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lunedì 26 ottobre 2009

Torino: "Lega Nord Casa Pound, tutti a terra al primo round!"

Da INFOAUT

Giornata importante quella vissuta oggi per le strade di Torino. La determinazione di 300 compagn* antirazzist* e antifascist* ha alterato un sabato pomeriggio di shopping e consumo. Non poteva essere però tollerata la prima uscita pubblica e annunciata di Casa Pound, organizzazione dell'estrema destra composta di autonominatisi "fascisti del terzo millenio".Oggi niente banchetto per gli affiliati di Iannone & c. solo l'assaggio della determinazione di centinaia di antifascisti e antirazzisti. E lo stesso dicasi per la Lega Nord cittadina. Il partito della xenofobia e del delirio securitario aveva allestito un gazebo per chiedere la chiusura della micro-clinica Fathi da poco allestita al centro sociale Gabrio. Un ambulatorio medico popolare reo per i padani di fornire assistenza medica gratuita a migranti clandestinizzati dalle loro leggi infami.Niente volantino per Casa Pound, niente gazebo per la Lega Nord, che va miracolosamente in frantumi grazie all'iniziativa di divers* compagn*. Da segnalare in tutto questa la presenza di attrezzature pesanti (bastoni e catene) sia tra i leghisti che tra i neofascisti tranquillamente circondati da Polizia e Digos che (a loro) permette di armarsi.A fine pomeriggio un corteo festante di quasi 500 persone attraversava via Po tra cori, interventi e un canto gloliardico che ben riassumeva la giornata: "Lega Nord, Casa Pound, tutti a terra al primo round!"
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Cronaca della giornataOre 16:00.
Una mobilitazione antifascista volante, messa in piede in nemmeno 24 ore in seguito alla provocazione annunciata dai fascisti di CasaPound di tenere un banchetto nel centro torinese. Circa 200 antifascist* si sono quindi dati appuntamento in piazza Castello intorno alle 14, da dove si sono mossi in direzione di piazza San Carlo, dove avrebbe dovuto tenersi l'iniziativa fascista.Camionette e poliziotti a difesa di una decina di fascisti di CasaPound, nascosti dietro lo schieramento poliziesco ma individuati dai compagni e dalle compagne. Il presidio antifascista ha quindi deciso di muoversi repentinamente, facendo il giro dell'isolato e sorprendendo alle spalle i fascisti. C'è stato un momento di scontro degli antifascisti contro il fascisti di CasaPound, intermezzato dalle cariche della polizia. Per una ventina di minuti gli antifascisti sono stati divisi in 2 tronconi, tensione palpabile e qualche manganellata, si sono poi riusciti a ricomporre nuovamente in piazza San Carlo.La volante mobilitazione antifascista è riuscita nel suo intento, di impedire il banchetto di CasaPound, di sottrarre fisicamente e culturalmente ogni spazio di agibilità politica. Presenza inaccettabile che si è cacciata via, nonostante la compromettente ed evidente congiunzione tra fascisti e polizia, con i primi a fedele loro protezione ed i secondi "legittimati" a stare in piazza con mazze catene e cinghie.In queste stesse ore, un corteo antifascista sta attraversando le strade di Pistoia per pretendere la liberazione di 3 compagn*, ingiustamente accusati di aver devastato una sede di CasaPound.
L'appuntamento antifascista di Torino ha voluto quindi essere anche un ponte con quel che si sta dando a Pistoia.
h 16 - Ascolta la diretta con Gianluca (InfoAut)

Aggiornamento ore 16:30.
Prosegue la mobilitazione antifascista e antirazzista nella piazza torinese. Il presidio di compagni e compagne, incassato il risultato della fuga dei fascisti di CasaPound, ha infatti deciso di muoversi e ritornare in direzione di piazza Castello. Strada sulla quale si è incontrata la presenza di un banchetto della Lega Nord, prontamente ribaltato in segno di assoluto disgusto del carattere razzista e xenofobo del partito di governo. Inoltre, la presenza delle camice verdi della Lega era anche suggellata dalla richiesta di sgombero della micro-clinica Fatih al csoa Gabrio...Tutto ciò ha ovviamente rifatto salire la tensione, la polizia è tornata a caricare il presidio antifascista e antirazzista, un fronteggiamento che ha rifatto partire le manganellate della celere. Ma dinnanzi a ciò, nel salotto della città, si sono levate non poche voci di dispezzo nei confronti della Lega Nord e di biasimo per le forze dell'ordine da parte delle tante persone presenti per le strade del sabato pomeriggio.

