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giovedì 22 aprile 2010

RIPRENDIAMOCI IL 25 APRILE!

ore 14 in piazza San Babila

contro il capitalismo, il fascismo, il razzismo!

Domenica 25 aprile, come compagni e compagne del Centro Sociale Vittoria, saremo in piazza per dare il nostro contributo a questa mobilitazione contro la, sempre più forte, deriva autoritaria e culturalmente fascista imboccata dalla società nel suo complesso.
In un momento particolare di crisi strutturale dell'economia capitalista, padroni e governo, tentando di salvaguardare i loro margini di profitto sempre più risicati, provano a scaricarne i costi sulle classi subalterne attaccandone selvaggiamente i diritti e le condizioni di vita e di lavoro.
La gestione politica e ideologica di questa crisi apre spazi per derive di tipo autoritario e populista all'interno delle quali si aprono ulteriori possibilità di recrudescenza fascista e razzista da parte dei gruppi della destra più radicale.
Le campagne sicuritarie, il razzismo, l'autoritarismo istituzionale, la xenofobia, l'oscurantismo religioso, il superamento e l'oltraggio continuo alle stesse regole della democrazia parlamentare borghese, danno il senso di quale sia il collante ideologico di un blocco sociale, fortemente caratterizzato in senso anticomunista e antidemocratico, che si fa garante e sostegno delle politiche classiste e antipopolari del governo Berlusconi.
L'ultimo "collegato lavoro", che fa piazza pulita di ogni diritto dei lavoratori è, ad esempio, un chiaro segnale di questa guerra al lavoro che spiega bene oggi quale sia il volto del fascismo del XXI secolo.
Un dominio di classe non in camicia nera come nel 1922, ma che usa lo squadrismo come strumento di provocazione, che non propugna più le leggi razziali del 1938, ma che costruisce i CIE spandendo a piene mani una sottocultura razzista e xenofoba che fa presa sulle paure determinate dalla precarietà delle condizioni di vita e di lavoro.
Un insieme di relazioni sociali impostate sull'autoritarismo che formano un quadro di "democrazia autoritaria" e di controllo sociale composto da una stratificazione di livelli repressivi supportati da una campagna "culturale" per l'imposizione di modelli di comportamento funzionali al perdurare degli odierni rapporti di produzione.
La giornata del 25 aprile, dunque, non può essere una ricorrenza di facciata, non può essere un calderone conformista in cui ci può trovare posto tutto e il contrario di tutto, non è una nota di colore, non può e non deve centrare la propria attenzione solo al rinascere delle attività più virulente, odiose e smaccatamente aggressive delle bande nazifasciste, ma deve, ed è questa la nostra scelta, provare a declinare e interpretare l'antifascismo da un punto di vista di classe, dal punto di vista dei lavoratori che subiscono la crisi, il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, il razzismo utilizzato per dividerli e dividerci.
Un antifascismo di classe che provi a rompere il sistema di controllo sociale che regola e comprime, giorno per giorno le nostre vite, le nostre condizioni di lavoro e la possibilità stessa di provare ad abbattere l'organizzazione capitalistica del lavoro che produce fascismo, razzismo, sessismo...

Ecco perché quest'anno abbiamo deciso di essere in piazza, ma dicendo chiaro che il 25 aprile così come si è definito negli ultimi anni, non è più cosa nostra, che l'antifascismo non è un vestito da indossare per recuperare consenso, che la resistenza e la lotta armata del popolo italiano per la cacciata del nazi-fascismo non hanno nulla a che fare con la voglia di appropriarsi di questa data che esprimono, strumentalmente, le varie correnti del centro-sinistra o della sinistra ex-parlamentare, che la nostra lotta contro la deriva fascistoide e populista non può stare nel recinto del legalitarismo e dello scontato odio antiberlusconiano, perché questo lo porrebbe su un piano di compatibilità politica senza minimamente rispettare il senso, i valori, le scelte dei compagni partigiani e partigiane che sono morti lottando, non solo nella cacciata del nazi-fascismo, ma per una trasformazione radicale, assolutamente radicale della loro vita come di quella di milioni altri proletari nel nostro paese.
Non sono questi i motivi per i quali i partigiani e le partigiane hanno combattuto e sono morti!
Come compagni e compagne del Centro Sociale Vittoria abbiamo, quindi, deciso di partecipare e sostenere una piazza anticapitalista unitaria che sappia declinare l'antifascismo e l'antirazzismo da un punto di vista di classe per un rilancio di tutti quei percorsi che tentano, nelle diverse specificità, di porsi in un'ottica autorganizzata per un cambiamento radicale dell'esistente che, dai territori e dai luoghi di lavoro, si sviluppi autonomamente dalle logiche di visibilità e compromesso istituzionale.
Una piazza di compagni e compagne, di lavoratori e lavoratrici che dia un segnale di unità della lotta contro il capitalismo che produce fascismo, razzismo e sfruttamento di classe.

CONTRO IL VECCHIO E IL NUOVO FASCISMO
ORA E SEMPRE RESISTENZA!

il Centro Sociale Vittoria partecipa alla piazza anticapitalista promossa dal Comitato di solidarietà con le lotte dei lavoratori delle cooperative

appuntamento per tutti e tutte domenica 25 aprile San Babila ore 14,00

giovedì 15 aprile 2010

IL RICORDO DI UN IMPEGNO


La due giorni antifascista del nord ovest 16 17 aprileIl nostro impegno per non dimenticare Claudio Varalli, Giannino Zibecchi e le altre vittime del neofascismo
Venerdì 16 ore 17:00 Bollate - commemorazione di Claudio Varalli, cimitero di Bollate
ore 18:30 Bollate - concentramento presso la lapide di via Varalli
ore 21:00 Baranzate - piazza Falcone incontro musicale con Pino Masi e i Ciapa no
Sabato 17ore 18:00 Bollate - piazza della Chiesa (di fronte alla Biblio) aperitivo e esposizione delle mostre su Claudio Varalli e sulle nuove destre
ore 21:30 Rho - c.s. "SOS Fornace" dancehall antifascista con INOKI

lunedì 26 ottobre 2009

Torino: "Lega Nord Casa Pound, tutti a terra al primo round!"

