del sindacalismo di base e soggetti politici in rappresentanza di un ampio numero di territori (Trento, Verona, Torino, Genova, Modena, Roma, Milano), per sostenere i lavoratori licenziati per rappresaglia dalla cooperativa Papavero (GLS Italy) in seguito alle lotte ed agli scioperi dello scorso inverno, ha deciso di continuare il percorso di solidarietà e di allargamento del fronte comune intrapreso e, quali prime scadenze, lancia le seguenti mobilitazioni:

- il 7/10/2010 ore 17.30, in occasione della prima udienza sui licenziamenti presso la sezione lavoro del Tribunale di Milano in Via Pace n. 10, presidio di solidarietà;

- in data da definirsi, un corteo/presidio, presso lo stabilimento GLS di Cerro al Lambro dove i lavoratori licenziati sono appaltati, quale ulteriore passaggio della lotta intrapresa e per manifestare e ribadire la continuità e la volontà di fare rispettare i loro diritti e quelli degli altri lavoratori ancora all’interno dello stabilimento.

I lavoratori delle cooperative, nonché tutti i partecipanti all’assemblea, intendono continuare la loro lotta con la prospettiva di allargare la rete e il collegamento tra lavoratori dei vari settori per rispondere agli attacchi complessivi del padronato, convinti che solo un'unificazione da un punto di vista di classe delle azioni di resistenza potrà consentire un esito positivo allo scontro in atto.
L’assemblea rilancia infine la necessità di una solidarietà concreta, anche attraverso la cassa di resistenza, per sostenere nell’immediato i lavoratori licenziati del settore logistico, con la prospettiva di allargarla a tutti i lavoratori in lotta.

L’assemblea pubblica tenutasi al C.S.A. Vittoria di Milano il 19/09/2010

martedì 21 settembre 2010

Atene e Salonicco assediate dalla protesta dei camion

Da INFO-AUT

Centinaia di camion stanno assediando la città di Atene. I trasportatori sono in mobilitazione contro la liberalizzazione del settore. Dalle prime ore del mattino stanno bloccando una delle principali direttrici stradali che porta alla capitale greca.Il blocco è stato effettuato e rinforzato dopo che la polizia ha impedito loro di proseguire la marcia: oltre 800 autocarri sono concentrati alle porte di Atene sotto l'occhio preoccupato della polizia. Fin dall'alba i trasportatori han tentato di dirigersi verso il centro metropolitano in vista del voto di martedi in Parlamento della legge che contestano. Quindi, la polizia ha impedito loro di procedere, i trasportatori hanno formato un blocco stradale sulla superstrada che da Corinto conduce alla capitale, il traffico è stato deviato, permane una situazione di caos alle porte di Atene sulle linee della viabilità. Nel frattempo la protesta degli autotrasportatori non ha bloccato solo Atene ma anche la città settentrionale di Salonicco: 300 camion la stanno assediando.Gli autotrasportatori chiedono soprattutto l'estensione del periodo di transizione da tre a cinque anni. ''Non abbiamo più nulla da perdere'' ha detto il presidente della categoria, Giorgio Tzortzatos, di fronte al rifiuto del governo. Le associazioni commerciali hanno denunciato problemi di rifornimenti alimentari e avvertito che esiste il rischio di una penuria di carburanti, come quella del luglio scorso quando la Grecia fu messa in ginocchio dalla prima lunga protesta dei camionisti.

sabato 18 settembre 2010

SABATO 2 0TTOBRE ALLA FORNACE di Rho in Via san Martino 20 SERATA BENEFIT A SOSTEGNO DEI 15 OPERAI LICENZIATI ALLA GLS

SERATA BENEFIT A SOSTEGNO DEI 15 OPERAI LICENZIATI PER AVER
SCIOPERATO,DALLA COOPERATIVA PAPAVERO ALLA GLS DI CERRO AL LAMBRO.


Ore 20: Cena di qualità con prodotti fatti in casa.

Antipasto a base di un peperone cruscolo Lucano.
Primo: lasagne al sugo fatte in casa, anche per vegetariani.
Secondo : Verdure Grigliate e salamella Artigianale
Dolce : Torte varie fatte in casa.
10€.