h 16.30 - Ascolta la diretta di aggiornamento con Gianluca (InfoAut)

domenica 25 ottobre 2009

Sulla manifestazione nazionale per l'ambiente ad Amantea (Cosenza)

a cura del collettivo Militanz

Vicende, per anni taciute e soffocate, solo negli ultimi tempi sembrano aver acquistato rilevanza nell’opinione pubblica calabrese e nazionale. In realtà, Cetraro , la valle del fiume Oliva, Crotone, Praia a mare, etc. sono solo gli esempi a noi più noti del quotidiano degrado in cui versa la nostra regione, sub-colonia strumentale alla conservazione degli interessi dei poteri economici e politici nazionali ed internazionali.
Noi compagni e compagne del Laboratorio Politico Aula P2 Occupata e del Collettivo Politico Militanz, non rappresentati dalla classe “dirigente” locale e nazionale, ci opponiamo a che il corteo odierno diventi la consueta e vile passerella del carosello politico istituzionale, pronto a ergersi da complice qual è dell’attuale scempio ambientale a brigante difensore della terra nostra. Invitiamo la popolazione a maturare coscienza critica ed a riprendersi il ruolo che gli spetta, vale a dire protagonista attivo nella gestione del governo e del territorio.
Purtroppo ancora oggi il sud e le sue popolazioni continuano ad essere serbatoio da cui attingere forza-lavoro sfruttata e sottopagata; il suo territorio continua ad essere depredato di risorse e materie prime divenendo discarica in cui insabbiare qualsiasi tipo di rifiuto usufruendo di connivenze tra una casta politica autoreferenziale e settori della malavita organizzata. Malavita che non rappresenta l’antistato, ma è un’organizzazione complementare e strettamente intrecciata con parti decisive degli apparati statali, funzionale al mantenimento degli attuali equilibri di potere.
Il sotterraneo incremento del tasso di mortalità e di incidenza tumorale, finora sapientemente insabbiato, gli operai morti nella fabbrica della Marlane, l’utilizzo di materiale tossico nella costruzione di opere pubbliche a Crotone, etc. rende sempre più evidente, qualora ce ne fosse bisogno, che le vite di migliaia di uomini, donne e bambini, possono essere e sono quotidianamente sacrificate sull’altare del profitto in nome degli interessi del capitale.
È riduttivo analizzare la questione ambientale slegata dalle dinamiche del più ampio contesto; quello dell’attuale sistema di produzione, basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sul dominio del denaro su tutto. Solo operando in quest’ottica si può portare avanti una lotta che superi le istanze delle singole realtà locali e crei le radici per intendere il territorio come un bene inviolabile.Affinché l’evento di oggi non resti fine a se stesso, è necessario lavorare insieme per la creazione di spazi e momenti di riflessione e di lotta,fino alla vittoria!!!

mercoledì 21 ottobre 2009

23 ottobre Sciopero Generale! UNITI CONTRO LA CRISI!

Volantino che il CSA Vittoria distribuirà venerdì 23 ottobre, in occasione dello sciopero generale indetto dal sindacalismo di base.