Da INFOAUT

Giornata importante quella vissuta oggi per le strade di Torino. La determinazione di 300 compagn* antirazzist* e antifascist* ha alterato un sabato pomeriggio di shopping e consumo. Non poteva essere però tollerata la prima uscita pubblica e annunciata di Casa Pound, organizzazione dell'estrema destra composta di autonominatisi "fascisti del terzo millenio".Oggi niente banchetto per gli affiliati di Iannone & c. solo l'assaggio della determinazione di centinaia di antifascisti e antirazzisti. E lo stesso dicasi per la Lega Nord cittadina. Il partito della xenofobia e del delirio securitario aveva allestito un gazebo per chiedere la chiusura della micro-clinica Fathi da poco allestita al centro sociale Gabrio. Un ambulatorio medico popolare reo per i padani di fornire assistenza medica gratuita a migranti clandestinizzati dalle loro leggi infami.Niente volantino per Casa Pound, niente gazebo per la Lega Nord, che va miracolosamente in frantumi grazie all'iniziativa di divers* compagn*. Da segnalare in tutto questa la presenza di attrezzature pesanti (bastoni e catene) sia tra i leghisti che tra i neofascisti tranquillamente circondati da Polizia e Digos che (a loro) permette di armarsi.A fine pomeriggio un corteo festante di quasi 500 persone attraversava via Po tra cori, interventi e un canto gloliardico che ben riassumeva la giornata: "Lega Nord, Casa Pound, tutti a terra al primo round!"
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Cronaca della giornataOre 16:00.
Una mobilitazione antifascista volante, messa in piede in nemmeno 24 ore in seguito alla provocazione annunciata dai fascisti di CasaPound di tenere un banchetto nel centro torinese. Circa 200 antifascist* si sono quindi dati appuntamento in piazza Castello intorno alle 14, da dove si sono mossi in direzione di piazza San Carlo, dove avrebbe dovuto tenersi l'iniziativa fascista.Camionette e poliziotti a difesa di una decina di fascisti di CasaPound, nascosti dietro lo schieramento poliziesco ma individuati dai compagni e dalle compagne. Il presidio antifascista ha quindi deciso di muoversi repentinamente, facendo il giro dell'isolato e sorprendendo alle spalle i fascisti. C'è stato un momento di scontro degli antifascisti contro il fascisti di CasaPound, intermezzato dalle cariche della polizia. Per una ventina di minuti gli antifascisti sono stati divisi in 2 tronconi, tensione palpabile e qualche manganellata, si sono poi riusciti a ricomporre nuovamente in piazza San Carlo.La volante mobilitazione antifascista è riuscita nel suo intento, di impedire il banchetto di CasaPound, di sottrarre fisicamente e culturalmente ogni spazio di agibilità politica. Presenza inaccettabile che si è cacciata via, nonostante la compromettente ed evidente congiunzione tra fascisti e polizia, con i primi a fedele loro protezione ed i secondi "legittimati" a stare in piazza con mazze catene e cinghie.In queste stesse ore, un corteo antifascista sta attraversando le strade di Pistoia per pretendere la liberazione di 3 compagn*, ingiustamente accusati di aver devastato una sede di CasaPound.
L'appuntamento antifascista di Torino ha voluto quindi essere anche un ponte con quel che si sta dando a Pistoia.
h 16 - Ascolta la diretta con Gianluca (InfoAut)

Aggiornamento ore 16:30.
Prosegue la mobilitazione antifascista e antirazzista nella piazza torinese. Il presidio di compagni e compagne, incassato il risultato della fuga dei fascisti di CasaPound, ha infatti deciso di muoversi e ritornare in direzione di piazza Castello. Strada sulla quale si è incontrata la presenza di un banchetto della Lega Nord, prontamente ribaltato in segno di assoluto disgusto del carattere razzista e xenofobo del partito di governo. Inoltre, la presenza delle camice verdi della Lega era anche suggellata dalla richiesta di sgombero della micro-clinica Fatih al csoa Gabrio...Tutto ciò ha ovviamente rifatto salire la tensione, la polizia è tornata a caricare il presidio antifascista e antirazzista, un fronteggiamento che ha rifatto partire le manganellate della celere. Ma dinnanzi a ciò, nel salotto della città, si sono levate non poche voci di dispezzo nei confronti della Lega Nord e di biasimo per le forze dell'ordine da parte delle tante persone presenti per le strade del sabato pomeriggio.

h 16.30 - Ascolta la diretta di aggiornamento con Gianluca (InfoAut)

domenica 4 ottobre 2009

Fascismo a Milano!!!

CONTINUA LA CACCIA! L'ATM È PARTECIPE!