La cena è su prenotazione.
Per prenotarsi mandare una mail a : laspinta@yahoo.it entro Giovedì 30 sera.

dalle Ore 22:
Concerto e dj set ( da definire nei prossimi giorni)

Partecipiamo numerosi per sostenere i licenziati che stanno resistendo all'attacco padronale e per creare una reale solidarietà contro ogni razzismo.

lunedì 13 settembre 2010

Appello per l'assemblea pubblica contro i licenziamenti alla GLS

A tutti i lavoratori, alle organizzazioni sindacali e politiche, ai centri sociali, agli organismi di lotta sociali e territoriali, proponiamo un primo incontro domenica 19/9/2010 alle ore 15.00, per aprire un percorso condiviso e promosso unitariamente che, a partire dalla lotta contro

I 15 LICENZIAMENTI DI RAPPRESAGLIA FATTI DALLA COOP PAPAVERO,
IN PIENO AGOSTO, A SEI MESI DI DISTANZA DAGLI SCIOPERI DI
FEBBRAIO AL CAPANNONE DELLA GLS ITALY DI CERRO AL LAMBRO

- costituisca, da subito, una CASSA DI RESISTENZA per i lavoratori licenziati dalla GLS, con la prospettiva di estenderla, come strumento di sostegno e di lotta, ai lavoratori licenziati per ritorsione e terrorismo dai padroni,

- organizzi INIZIATIVE E MOBILITAZIONI DI PIAZZA E TERRITORIALI COORDINATE contro i licenziamenti politici, per la difesa dei diritti nei posti di lavoro, contro l’attacco alle condizioni di vita e di lavoro condotto da padronato e governo per “superare la crisi”

I 15 licenziamenti degli operai della Coop Papavero, voluti da GLS Italy, perché “colpevoli” di avere scioperato in difesa dei propri diritti calpestati e per ottenere il rispetto delle condizioni normative e salariali previste contrattualmente, non sono un fatto “interno” al settore della logistica e alla lotta nelle cooperative sviluppatesi nel milanese.

I 15 licenziamenti della Coop Papavero sono stati fatti nella medesima logica e con le stesse finalità dei licenziamenti dei 3 operai alla Fiat di Melfi, dell’operaio della Fiat di Termoli, dei 64 operai delle cooperative dell’appalto Carrefour di Pieve Emanuele, dell’operaia della coop alla Clinica Privata San Carlo di Paderno Dugnano.

Un filo conduttore unisce tutti questi episodi di vero e proprio terrorismo, sono fatti per intimidire, impaurire, terrorizzare i lavoratori, colpendo chi osa sollevare la testa. Fungono da battistrada all’applicazione di contratti modello Pomigliano, alla cancellazione dei diritti per ottenere maggiori profitti e disporre dei lavoratori senza freni e vincoli giuridici, al tentativo di cancellare qualsiasi forma di contratto collettivo, seppur già subordinato agli interessi padronali come quelli attualmente esistenti.

Respingere i licenziamenti politici e contrastare quest’attacco, isolati e separati nei rispettivi posti di lavoro, è impossibile. Occorre rompere la logica degli “orticelli” e degli “steccati”. Dare una risposta all’altezza della situazione richiede che i lavoratori si colleghino e comincino a costruire la propria unità e il proprio coordinamento dal basso, sulla base di obiettivi comuni e condivisi.

Per questo proponiamo un incontro, che si terrà domenica 19 settembre alle ore 15, c/o il CSA Vittoria, (via Friuli angolo via Muratori, Milano) per avviare, se possibile, un percorso comune, con delle iniziative che collettivamente definiremo e praticheremo per organizzare la risposta contro i licenziamenti e l’attacco di padroni e governo.

Le realtà che hanno sostenuto e condotto le lotte delle cooperative nel milanese

Comitato Antirazzista Milanese : info@antirazzistimilano.org,
Coordinamento Lavoratori San Giuliano Milanese,
CSA Vittoria: vittoria@ecn.org,
Sindacato Intercategoriale Cobas :coordinamento@sicobas.org

martedì 31 agosto 2010

Avviata la campagna per il ritiro dei licenziamenti alla GLS-Papavero

Senza aver più contestato nulla ai lavoratori, dopo sei mesi, la coop Papavero fa 15 licenziamenti politici, di rappresaglia.