L’esorbitante aumento delle richieste di cassa integrazione straordinaria e/o in deroga, dei licenziamenti, il mancato rinnovo dei contratti precari (interinali, a tempo determinato, co.co.pro,...), le ristrutturazioni e l’attacco alle condizioni salariali, sono le misure, strettamente connesse e interdipendenti, che il capitalismo sta adottando per uscire dalla profonda crisi strutturale in cui versa evidentemente non relegabile a fumose “congiunture negative” di mercato o a una cattiva gestione della finanza ad opera di speculatori senza scrupoli come vogliono farci credere.
Solo da ultimo, ma pur sempre collocato in questa trama di attacco ai salari e ai diritti nei luoghi di lavoro, l’accordo separato sottoscritto da FIM-UILM sulla testa dei metalmeccanici.
Tutte queste misure si inseriscono in un contesto economico in cui il capitalismo italiano, per mantenere elevati i livelli di profitto, da decenni ricerca e persegue la flessibilizzazione dei rapporti di lavoro, la dispersione della produzione verso paesi che permettono costi più bassi e scarsa conflittualità, la fusione pressoché totale con il mondo finanziario per sfruttarne le dinamiche speculative, la privatizzazione del welfare state.
E quale collante ideologico, per offrire un “comodo” capro espiatorio ai vasti strati di popolazione in palese sofferenza economica e sociale per le conseguenze della crisi, l’attuale governo si avvale di misure razziste (quali la capillare militarizzazione dei territori in cui viviamo, i “pacchetti sicurezza”, le deportazioni e respingimenti di massa) che, unitamente alle misure descritte, fungono da grimaldello che permette di costruire un rinnovato modello societario sempre più autoritario e un'organizzazione del lavoro snella ed esente da istanze conflittuali.
Ma il percorso di tamponamento di una crisi sistemica di tale portata e l’oggettivo e conseguente peggioramento delle condizioni di vita registra la crescita di conflitti diffusi.
E’ su queste contraddizioni che si possono costruire (e isolatamente ciò sta già avvenendo) spazi di confronto, di convergenza e soprattutto di pratica comune per far emergere un punto di vista anticapitalista nella città di Milano che segni la possibile rinascita di una stagione di lotte sociali e politiche.
Crediamo che l'allargamento del conflitto sociale sia l'unica vera soluzione per la conquista e la generalizzazione dei bisogni e diritti continuamente erosi e sottratti: salario, casa, istruzione, servizi sociali.
La lotta e l’unità tra lavoratori di ogni settore è l’unica arma che abbiamo per dire ai padroni che non abbiamo nessuna intenzione di pagare i costi della loro crisi!

Su queste basi promuoviamo, insieme alle realtà dell’autorganizzazione sociale e sindacale della provincia di Milano, per:

* domenica 8 novembre alle ore 15,00 al Centro Sociale Autogestito Vittoria, un’assemblea metropolitana aperta per dare l’avvio a un confronto che, nella pratica della generalizzazione del conflitto, valorizzi percorsi e prospettive unitarie al di fuori e contro ogni logica concertativa.

Via Friuli ang. Via Muratori - Milano
tel. 02/5453986
www.csavittoria.org
vittoria@ecn.org