Nella Milano medaglia d'oro contro il nazi-fascismo, continua la mostruosa esibizione.
Anche ATM, storica Azienda dei Trasporti Milanese, si è lasciata trascinare nel tunnel della
prevaricazione dei diritti dell’uomo.
Gridano assieme ai gestori del Comune “al ladro al ladro”, sopratutto contro “portoghesi” scuri
di pelle, lavoratori in “nero”, sfruttati, e sotto-sottopagati, ecc., mentre i veri ladri e fuorilegge
stazionano notoriamente negli ampi stanzoni romani.
Così a Milano per un biglietto di un euro, questi nostalgici amministratori comunali, danno
sistematicamente la caccia all’uomo soprattutto se immigrati.
Sono arrivati addirittura a modificare i bus trasformandoli in veri cellulari-blindati…mah! Rob
de matt! e pensare che fino ad alcuni anni fa ATM si premurava di adattare autobus per
accogliere “diseredati” nelle ore notturne delle giornate più fredde.
Queste azioni, che tantissimo ricordano i passati regimi totalitari, vede persino qualche autista
ATM accettare la guida dei bus-galere!
E coloro che si prestano a questo servizio? Hanno già chiesto la divisa da questurino? O, come
sarebbe normale e umano fare, dovrebbero rifiutarsi di svolgere questo servizio?
Lavoratori, colleghi, mai come oggi bisogna contrastare questa ondata di razzismo e fascismo
montante. Vorrebbero coinvolgerci nella logica della prevaricazione sui più deboli, la stessa,
identica unità di misura che sta per usare il governo contro i lavoratori spazzando via
definitivamente quel poco che resta del diritto di sciopero.
Lavoratori, attenetevi alla mansione per la quale siete stati assunti: trasportare persone libere.
Siete stati assunti per caso dal Ministero degli Interni?
Tranvieri, dare la disponibilità a questo nuovo “lavoro” significherà far si che lo imporranno
come attività ausiliaria, e in poco tempo la funzione per la quale si è stati assunti cambierà.
Temono tantissimo la solidarietà tra lavoratori immigrati e non, e quindi spezzano ogni
possibile saldatura.
Isoliamo tutti quei progetti politici reazionari e la megalomania di quei leader malati di
protagonismo, che inneggiano continuamente alle barbarie, all'odio e alle guerre.
Basta stare a guardare, domani potrebbe essere già troppo tardi.
È dovere di noi tutti difendere la democrazia.

I tranvieri di Milano nel 1945 lottarono eroicamente contro
il fascismo, regime totalitario oppressore delle classi deboli,
esportatore di guerre e prevaricatore dei diritti dei lavoratori


S.L.A.I. COBAS trasporti

mercoledì 3 giugno 2009

NON SI ACCETTANO CARAMELLE DAGLI SCONOSCIUTI

Domenica 7 – 6 – 2009 è prevista, a Rho, una manifestazione indetta con nobili motivi, ovvero contro la pedofilia.La manifestazione dal titolo “un calcio alla pedofilia” è organizzata da una associazione che si definisce “associazione culturale L.A.”; la sigla L.A. significa “lealtà – azione”, ovvero il gruppo che gestisce la skinhouse di Bollate!Gli stessi personaggi che il 27 gennaio (giornata della memoria che ricorda la shoah), insieme a Cuore Nero (noto ritrovo della destra estrema milanese e non solo), hanno pensato bene di organizzare una festa per brindare all’Olocausto.In quegli anni furono sterminati anche decine di migliaia di bambini ebrei, rom e con handicap fisici e mentali, “eliminati” in quanto non rispondevano alla folle idea nazista di razza pura.Fingono di avere a cuore i diritti dell'infanzia, ma hanno appoggiato leggi xenofobe che hanno permesso la schedatura su base razziale di migliaia di Rom prendendo le impronte anche ai più piccoli, appoggiano leggi che costringeranno migliaia di bambini, figli di immigrati clandestini, a non frequentare più la scuola e vivere sempre nascosti, a diventare invisibili senza diritti né futuro, costretti anche a rinunciare alle cure mediche (pena l’espulsione), esaltano i respingimenti delle barche dei migranti con bambini che fuggono da un destino di guerra e dalla violenza; ma quei bambini secondo loro hanno una grande colpa: non sono della loro razza e quindi senza diritti.Ora, non sappiamo se chi ha aderito all’evento ed è il destinatario dei fondi raccolti (e cioè l’associazione Caramella Buona), conosca questi “personaggi” ma sul sito della Skin House si dice chiaramente che lealtà – azione collabora con una onlus sostenuta da forze politiche e sociali di una certa rilevanza, infatti sul sito potete leggere:
“I MILITANTI DI LEALTA’-AZIONE LAVORANDO IN STRETTO CONTATTO CON LA PIU’ IMPORTANTE ASSOCIAZIONE ONLUS ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO LA PEDOFILIA…”.
Certo è che promuovere un’iniziativa che vuole parlare dei diritti e della sicurezza dei bambini con gruppi che predicano solo odio e violenza, esaltano razzismo e xenofobia è quantomeno contraddittorio.Invitiamo l’associazione della Caramella Buona a consultare il loro sito, a leggere i loro comunicati dove non mancano mai richiami al ventennio fascista e alla cultura nazista...… Vale davvero la pena avere il loro appoggio? E, se sì, quale prezzo pagheremo domani?

comitatio antifascista nord ovest

martedì 28 aprile 2009

GIOVEDI' 30 APRILE PROIEZIONE DI "CAMICE VERDI" A LAINATE


Come avevamo promesso, dopo pressioni e minacce varie,
Giovedì 30 aprile in Piazza Matteotti a Lainate (o in caso di pioggia presso la sala degli specchi all’interno di Villa Litta , a fianco della sede dell’ANPI)
sarà proiettato il film camicie verdi.

Rinnoviamo a TUTTI i cittadini l’invito a partecipare alla proiezione.

A.N.P.I. di Lainate
Rete Antifascista Nord-Ovest di Milano

martedì 21 aprile 2009

STAFFETTE PARTIGIANE



Presso la tensostruttura di Magenta, p.za mercato, il 22, 23 e 24 aprile2009

Mercoledì 22 Aprile:
cena dell’ANPI (prenotatevi!!!!) e proiezione del film NAZIROCK, con la presenza di Saverio Ferrari dell’Osservatorio sulle nuove destre.

giovedì 23 Aprile:
saluto ufficiale dell’ANPI e del coordinamento di zona, a seguire concerto di CISCO e Boxindogs da Genova.

venerdì 24 Aprile:
spettacolo teatrale con Bebo Storti “Mai morti”, a seguire dj set musicale.