Non solo una vendetta e un attacco al diritto di sciopero, l’obiettivo è quello di intimidire i lavoratori delle cooperative, impedire che si organizzino per difendere i propri diritti e le proprie condizioni di lavoro.

La volontà dei padroni delle cooperative e dei grandi appaltatori che si servono di loro, è quella di mantenere questi lavoratori in uno stato permanente di ricatto, di assenza di regole certe e di rispetto delle minime norme contrattuali. Per tutti e due un unico imperativo: fare più guadagni pagando il meno possibile i lavoratori.
Quello che accade a Cerro al Lambro è uguale al piano Marchionne per la Fiat: una politica padronale di meno salari e meno diritti.

I 15 licenziati della Coop Papavero hanno subito la medesima sorte degli operai licenziati dalla Fiat, 3 a Melfi, 1 a Termoli: un licenziamento politico per intimidire tutti i lavoratori.
Isolati si perde, uniti si vince. Occorre coordinare nazionalmente le iniziative contro i licenziamenti politici di tutti i lavoratori. Occorre dare una risposta nazionale all’attacco congiunto di governo e padroni, che vogliono ridurre ancora di più diritti e salari in ogni posto di lavoro.

Riportare al lavoro i 15 licenziati alla GLS Italy di Cerro al Lambro, i licenziati Fiat di Melfi e Termoli, non è solo solidarietà, ma difendere noi stessi. Se i licenziamenti passano, se si diffonde il messaggio padronale che “chi lotta paga”, le condizioni peggioreranno per tutti.

TUTTI I LICENZIATI DEVONO TORNARE AL LAVORO

martedì 24 agosto 2010

LICENZIATI 15 LAVORATORI DELLA COOP PAPAVERO ISCRITTI AL SI COBAS, PER AVERE SCIOPERATO

Il 2,3,12,13 febbraio 2010 i lavoratori della Coop. Papavero, presso gli stabilimenti della GLS di Cerro al Lambro, sono scesi in sciopero. La loro lotta è stata appoggiata da numerose altre realtà milanesi, che con i lavoratori, con noi, hanno partecipato ai picchetti e alla mobilitazione e fronteggiato la polizia che in appoggio ai padroni cercava di impedire gli scioperi per ottenere condizioni di lavoro dignitose. (i comunicati sulla lotta nella sezione Cooperative negli articoli relativi a GLS coi link ai vari video).
Dopo numerose lettere di contestazione ai lavoratori "colpevoli" di aver lottato per i propri diritti, in pieno agosto come nella peggiore tradizione padronale, il responsabile Angelucci (ex militante delle RdB di Novara), emulo di Marchionne, ha fatto licenziare i lavoratori dalla cooperativa.
Le argomentazioni del licenziamento sono risibili e pretestuose. Angelucci e la coop. hanno comminato dei licenziamenti politici di rappresaglia, per far pagare a questi lavoratori la loro lotta, per intimidire i lavoratori delle coop che si stanno organizzando per difendere le proprie condizioni di vita e di lavoro. Nella logistica devono continuare a regnare il ricatto, la discriminazione, condizioni di lavoro al di sotto degli stessi minimi stabiliti dai contratti siglati con i sindacati confederali, il lavoro nero.
I 15 lavoratori licenziati, in questi mesi, hanno respinto il duro attacco contro di loro, ma a questo sopruso padronale non possono rispondere da soli: per contrastare il tentativo di licenziamento in corso hanno bisogno della solidarietà degli altri proletari e dei vari compagni che li hanno appoggiati nel vivo della lotta .