venerdì 16 ottobre 2009

PROIBITO FARE POLITICA IN EUSKAL HERRIA

Il 14 ottobre la polizia spagnola ha arresto nella sede del sindacato dellasinistra indipendentista LAB di Donostia 10 militanti indipendentisti dirinomata fama pubblica, con l'accusa di far parte della direzione politicadi Batasuna.Questa Unità Popolare della Sinistra Indipendentista, che è stataillegalizzata dai tribunali di giustizia spagnoli nel 2003, ha continuatoperò ad essere attiva fin da allora.La sede del sindacato è stata totalmente circondata e presa dalle forzerepressive per ore.I sindacalisti che si trovavano dentro la sede sono stati identificati etrattenuti in una stanza per ore, fra di loro c'era l'ex-dirigente del LABRafa Usabiaga.In un'altra stanza erano rinchiusi Arnaldo Otegi, Rufi Etxebarria, SoniaJacinto e Arkaitz Rodriguez, e lì è stato trasferito successivamente RafaDiez Usabiaga. In altre località inoltre sono stati arrestati MañelUgarte, Amaia Esnal, Ainara Oiz, Txeluis Moreno e Miren Zabaleta. Tutte lepersone arrestate in questo momento si trovano in isolamento.Questi gravissimi fatti avvenuti con la firma del giudice dell'audienciaNational spagnola Baltasar Garzon hanno senza dubbio motivazioni politicheinscindibili dal governo Zapatero. Già nei giorni precedenti il giornalegovernativo El Pais aveva insinuato l'idea che questi stessi dirigentifossero stati desautorati da ETA per la loro supposta opposizione politicacontraria alla lotta armata. Allora perchè li tengono prigionieri?La reazione della succursale del PSOE di Zapatero in Euskal Herria èstata, da una parte, dire che “non avevano niente di politicamenteimportante in mano”, che “questa operazione è stata uguale ad altreprecedenti perchè stavano organizzando la direzione politica diBatasuna”. Dall'altra, hanno rimarcato che “siamo difronte ad una nuovafase politica difficile da definire in poche parole”.Forse la novità è nella stigmatizzazione e criminalizzazione fascista delCollettivo di Prigionieri dei quali è proibito mostrare le fotopubblicamente?La novità della fase politica è la scomparsa da 4 mesi del militante JonAnza in territorio francese?L'impulso neo-franchista dei governi spagnoli dell'ultimo decennio diillegalizzare partiti e associazioni politiche e sociali, anche secriticato da alcuni partiti di ambito basco comunque è stato semprerispettato in ultima istanza e non è certamente una novità di ora.Non è una novità neppure il fatto che quest'impulso basilare nei regimidi stampo neo-fascista sia nel caso della lotta per l'indipendenza e ilsocialismo in Euskal Herria, totalmente sterile riguardo all'obiettivo:paralizzare e ridurre ad una ridicola espressione il movimento che losostiene e cioè la sinistra indipendentista basca. Non è scomparsa ETA,né Batasuna, né il movimento antirepressivo, né le lotte socialisostenute dalla sinistra indipendentista, né il lavoro enorme diricostruzione linguistica e culturale.Tutto il contrario. La Sinistra Indipendentista Basca ha mostrato lapropria vitalità nelle poche mobilitazioni di massa autorizzate, oltre chein alcune di quelle illegalizzate.La Sinistra indipendentista illegalizzata è riuscita a presentarsi alleelezioni, a rinnovare la propria partecipazione in istituzioni di ognitipo, raggiungendo più volte anche in forma non legale il 15-20% dei voti,in tutte le contese elettorali per tutti i dieci anni da quando è stataillegalizzata. Continua cioè a mantenere con forza l'iniziativa politica.Negli ultimi mesi in Euskal Herria sta diventando ogni volta più evidentee pubblica l'intenzione della sinistra indipendentista di investire grandisforzi in futuro nella formazione di quello che viene chiamato PoloSoberanista. Lo stesso Arnaldo Otegi aveva annunciato importanti novitàper questo autunno. A nessuno era sfuggito che evitare l'ingerenza politicanel cui fulcro si situa questa iniziativa è all'origine dell'atto diguerra attuato dal Governo spagnolo del PSOE, con la totale connivenza delPartito Popolare spagnolo.

L'arresto di questi dieci militanti denunciato, oltre che dalla stessasinistra indipendentista, anche dai partiti Ezker Batua-Izquierda Unida,Aralar, Eusko Alkartasuna e dal sindacato ELA, riuscirà solo a ritardareforse questo processo politico. Senza dubbio, aumenta la quota di dolore esofferenza che Euskal Herria paga per pretendere di ricostruire un futuroeuskaldun (basco), femminista, internazionalista, socialista sulla base delsuffragio universale.

Da Askapena chiamiamo a denunciare con tutta la forza possibile questifatti, queste azioni fasciste del governo spagnolo, attivando lì dove siapossibile la solidarietà internazionalista con Euskal Herria, per romperepoco a poco questo velo di silenzio e inerzia che i mass media e i loroalleati del sistema neo-liberale hanno steso in Europa e nel mondo,riguardo la realtà di sfruttamento e lotta che si sviluppa in

EuskalHerria.EUTSI GOIARI!!! EUSKAL HERRIA AURRERA!!!Askapena, 4 Octubre 09

MERCOLEDI 21 OTTOBRE - ore 21.30
Centro sociale Vittoria -
Via Friuli ang. Muratori 43 - Milano

RIUNIONE del comitato AMICI E AMICHE di EUSKAL HERRIA

Alla riunione sono invitati tutti coloro che intendono collaborare con le iniziative con/per i Paesi Baschi, in particolar modo durante la settimana di solidarietà con Euskal Herria di febbraio, e tutti coloro che intendono ospitare nei propri spazi e realtà dibattiti, concerti, cene eccc... durante la settimana di solidarietà di febbraio.
Durante la riunione sarà pianificato tutto il lavoro dei prossimi mesi, in base alle linee della riunione nazionale che si è svolta a Firenze.

mercoledì 14 ottobre 2009

DOMENICA 18 OTTOBRE - GELMINI BOCCIATA - LA SCUOLA NON SI TAGLIA - C.P.A. di NERVIANO

Domenica 18 Ottobre
Alla Corte Popolare Autogestita di Nerviano
[Via Gorizia N.8 - Nerviano]