Bar e ristorante sempre aperti, mostre fotografiche e stand associazioni.

A.N.P.I. e le associazioni antifasciste del magentino

mercoledì 8 aprile 2009

COMUNICATO ANPI SULLA PROIEZIONE DI "CAMICIE VERDI"

Venerdì 3 aprile l'ANPI di Lainate aveva organizzato in un centro comunale la proiezione del film documentario “CAMICIE VERDI” realizzato 4 anni fa dal giornalista Claudio Lazzaro.Dal giorno della scelta del luogo e del giorno della proiezione, sono cominciate ad arrivare alla cooperativa che gestisce il luogo della proiezione, pressioni via via sempre più insistenti per negare la sala. Pressioni che hanno raggiunto il culmine nella giornata di venerdì con telefonate al limite dell'intimidazione mafiosa anche da parte di sedi istituzionali. locali e provinciali, probabilmente legati politicamente ai soggetti protagonisti del documentario.L'ANPI visto il clima e soprattutto preso atto che la scelta di proiettare il film avrebbe potuto colpire i lavoratori della cooperativa, decideva di sospendere momentaneamente la proiezione per tutelare i lavoratori minacciati.Anche se riteniamo non sia necessario ribadiamo che tutte le iniziative dell'ANPI sono sempre state e sempre saranno svolte in piena libertà e democrazia come era del resto quella di venerdì 3 aprile.Nei nostri dibattiti viene sempre garantito a tutti il diritto di esprimere la propria opinione, favorevole o contraria che sia. Questo perchè crediamo fermamente nella forza dei valori democratici sanciti dalla nostra Costituzione nata dalla guerra di Liberazione, con il sacrificio di migliaia di Partigiani e che per questo ci obbliga ancora di più a rispettarla e a difenderla.Valori che parlano di democrazia, uguaglianza e diritto di opinione, evidentemente non condivisi da chi ha voluto in ogni modo censurare la serata. Saremo sempre impegnati per far si che soprattutto chi non condivide le nostre idee possa sempre esprimerle liberamente in ogni luogo e in ogni circostanza nel rispetto della Costituzione e delle leggi che regolano la vita civile.Vogliamo dire a questi individui, che evidentemente non condividono questi valori e le regole della democrazia, che la serata sarà ripetuta in un luogo che non possa più essere soggetto ad avvertimenti o minacce di nessun genere; ci impegniamo fin da ora a rendere pubblica tutta la vicenda informando gli organi di stampa locali e sul Web: rinnoviamo l'invito a TUTTI i cittadini di partecipare alla proiezione e di far valere le proprie ragioni in quella sede.Ringraziamo gli assessori comunali presenti e tutte le organizzazioni di Lainate, e non solo, che hanno espresso solidarietà e sostegno nei nostri confronti.

ANPI di Lainate sez. Pio Zoni

lunedì 30 marzo 2009

PROIEZIONE DEL FILM:CAMICIE VERDI


3° Appuntamento del Cordinamento Antifascista del Nord-Ovest Milanese:

VENERDI' 3 APRILE - Ore 21.00Presso il JOB CAFE in Via Lamarmora 7 - LAINATE
PROIEZIONE DEL FILM:CAMICE VERDI - Misteri e segreti della lega nord dal celodursimo alla devolution.di Claudio Lazzaro
A seguire dibattito con SAVERIO FERRARI (Osservatorio democratico sulle nuove destre)
Nell'AREA CAFE dalle 22.30DJ SET FANKY'70 con DJ BREGA
ANPI di LAINATE

giovedì 12 marzo 2009

PROIEZIONE DEL FILM NAZIROCK


Il Collettivo Oltreilponte e ANPI di NERVIANO promuovo il secondo appuntamento della RETE ANTIFASCISTA NORD-OVEST MILANO:

GIOVEDI 19 MARZO 2009 - ORE 21.00

al CENTRO INTEGRATO EX-MECCANICA - SALA CIVICA SANDRO PERTINI
in Via Circonvallazione n.1 - NERVIANO (MI)

PROIEZIONE DEL FILM:
NAZIROCK
COME SDOGANARE LA SVASTICA E I SALUTI ROMANI
di Claudio Lazzaro

A seguire dibattito con:
Claudio Lazzaro - Autore del film
Saverio Ferrari - Osservatorio democratico sulle nuove destre

Durante la serata saranno presenti banchetti di controinformazione.

NO AI NAZISTI SUL NOSTRO TERRITORIO E NESSUNA AGIBILITA AI LORO EVENTI.
A.N.P.I di Nerviano
Collettivo Oltreilponte
Rete Antifascista Nord-Ovest Milano

martedì 3 marzo 2009

SABATO RESISTENTE


UN SABATO ANTIFASCISTA DI SANA ROBUSTA E RESISTENTE COSTITUZIONE ORGANIZZATO DALL'ANPI A LAINATE IL GIORNO 7 MARZO CON LA PARTECIPAZIONE DELLA "CONTRABBANDA" DALLE 15,00


PARTECIPATE NUMEROSI E DIFFONDETE IL MESSAGGIO.


ANPI LAINATE

martedì 10 febbraio 2009

LETTERA APERTA. RADUNO DI NAZISKIN TENUTOSI SABATO 24 GENNAIO 2009

Lo scorso 24 gennaio, senza alcun preavviso alla popolazione, si è tenuto a Lainate, in una proprietà privata di Via Puccini, un raduno organizzato da un gruppo facente riferimento alla Skinhouse di Bollate, che ha calamitato centinaia di militanti della formazione, nota per la sua appartenenza alla galassia dell’estrema destra e apertamente evocativa del nazifascismo.