sabato 31 luglio 2010

Sitel Italy licenzia 74 lavoratori

Sitel italy, multinazionale delle telecomunicazioni, ubicata a Milano, in via Montecuccoli, 20 ha deciso di dare un colpo basso ai suoi 293 lavoratori.
Settimana scorsa, con una manovra meschina, sono stati aperti gli incartamenti per il licenziamento di 85 lavoratori ( 60 contratti a termine e 14 precari) per risolvere un problema strutturale riguardante un abbassamento del lavoro.
Sitel ha chiuso il suo bilancio dell'anno con un utile di 800 mila euro ma nonostante ciò ha fornito ai suoi lavoratori informazioni riguardo una serie di licenziamenti da effettuare nei prossimi 3 mesi.
Questi licenziamenti colpiranno 74 lavoratori su 293, lasciando fuori capi reparto e responsabili, così da poter colpire nel mucchio i lavoratori che in questi mesi hanno denunciato le irregolarità dei bilanci e del lavoro, che non manca per la crisi, ma che viene smistato o rifiutato dall'azienda che intende smobilitare i reparti e trasferire l'assistenza tecnica di alcuni colossi dell'informatica altrove.
Entro settembre il compartimento di Toshiba, 16 lavoratori, verranno lasciati a casa per trasferire il reparto in spagna dove il costo dei lavoratori è più basso e ridimensionati i reparti HP e Microsoft per spostarli in paesi dove il lavoro costa meno e si può sfruttare meglio.
Nessuna sicurezza viene data per i lavoratori che non verranno coinvolti nei licenziamenti, infatti l'azienda non assicura un inversione di tendenza dei volumi di lavoro per il 2011.
Dopo essersi arricchita (fino a ieri) con il precariato, adesso lascia a casa i lavoratori, ecco come va a finire con i nuovi lavori del Mercato Globale.

Sitel lavora per: HP Italy - Microsoft Italy - Toshiba Italy - Bosh

http://www.lavoratoricolsentersitel.info

lunedì 26 luglio 2010

PER LA DEMOCRAZIA NELLE FABBRICHE!

La democrazia (di carta) nella fabbriche e nei luoghi di Lavoro.

Il 14 e 15 luglio nello stabilimento della Marcegaglia di viale Sarca si sono svolte le elezioni della RSU.

La Fiom ha nominato quattro delegati con il 74% dei voti, la Flmuniti è stata esclusa con il 26% dei voti.
Questo risultato poco democratico è stato possibile grazie all’applicazione da parte della Fiom dell’accordo del 1993, con la nomina di 1/3 dei delegati, regola che nelle precedenti elezioni del 2007 non è stata applicata.

L’atteggiamento discriminatorio della Fiom è in forte contraddizione con l’attività svolta dalla stessa organizzazione, che nei mesi scorsi ha raccolto le firme e successivamente ha presentato una proposta di legge popolare sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro, per abrogare i privilegi elettorali previsti dall’accordo interconfederale, a favore di una rappresentanza eletta con il proporzionale puro.

Il coordinamento dei Lavoratori uniti contro la crisi non approva questa scelta, che fra l’altro punisce oltre che il sindacato di base, anche un esponente dello stesso coordinamento che tanto si è speso per costruire il percorso critico a cui molti delegati, Lavoratrici e Lavoratori di altre aziende hanno aderito.

Il Coordinamento Uniti Contro la Crisi, che in tutte le iniziative rivendica la costruzione dal basso delle linee sindacali, giudica la scelta della Fiom incoerente e penalizzante.
Chiede alla Fiom-Cgil di ritirare immediatamente la nomina del delegato a favore del Lavoratore eletto democraticamente dai Lavoratori.


· Per la Democrazia nei luoghi di lavoro!
· Per far pagare la crisi ai padroni!

Chiediamo a tutti i delegati e lavoratori, particolarmente agli iscritti FIOM, di inviare tantissime mail alla FIOM Nazionale in cui si richiede di essere coerenti sia in Marcegaglia che ovunque.

Le mail a cui scrivere sono:

organizzazione@fiom.cgil.it

sindacale@fiom.cgil.it


Coordinamento Lavoratori Uniti Contro la Crisi di Milano

Sesto San Giovanni 22 luglio 2010

Accordo Lavorando.it

n questi giorni è stato sottoscritto l'accordo sindacale anche per i lavoratori della cooperativa Lavorando.it di Livorno che svolge l'attività presso il sito della TAIMM di Varedo. A seguire vi sarà la trattativa per il recupero della parte economica relativa alla gestione della cooperativa che gestiva precedentemente l'attività nel sito. L'accordo è giunto anche grazie alla fermata dal lavoro dei lavoratori coinvolti.