GELMINI BOCCIATA - LA SCUOLA NON SI TAGLIA
Ore 17.30
INCONTRO CON GLI STUDENTI
[Dibattito sulla Riforma e sui diritti degli studenti]

Ore 18.30
Aperitivo con Castagne e Vin Brulè e DJ SET RAP & HIP HOP con SSP [Street Sound Production]

A seguirePresentazione del Cordinamento tra Istituti della zona
Concerto Rock
MINOSSE
MARSH MELLOW 6

GIU' LE MANI DAL NOSTRO FUTURO!!!!!!

http://www.collettivoltreilponte.it

domenica 11 ottobre 2009

E’ QUESTA L’UNITA’?

Innanzitutto ci sembra corretto e doveroso chiedere scusa ai compagni presenti per la situazione imbarazzante successa questo pomeriggio ma da noi non creata e non voluta.

Oggi, sabato 10 ottobre 2009, avrebbe dovuto svolgersi a Rho il corteo: no, alla precarietà, no ai licenziamenti, no al razzismo…UNITI CONTRO LA CRISI.
Questa iniziativa, sarebbe dovuta rientrare nella giornata di piazze tematiche, indetta durante l’assemblea di alcune realtà dell’auto-organizzazione politica e sindacale, in vista dello sciopero generale del 23 Ottobre.
L’iniziativa sul territorio rhodense, era stata decisa durante l’assemblea dallo Slai Cobas dell’Alfa Romeo di Arese.

Noi come compagni-e dello Slai Cobas di Rho e de La Spinta ! ( foglio di contro info e collegamento del territorio) abbiamo lavorato in modo tale da portare più realtà del territorio con il fine di far riuscire al meglio la giornata. Le realtà e i compagni-e, con cui eravamo in contatto, si sono presentate-i tutte-i puntualmente al concentramento fissato per le 15.30.

Ma una volta lì, abbiamo ricevuto la spiacevole sorpresa: lo Slai Cobas dell’Alfa Romeo di Arese, nonostante fossero i promotori, non si sono presentati e non hanno neanche avuto il buon gusto di avvisare lasciando allo sbaraglio una quarantina di compagni.

A fronte dei dibattiti a livello nazionale sull’importanza e la necessità dell’unità del sindacalismo di base e delle lotte di cui i compagni dello Slai Cobas dell’Alfa Romeo di Arese si riempiono la bocca, denunciamo politicamente l’atteggiamento contraddittorio alla luce di quanto successo oggi.


Non è davvero tollerabile questo atteggiamento!!!
BASTA con i leaderismi da quattro soldi e i burocrati all’interno del sindacalismo di base.

Noi continueremo a lavorare sul territorio e nelle realtà in cui siamo presenti per l’unità di tutti i lavoratori con onestà e correttezza.

slai cobas rho
La spinta! (foglio di controinfo e collegamento)

giovedì 8 ottobre 2009

COMUNICATO STAMPA! dagli ospedali del territorio

L’assessore regionale e il consigliere non ci hanno convinti.
Nel precedente comunicato stampa del 30 settembre ’09, chiedevamo, all’ assessore regionale alla sanità e al consigliere regionale(e comunale) della lega, risposte concrete per il rilancio degli ospedali dell’ azienda e che venissero ascoltati anche i delegati e i lavoratori del presidio, non solo la direzione.
Nel ringraziare i due esponenti politici, per averci concesso dieci minuti del loro tempo prezioso, ribadiamo quello che abbiamo già sottolineato nel comunicato precedente ed aggiungiamo che la linea della regione è in sintonia con quella della direzione aziendale quando afferma e ribadisce : “che manterranno solo l’ esistente”.
Per questo, non solo non ci hanno convinti ma ci hanno dato la certezza che i presidi ospedalieri saranno ridimensionati secondo i “nuovi” canoni sanitari che prevedono la cosiddetta rete e la territorializzazione delle cure (quelle che si pagheranno i cittadini).
Sul personale ha fatto demagogia accusando Roma di impedirgli di assumere 2700 infermieri quando in realtà la regione ha altri strumenti se vuole realmente assumere.
Gli ricordiamo solo che a Rho due medicine sono chiuse, l’ otorino si è trasferito a Bollate.
Il presidio di Passirana si svuota lentamente e va a Bollate.
Bollate, per accogliere la degenza di Passirana riduce la disponibilità fisioterapica ambulatoriale agli esterni.
Il Laboratorio Analisi di Bollate si sta trasferendo gradualmente, ma completamente, a Garbagnate
Garbagnate ha le medicine accorpate e l’ azienda Salvini ha perso dieci milioni di Euro di prestazioni.
Ricordiamo che a Rho esiste una mensa che fa schifo, per i pazienti e i dipendenti, la direzione aziendale non interviene, eppure la regione Lombardia parla dell’ importanza dell’ alimentazione per una buona salute( sanità informa luglio-settembre) oltre ad essere uno dei temi per l’expò illustrato da sciur Formigoni agli stati generali.
Nel ribadire che(oltre ad avercelo duro a differenza di qualcuno che fa solo propaganda) noi continueremo a denunciare tutte le situazioni di carenza e difficoltà e ribadiamo che vogliamo risposte concrete per :