La manifestazione ha richiamato, secondo la dichiarazione dei soggetti interessati, la partecipazione di 500 persone, che potendosi incontrare liberamente sul territorio di Lainate hanno potuto inneggiare ai simboli nazifascisti, rinsaldare il loro spirito di aggregazione e organizzare la formazione e gli eventi successivi.

Inutile descrivere la preoccupazione dei lainatesi, che si sono sentiti non solo offesi nelle comuni convinzioni democratiche tutelate dalla Costituzione, ma anche minacciati nella sicurezza quotidiana da una manifestazione frequentata da una massa di sconosciuti provenienti da tutta Europa che fanno della violenza e della provocazione il loro credo e il loro agire.

Informiamo che le associazioni ANPI sezione Pio Zoni (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), Il filo della memoria, JobCafè, GGelle, RockinRho, CGD (Coordinamento Genitori Democratici) e i cittadini democratici sono mobilitati per chiedere alla Giunta e al Consiglio Comunale di Lainate un impegno affinché la cittadinanza lainatese non debba più sopportare il ripetersi di esibizioni come quella cui si è dovuto assistere il 24 gennaio e che il nostro territorio non ospiti MAI PIU’ un’adunanza ad opera di gruppi legati a ideologie prevaricatrici e nazifasciste, così evidentemente contrarie ai principi della Costituzione.

Invitiamo le forze politiche, i sindacati e le associazioni di Lainate ad un pronunciamento inequivocabile in aperta condanna di adunanze come quella del 24 gennaio, a tutela di quella democrazia che la lotta al nazifascismo ha saputo conquistare.


Lainate, 06 febbraio 2009

Le associazioni:
ANPI sezione Pio Zoni (Associazione Nazionale Partigiani Italiani)
Centro di documentazione IL FILO DELLA MEMORIA
CGD (Coordinamento Genitori Democratici)
GGELLE
JOBCAFÈ
ROCK’IN RHO

lunedì 2 febbraio 2009

*Foto di gruppo in nero* *Dalla nuova Skinhouse di Bollate a Cuore nero, da Forza nuova a Patria

*Foto di gruppo in nero**Dalla nuova Skinhouse di Bollate a Cuore nero, da Forza nuova a Patriae libertà l'estrema destra milanese e i suoi rapporti con Alleanzanazionale
*Saverio Ferrari

- Left - 30/01/2009/Pubblichiamo il testo completo dell'articolo uscito sul il settimanale Left

il 30 gennaio 2009/Il capannone è basso e grigio, delimitato da un muro, tra due palazzine.Fino a qualche tempo fa ospitava una carrozzeria. La via è senza uscita.Poco oltre i prati. Siamo alla periferia di Bollate, a Madonna inCampagna, in via Alfieri 4. È qui che il 18 ottobre scorso è statainaugurata la nuova Skinhouse. La precedente esperienza, in via Canneroa Milano, nel quartiere Bovisa, si era conclusa dopo dodici anni a metàottobre del 2006, causa i lavori per l´apertura della stazione diDergano della linea tre della metropolitana.Anche in quel caso lo spazio era stato messo a disposizione da unprivato, una costruzione inserita nell´area di un'ex officina, e a nullaerano valse le proteste dei cittadini che si erano costituiti incomitato per chiederne la chiusura a seguito dei concerti fino a tardanotte, con naziskin provenienti da diverse città, anche dalla Svizzera,con il contorno di inni fascisti cantati a squarciagola e montagne dilattine di birra ovunque.Eppure proprio da via Cannero il 7 agosto 2004 era partita unaspedizione di teste rasate, con magliette nere con svastiche e aquilenaziste, diretta ai Navigli dove aveva accoltellato sei giovani deicentri sociali, uno dei quali rimasto per giorni tra la vita e la morte.Lo stesso pubblico ministero Luisa Zanetti nella sua richiesta dicustodia cautelare nei confronti dei partecipanti al raid squadristicoaveva sottolineato come la "Skinhouse di Milano" fosse una "base perritrovarsi, per organizzarsi, per riunirsi, per pianificare e decideregli atti aggressivi e intimidatori (quali risse, lesioni,danneggiamenti, furti, devastazioni, incendi)", un "luogo di partenzaper le spedizioni punitive e per rifugiarsi al termine delle stesse".Il 13 dicembre dello stesso anno, nel corso di una perquisizione eranoanche stati sequestrati coltelli, bastoni, mazze da baseball e catene.

*THE HAMMERSKIN NATION*
Ad animare la nuova realtà di Bollate, come la precedente, la settadegli Hammer, una sorta di circuito internazionale neonazista, con sedianche in Europa in Inghilterra, Spagna, Francia, Olanda, Svizzera eItalia, originata da una costola del Ku Klux Klan nella seconda metàdegli anni Ottanta a Dallas nel Texas.Gli Hammerskins sono da sempre uno dei più pericolosi e violenti gruppidediti al perseguimento della "supremazia della razza bianca", i cuimilitanti negli Stati Uniti sono stati più volte accusati e condannatinon solo per aver assaltato sinagoghe ebraiche o per aver compiutobrutali pestaggi, ma anche per l´assassinio di alcuni ragazzi di colore.Così è stato nel giugno 1991 ad Arlington nel Texas, dove tre aderentialla Hammerskin nation (Hsn) uccisero a fucilate un ragazzino che avevaavuto il solo torto di incrociarli, e a Natale dello stesso anno, aBirmingham in Alabama, quando un senzatetto nero fu finito a colpi dimazza da baseball e di stivali ferrati. Dopo l´ennesimo accoltellamentodi un giovane afroamericano nel 1999 in California un tribunale penaleli definì "una gang di strada". Ma l´elenco dei delitti da citaresarebbe molto più lungo.