per vedere l'accordo:

www.sicobas.org/stampa/190-accordo-lavorandoit

sabato 24 luglio 2010

Comunicato S.I.Cobas: accordo alla Coopservices a Monza

Ieri, dopo più di un mese dalla presentazione della nostra piattaforma di rivendicazioni (allegato1) alla coop Services presente nel sito dell'ARCO di Monza, si e addivenuti ad un accordo (allegato 2).Questo accordo è stato sofferto, soprattutto perchè i lavoratori hanno contro non solo la direzione della cooperativa, ma la stessa ARCO che è diretta in prima persona dal patron Riva che, nella tradizione dei dirigenti d'azienda dell'800, mantiene il comando con una rigidità assoluta. Per arrivare a questo risultato, però, tutti i lavoratori della cooperativa, ieri dalle 14.00 alle 18.00, hanno incrociato le braccia e costretto la cooperativa e Arco a sedersi al tavolo della trattativa e concedere la maggior parte delle richieste da noi fatte. Per prima cosa hanno ottenuto indennità non corrisposte dal contratto del 2007 e che il pagamento delle 1098,00 euro fossero date alla data del 28-07-20010, che dal primo di agosto sia corrisposta un'indennità sostitutiva mensa di 0.50 euro all'ora, cifra che sarà elevata a 0,65 euro a partire dal primo ottobre 2010; altra cosa importante, il riconoscimento al 100% di tutti gli istituti contrattuali a partire dal primo settembre e il riconoscimento di uno scatto d'anzianità. ma, soprattutto il riconoscimento del ruolo sindacale delle RSA che avranno un ruolo nell'organizzazione dei turni, orario di lavoro. Il rappresentante della UIL trasporti, che aveva un mese fa , con CGIL, e CISL, sostenuto presso l'azienda cooperativa che non volevano sedersi con noi al tavolo della trattativa a dovuto "ricredersi" e per non perdere il rapporto con i propri iscritti firmare l'accordo da noi voluto ed ottenuto.
ANCORA UNA VOLTA L'UNITA' DI LOTTA MOSTRATA DAI LAVORATORI HA RAGGIUNTO IL RISULTATO DESIDERATO.

per vedere l'accordo e la piattaforma:
www.sicobas.org/stampa/188-accordo-arco-monza

martedì 20 luglio 2010

Presidio contro il licenziamento di Jessica Capozzi dall'ATM giovedi' 22/7 dalle h. 16 alle 18

Giovedì 22-7 dalle ore 16 alle 18, davanti alla sede ATM di Foro Buonaparte 61 (MM1 Cairoli) presidio di solidarietà con Jessica Capozzi per ottenere il suo reintegro all'ATM di Milano. PARTECIPATE IL PIU' POSSIBILE.

Jessica Capozzi è stata licenziata da ATM. Finito il contratto a termine, non l'hanno più rinnovato. Jessica ha perso il lavoro, la casa, la possibilità di pensare al proprio futuro. Da allora vive e protesta in macchina di fronte al deposito ATM di via Palmanova.E' stata licenziata nonostante le ore di straordinario all'ATM siano senza fine, nonostante ci sia necessità di più autisti e più mezzi.

Jessica Capozzi condivide la sorte di tutti gli altri precari, il ricatto continuo di dover chinare la testa e subire umiliazioni per paura del mancato rinnovo di quel contratto di schiavitù che è il precariato, l'impossibilità di costruirsi un futuro senza la garanzia di un posto di lavoro a tempo indeterminato.
Poco importano le motivazioni pretestuose che hanno portato al mancato rinnovo del contratto.
La vera colpa di Jessica è quella di non aver accettato passivamente la situazione durante il periodo di lavoro, e, soprattutto di aver osato alzare la testa e rivendicare i propri diritti dopo il licenziamento.
Riportare Jessica al posto di lavoro non è semplicemente una soluzione di un caso individuale, ma un atto concreto di contrasto contro la precarizzazione di tutti i lavori, un tassello di una lotta più generale per ottenere

LAVORO STABILE, SALARIO, DIRITTI
per tutti i lavoratori, italiani e immigrati

Sindacato Intercategoriale Cobas
http://sicobas.org/
coordinamento@sicobas.org
Via Marco Aurelio 31, 20127 Milano tel/fax 02/49661440

lunedì 19 luglio 2010

Nuova lettera operai polacchi FIAT

Colleghi di Fiat Italia, noi ammiriamo enormemente la vostra lotta contro gli attacchi alle vostre condizioni di lavoro e i vostri diritti fondamentali.
Il licenziamento di Pino Capozzi mostra la vera natura dell'azienda per cui lavoriamo. E' un attacco al diritto basilare dei lavoratori di poter protestare e dissentire con le scelte della dirigenza.
Stiamo assistendo alla crescita di un nuovo totalitarismo - quello che viene chiamato "Corporate Power". Nei luoghi in cui i lavoratori sono troppo deboli per resistere esso si configura come un vero e proprio sistema di terrore. Disgraziatamente i sindacati qui a Tychy hanno deciso che noi dobbiamo starcene tranquilli, da bravi servi, e pregare Fiat di non toglierci il lavoro.
Ma alcuni di noi domani lavoreranno molto, molto lentamente. Sarà un piccolo segno di solidarietà verso di voi.