-RILANCIO DI TUTTI GLI OSPEDALI
-INTERVENTO SULLA CUCINA DEL PRESIDIO DI RHO PER PASTI DECENTI
-ASSUNZIONE DI LAVORATORI

DELEGATI RSU SLAI-COBAS A.O. SALVINI.

Rho- bollate 07-10-09

domenica 4 ottobre 2009

Fascismo a Milano!!!

CONTINUA LA CACCIA! L'ATM È PARTECIPE!

Nella Milano medaglia d'oro contro il nazi-fascismo, continua la mostruosa esibizione.
Anche ATM, storica Azienda dei Trasporti Milanese, si è lasciata trascinare nel tunnel della
prevaricazione dei diritti dell’uomo.
Gridano assieme ai gestori del Comune “al ladro al ladro”, sopratutto contro “portoghesi” scuri
di pelle, lavoratori in “nero”, sfruttati, e sotto-sottopagati, ecc., mentre i veri ladri e fuorilegge
stazionano notoriamente negli ampi stanzoni romani.
Così a Milano per un biglietto di un euro, questi nostalgici amministratori comunali, danno
sistematicamente la caccia all’uomo soprattutto se immigrati.
Sono arrivati addirittura a modificare i bus trasformandoli in veri cellulari-blindati…mah! Rob
de matt! e pensare che fino ad alcuni anni fa ATM si premurava di adattare autobus per
accogliere “diseredati” nelle ore notturne delle giornate più fredde.
Queste azioni, che tantissimo ricordano i passati regimi totalitari, vede persino qualche autista
ATM accettare la guida dei bus-galere!
E coloro che si prestano a questo servizio? Hanno già chiesto la divisa da questurino? O, come
sarebbe normale e umano fare, dovrebbero rifiutarsi di svolgere questo servizio?
Lavoratori, colleghi, mai come oggi bisogna contrastare questa ondata di razzismo e fascismo
montante. Vorrebbero coinvolgerci nella logica della prevaricazione sui più deboli, la stessa,
identica unità di misura che sta per usare il governo contro i lavoratori spazzando via
definitivamente quel poco che resta del diritto di sciopero.
Lavoratori, attenetevi alla mansione per la quale siete stati assunti: trasportare persone libere.
Siete stati assunti per caso dal Ministero degli Interni?
Tranvieri, dare la disponibilità a questo nuovo “lavoro” significherà far si che lo imporranno
come attività ausiliaria, e in poco tempo la funzione per la quale si è stati assunti cambierà.
Temono tantissimo la solidarietà tra lavoratori immigrati e non, e quindi spezzano ogni
possibile saldatura.
Isoliamo tutti quei progetti politici reazionari e la megalomania di quei leader malati di
protagonismo, che inneggiano continuamente alle barbarie, all'odio e alle guerre.
Basta stare a guardare, domani potrebbe essere già troppo tardi.
È dovere di noi tutti difendere la democrazia.

I tranvieri di Milano nel 1945 lottarono eroicamente contro
il fascismo, regime totalitario oppressore delle classi deboli,
esportatore di guerre e prevaricatore dei diritti dei lavoratori


S.L.A.I. COBAS trasporti