*IL DOPPIO MARTELLO*
In Italia la "fazione madre" degli Hammerskin è da sempre quellamilanese. Ora ha anche riaperto la sede. Una cinquantina i militanti,compresi gli aderenti ad Ambrosiana skinheads e a Brianza skin, duegruppi locali ora federati agli Hammer. Agli Ambrosiana skinheads faancora riferimento quel Riccardo Colato, detto "Riki", già condannatoper un raid a Bari, il 3 gennaio 2006, dove si trovava in vacanza,contro un pub frequentato da gay. Denunciato per discriminazionerazziale e danneggiamenti, assieme ad altri cinque, ebbe il foglio divia con l´ordine di non tornare più nel capoluogo pugliese per tre anni.Ogni "fazione" deve essere composta da almeno sei membri, ma perdiventare Hammerskin, e cioè entrare in quella che i suoi promotoriconsiderano "l´élite dell´élite" del movimento naziskin, è necessarioseguire una lunga trafila: essere presentato da un altro membro eprestarsi a un periodo di prova che dura almeno quattro anni.Successivamente si è sottoposti a riti iniziatici. Si parla di pestaggiai danni di immigrati e di lotte con il coltello contro cani dacombattimento. Solo alla fine si potrà ricevere la toppa e tatuarsi suuna parte visibile del corpo, collo o avambraccio, il simbolo con i duemartelli in marcia mutuato dal film, di cui si rovesciano il senso e leintenzioni, di Alan Parker, The Wall, del 1982, basato sulle musichedell'omonimo album dei Pink Floyd. Il doppio martello nell'immaginariodegli Hammerskin rappresenterebbe l'arma per abbattere i muri cheproteggerebbero le minoranze etniche e religiose.Surreali, in questo contesto, le dichiarazioni di alcuni esponenti dellaSkinhouse rilasciate a un giornale locale: "Noi non siamo assolutamentenazisti e nessuno di noi ha mai avuto denunce per aggressioni". Ma èsufficiente entrare nella sezione eventi del loro sito per imbattersisubito nell´effige di un manifesto del 1944 utilizzato per ilreclutamento nelle Ss italiane, seguito da una locandina dedicata agli"Eroi della Rsi" che invita a un pellegrinaggio al Campo X del CimiteroMaggiore a Milano, dove sono stati sepolti alcuni dei più importantigerarchi del fascismo, tra gli altri Alessandro Pavolini e FrancescoMaria Barracu.È possibile poi visionare un poster a firma "Italia Hammer Skinheads"con tanto di saluti romani, ma anche una foto scattata in occasionedell´Hammerfest del 2007, il più importante raduno internazionale delgruppo, con la bandiera di guerra del Terzo Reich con il doppio martelloal posto della svastica. Fino a qualche tempo fa compariva anchel´istantanea di uno striscione esposto allo stadio di San Siro in favoredella liberazione di "Norberto", cioè Norberto Scordo. La storia èquesta: la scorsa estate, essendo rimasta ancora vacante la carica dicapo degli Hammer, dopo la scelta del vecchio leader Alessandro Todisco,detto "Todo", di impegnarsi a tempo pieno in Cuore nero, si era decisodi affidare temporaneamente le redini del gruppo a un triumvirato. Traloro anche Norberto Scordo, già condannato insieme ai due fratelliTodisco, Alessandro e Franco, per aver aggredito a martellate nel 1992due giovani, un ragazzo e una ragazza di 18 anni, usciti dal Centrosociale Leoncavallo. Neanche il tempo di insediarsi che Scordo, aseguito di un´altra aggressione ai danni di alcuni punkabbestia, il 19luglio, alle colonne di San Lorenzo, è finito dietro le sbarre,processato e condannato a sei mesi per direttissima. È uscito soloqualche settimana fa.