Tychy, 15 luglio 2010

venerdì 9 luglio 2010

Solidarieta’ agli operai della Mangiarotti

Il S.I.COBAS esprime piena solidarietà agli operai della Mangiarotti Nuclear che sono stati aggrediti e manganellati dalla polizia mentre stavano tentando di raggiungere la Prefettura.
Gli operai della Mangiarotti non chiedono altro che tornare a lavorare, non subire in modo supino i licenziamenti, per questo da dicembre sono in presidio permanente davanti alla fabbrica di V.le Sarca. Questa attività repressiva nei confronti degli operai della Mangiarotti (dove in precedenza era già intervenuta la polizia), come quella nei confronti degli operai delle cooperative (come a Cerro al Lambro), nasce dal fatto che lo Stato per conto dei padroni, conduce contro tutti i lavoratori, una guerra non dichiarata. E’ un attacco capillare che fa le sue vittime, che sono i morti sul lavoro, i morti causati dalle malattie contratte sul lavoro, dai licenziamenti, dal precariato diffuso, dagli affitti impossibili da pagare, dalle espulsioni perché non puoi esibire un permesso di soggiorno. Una guerra fatta in sostanza da atti che determinano un peggiorare delle condizioni di vita e di lavoro, dove le vittime sono solo da una parte: quella degli operai.

A quest’attacco settori di lavoratori cominciano a opporre una resistenza, ci sono degli esempi vittoriosi, alla INNSE, come nelle cooperative della logistica, contro il moderno schiavismo (che sarebbe meglio definire moderno caporalato). Una caratteristica comune di queste lotte è che spesso travalicano la legalità esistente, legalità che serve a imbavagliare la classe, creando problemi di “ordine pubblico”, in altre parole diventano un problema politico. E da qui che nasce la repressione e gli interventi polizieschi, repressione che colpisce qualsiasi organismo o gruppo di lavoratori che è o potrebbe diventare un centro di orientamento, promozione o direzione della classe.
Davanti alla falcidia di licenziamenti e del peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, come S.I.COBAS proponiamo un confronto con tutti i gruppi di lavoratori e realtà di lotta, per arrivare a costruire una strategia che unifichi le lotte per la difesa del posto del lavoro , del salario e l’organizzazione politica e sindacale dei lavoratori, dei disoccupati, degli immigrati. Questa strategia deve partire dall’assunto che la lotta va fatta comunque e in tutte le circostanze, anche nelle fabbriche in crisi dove i padroni (per realizzare maggiori profitti) de-localizzano la produzione, come pure nelle fabbriche che chiudono perché non sono in grado di sostenere la concorrenza, per un salario medio garantito ai disoccupati. Riteniamo inaccettabile il ricatto di chi sostiene che nelle fabbriche in crisi non rimane altro che contrattare, azienda per azienda, ammortizzatori sociali per rendere meno doloroso il licenziamento.

CONTRO I LICENZIAMENTI ORGANIZZIAMO LA RISPOSTA UNITARIA DI TUTTI I LAVORATORI NESSUNA CHIUSURA DI AZIENDE PUO’ ESSERE ACCETTATA SUPINAMENTE

GARANZIA DEL SALARIO PER GLI OPERAI E I PROLETARI ESPULSI DALLE AZIENDE
SALARIO MEDIO GARANTITO AI DISOCCUPATI

UGUALI DIRITTI PER TUTTI I LAVORATORI SOPRATTUTTO SE IMMIGRATI

ORGANIZZIAMO A SETTEMBRE UN’ASSEMBLEA DEI LAVORATORI CONTRO L’ATTACCO DELLA BORGHESIA ED IL SUO STATO

8.08.2010