*CUORE NERO BREWERY*
L´apertura della nuova Skinhouse a Bollate non è la sola novità nelpanorama neofascista milanese. Il 6 settembre scorso era stata ancheinaugurata la nuova sede di Cuore nero a Milano, in via Pareto angolovia San Brunone, a pochi passi da viale Certosa. In realtà si eratrattato solo dell´allargamento dell´ex negozio Il sogno di Rohan,passato da una a due vetrine, con relativo cambio di insegna. Una dellesocietà dell´ex Nar Lino Guaglianone, da sempre uno dei finanziatori diCuore nero, aveva infatti acquistato e messo a disposizione di NicolettaCainero, moglie di Alessandro Todisco, i locali attigui. I muri divisorierano stati abbattuti e si era provveduto a montare vetriantisfondamento. Nella palazzina di fronte, al primo e al secondo piano,erano state anche installate alcune telecamere di sicurezza.L´idea di costituire una casa comune per tutte le sigle del neofascismomilanese è comunque da tempo tramontata. Prima l´incendio doloso, l´11aprile 2007, dello spazio ben più capiente affittato in viale Certosa,quasi sul piazzale antistante il Cimitero Maggiore, poi una serie dicontrasti interni, hanno ridimensionato il progetto. Particolare pesohanno avuto in questo senso le spaccature intervenute nella Fiammatricolore con l´uscita a livello nazionale di Gianluca "Boccia" Iannone,di Casa Pound e del Blocco studentesco, ma anche, sul fronte opposto, diuna corrente, capitanata dall´ex commissario della federazione romanaGiuliano Castellino, vogliosa di far subito parte, senza anticamere, delcosiddetto Popolo delle libertà.A Milano ciò ha significato, da un lato, l´entrata di Cuore nero nelcircuito di Casa Pound, ma anche, dall´altro, la fuoriuscita di Matteo"Stizza" Pisoni, il vice di Alessandro Todisco, e del suo gruppo,rientrati nell´orbita di Alleanza nazionale attraverso la formazione diArea identitaria Lombardia, vicina a Carlo Fidanza, il capogruppo di Anin Consiglio comunale. Gli Hammer, dal canto loro, anche in polemica conAlessandro Todisco, si erano già precedentemente resi autonomi. Forsetroppa politica per loro.A seguito di questi avvenimenti sono state anche in parte ridisegnate legerarchie. Alessandro Todisco e sua moglie ora si occupano quasi solodella gestione del bar-negozio di via Pareto e della vendita dellemagliette e dei gadget, mentre si è fatta largo una nuova figuraemergente. Si tratta di Francesco Cappuccio, detto "Doppio malto", exaddetto stampa de La Destra. Prima curava una rubrica sul sito delpartito di Francesco Storace, adesso la fanzine di Cuore nero, appuntoDoppio malto, una pubblicazione che nel giugno scorso ha messo in primapagina uno skin con tanto di boccale di birra in mano, nell´atto dibrindare all´entrata del campo di sterminio di Auschwitz, dove, grazie aun fotomontaggio, al posto della famigerata scritta "Il lavoro rendeliberi", compariva "Cuore nero brewery", letteralmente "Birrificio Cuorenero".A oggi Cuore nero non raccoglie più di cinquanta militanti, tra skin,ultras delle curve e balordi di periferia, soprattutto provenienti daQuarto Oggiaro. Tra loro anche Franco Todisco, il fratello diAlessandro, detto "Lothar", sempre presente allo stadio, sponda Inter,ma anche gran bevitore, rintracciabile, dopo una certa ora, con il suogiro di amici in alcuni bar di Brera.Il 20 gennaio scorso le abitazioni di ambedue i fratelli, insieme aquelle di altri sette ultras dell'Inter, sono state perquisite. Così ilmagazzino di proprietà di Franco Caravita, leader dei Boys. Sequestratiqua e là coltelli, tirapugni, noccoliere, palle chiodate, manganelli conl'effige del Duce, bandiere con la croce celtica e la svastica. Nellacasa di Michael Maron, un'appartenente agli Irriducibili, la faccia dastadio di Cuore nero, anche cocaina e un bilancino di precisione."Todo" e "Lothar" sono ora sottoposti all'obbligo di firma giornaliero.Al centro delle indagini i disordini dell'11 novembre 2007 a Milano,seguiti all'uccisione nei pressi di Arezzo del tifoso laziale GabrieleSandri. Nell'occasione si tentò di assaltare il commissariato di SanSiro, la caserma dei carabinieri di via Vincenzo Monti e la sede Rai dicorso Sempione.

*DIASPORE*
Il piccolo arcipelago dell´estrema destra milanese vive comunque unafase di stallo. Forza nuova vivacchia con le solite iniziative che sitengono al cosiddetto Presidio di piazza Aspromonte 31, a metà tra unasede e un pub. Pochi gli appuntamenti culturali: uno dei piùpubblicizzati qualche mese fa, in marzo, riguardava una "serata inonore" di Leon Degrelle, l´ex generale belga comandante di una Divisionedelle Waffen Ss. È qui, comunque, che il 17 maggio scorso gli Hammerhanno potuto tenere un loro concerto di nazirock dopo il divieto, giuntoa seguito delle numerose proteste, di suonare alla palazzina Liberty.Forza nuova a Milano ha fatto ultimamente parlare di sé solo per alcunivolantini e striscioni minacciosi nei confronti degli extracomunitari,distribuiti a fine settembre al liceo linguistico Manzoni di viaRubattino, in zona Ortica, confinante con un dormitorio di proprietà dei"Martinitt", ospitante una ventina di ragazzi magrebini e kossovari frai 14 e i 18 anni.Ma il gruppo, ormai composto solo da una trentina di fedelissimi guidatida Duilio Canu, continua a perdere pezzi. L´ultimo ad andarsene, per farritorno, sembrerebbe, alla Lega nord, è stato Remo Casagrande, uno deipiù famosi squadristi di Milano negli anni Settanta.La Fiamma tricolore e La Destra, nella quale sta confluendo a livellonazionale il Fronte sociale nazionale di Adriano Tilgher, a Milano cittàpraticamente non esistono più, anche se ufficialmente sono ancorarappresentate rispettivamente da Attilio Carelli e Roberto Perticone.In particolare La Destra, nel giro di pochi mesi, ha subito un verotracollo. A sbattere la porta per prima è stata, agli inizi di marzo,Carla De Albertis, ex assessore comunale alla Salute, in quota ad An,silurata nel novembre 2007 dal sindaco Moratti per la sua opposizioneall´Ecopass, poi Barbara Ciabò, consigliera comunale passata in novembrea Forza Italia. In ottobre ad abbandonare il partito, con un durissimocomunicato, era stata invece l´intera organizzazione giovanile de LaDestra, Gioventù italiana, con l´ex responsabile Vincenzo Sofo in testa.Presenze solo virtuali sono al momento anche quelle formatesi a seguitodi questa diaspora, dal Movimento per l´Italia di Daniela Santanchè, cheaveva lasciato il partito di Francesco Storace ancor prima del congressodi novembre, a La vera destra del Nord di Carla De Albertis, perarrivare a Destra federale, animata da Carmelo Lupo, consiglierecircoscrizionale di zona 4.Così dicasi per Destra libertaria di Luciano Buonocore, uno dei leaderdella cosiddetta Maggioranza silenziosa nei primi anni Settanta, chenelle ultime elezioni politiche, pur essendo tra i dirigenti nazionalede La Destra, improvvisamente dopo un incontro con Ignazio La Russalanciò un appello di voto in favore del Pdl al Senato. Qualcuno, comeRoberto Jonghi Lavarini, mai smentito, parlò in un blog d´area di unasomma di 35 mila euro finita nelle tasche di Buonocore e di un appaltodi MilanoSport a uno dei figli. Comunità in movimento, la sigla dietrola quale si sono aggregati Lino Guaglianone e il suo gruppo, dal cantosuo, risulta inattiva dal 28 maggio, giorno della sua presentazione.

*PATRIA E LIBERTÀ*
Maggiore attivismo mostra, invece, Destra per Milano di Roberto JonghiLavarini, il "Barone nero", che dopo il fallimento delle liste de LaDestra con la Fiamma tricolore, ha ufficialmente aderito al Pdl. Lostesso Jonghi ha presenziato nell´ottobre scorso al Lido di Milano allafesta del Popolo delle libertà, partecipando alla cena di gala conSilvio Berlusconi, al quale ha anche regalato un libro apologetico sullastoria della Rsi. Mille euro a testa per esserci, cifra non indifferenteper chi come lui solo nel 2005 dichiarava al fisco un reddito pari allozero assoluto.Roberto Jonghi Lavarini, tra l´altro, è stato nominato vice presidentedi uno pseudo centro studi denominato Patria e libertà (esattamente comel'organizzazione paramilitare di estrema destra cilena che, al soldodella Cia, nel settembre 1973 sostenne il colpo di Stato del generalePinochet), a sua volta presieduto da tale conte Ferdinando CrocianiBaglioni, storico patrizio romano di fede fascista, segretario personaledi Guido Mussolini, figlio di Vittorio e nipote di Benito.Non solo, Jonghi si è pure incontrato in via riservata sia con IgnazioLa Russa sia con Piergianni Prosperini. Una delle ragioni: le tensioniinterne a Destra sociale, di Paola Frassinetti e Carlo Fidanza, e adAzione giovani, che continuano a perdere consensi proprio in favore del"Barone nero", vissuto ormai come pericoloso concorrente interno, tantopiù dopo le ripetute dichiarazione "antifasciste" sia di Gianfranco Finiche del sindaco di Roma Gianni Alemanno.

*SENZA CONFINI*
L´estrema destra milanese, in conclusione, continua ad essere assaifrastagliata e divisa, ma soprattutto utilizzata, in alcuni casi, comeben esemplificato dalla vicenda Buonocore, letteralmente comperata asuon di euro, dalla destra di governo, in primis Alleanza nazionale.Molti i fili che legano ancora questi due mondi. Legami incentrati avolte su interessi di modesto cabotaggio come i voti di preferenza perentrare in consiglio comunale, forniti ad alcuni candidati di An da queipiccoli serbatoi elettorali che spaziano dagli ultras agli ambienti diCuore nero. Carlo Fidanza docet. Ma non solo.Nonostante le impegnative dichiarazioni di Gianfranco Fini per cui "chiè democratico è antifascista", nell´arco degli ultimi mesi, trasettembre e ottobre, i rappresentanti di An a Milano sono riusciti aproporre di intestare una via a Giorgio Almirante, storico leadermissino, già firmatario nel 1944 di bandi per fucilare alla schiena irenitenti alla leva dell´esercito repubblichino, nonché ex segretario diredazione de La Difesa della razza, ad avanzare la richiesta di traslareal famedio le spoglie di Carlo Borsani, uno dei gerarchi milanesi chenon esitava a mettere la propria firma sul giornalino delle Ss italianeAvanguardia, a presentare come gruppo consiliare nella sede dellaprovincia un libro dedicato alla Legione Muti, provocando, causaproteste, la sospensione del consiglio in corso.Proprio a Bollate, invece, dove ha aperto la nuova Skinhouse, dueconsiglieri comunali, sempre di An, si sono presentati a una seduta conle magliette dell´Italia campione del mondo 1938, nere, con stemmasabaudo e fascio littorio.A superare tutti, comunque, il sindaco di Forza Italia di Buccinasco,Loris Cereda, che aveva organizzato per fine novembre, con il patrociniodel Comune, un convegno su Julius Evola, il massimo riferimento teoricoper il neonazismo italiano. Solo le pressioni del prefetto Gian ValerioLombardi avevano alla fine fatto saltare l'iniziativa.I confini tra tutte le destre a Milano sono spesso invisibili.

venerdì 30 gennaio 2009

ASSEMBLEA INFORMATIVA

LUNEDI' 2 FEBBRAIO PRESSO LA SEDE ANPI LAINATE ALLE ORE 21,00 SI TERRA' UNA RIUNIONE INFORMATIVA SULLE PROSSIME INIZIATIVE (CONCERTO BAND ANTIFASCISTE)

domenica 25 gennaio 2009

Comunicato stampa contro concerto nazi a Lainate

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sezione “Pio Zoni”HYPERLINK "mailto:anpilainate@libero.it" anpilainate@libero.it

23 gennaio 2009COMUNICATO STAMPA
La sezione A.N.P.I. di Lainate, essendo venuta a conoscenza che l’associazione NAZI_FASCISTA “skinhouse” organizza una riunione/concerto nella nostra città per il giorno di sabato 24 gennaio chiama alla mobilitazione i cittadini e tutte le forze democratiche ed antifasciste, affinché tale riunione venga impedita in virtù delle leggi vigenti e chiede altresì che il sindaco faccia un’ordinanza in tale senso.

ORA E SEMPRE RESISTENZA

Il Comitato di Sezione
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sezione “Pio Zoni”c/o Villa Litta (cortile)
Largo Vittorio Veneto
20020 Lainate (MIHYPERLINK "mailto:anpilainate@libero.it" anpilainate@libero.it