- BOICOTTA LA BILLA!
- LEGA LADRONA!
- CI STANNO FACENDO PAGARE CARO! CI STANNO FACENDO PAGARE TUTTO!
- NASCE LA SCILORIA!
- HAITI AL TEMPO DEL COLERA.
Per leggere:
www.scribd.com/doc/45750298
IN PRIMO PIANO
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martedì 21 dicembre 2010
martedì 7 dicembre 2010
NASCE LA SCILORIA!
www.lasciloria.noblogs.org
Il Blog La Sciloria nasce da un gruppo di compagni e compagne del territorio nord-ovest della provincia di Milano che stanno cercando di dare vita a una realtà politica e sociale che riesca attraverso l’autorganizzazione dal basso e la lotta a opporsi e a superare l’attuale modello di società che genera guerra, povertà, sfruttamento e ingiustizia sociale.
Il nostro lavoro è indirizzato al sostegno e allo sviluppo delle lotte che i lavoratori e le lavoratrici portano avanti per la difesa e il miglioramento delle proprie condizioni di vita e di lavoro.
Alla costruzione di iniziative di solidarietà con la lotta di resistenza e per l’autodeterminazione dei popoli oppressi.
Alla lotta contro il Razzismo, la xenofobia e i nuovi e vecchi fascismi che in maniera sempre più evidente e pericolosa emergono nella nostra società.
Lavoriamo per costruire vertenze e opposizione contro la devastazione e la cementificazione del territorio, per la difesa di diritti essenziali come Sanità, casa, istruzione e per la costruzione di uno spazio sociale slegato dalle logiche del profitto.
Abbiamo scelto di iniziare da un Blog per stimolare discussione/dibattito e per aprire un contenitore di controinformazione su tutto quello che accade a livello territoriale, nazionale e internazionale.
Il Blog La Sciloria nasce da un gruppo di compagni e compagne del territorio nord-ovest della provincia di Milano che stanno cercando di dare vita a una realtà politica e sociale che riesca attraverso l’autorganizzazione dal basso e la lotta a opporsi e a superare l’attuale modello di società che genera guerra, povertà, sfruttamento e ingiustizia sociale.
Il nostro lavoro è indirizzato al sostegno e allo sviluppo delle lotte che i lavoratori e le lavoratrici portano avanti per la difesa e il miglioramento delle proprie condizioni di vita e di lavoro.
Alla costruzione di iniziative di solidarietà con la lotta di resistenza e per l’autodeterminazione dei popoli oppressi.
Alla lotta contro il Razzismo, la xenofobia e i nuovi e vecchi fascismi che in maniera sempre più evidente e pericolosa emergono nella nostra società.
Lavoriamo per costruire vertenze e opposizione contro la devastazione e la cementificazione del territorio, per la difesa di diritti essenziali come Sanità, casa, istruzione e per la costruzione di uno spazio sociale slegato dalle logiche del profitto.
Abbiamo scelto di iniziare da un Blog per stimolare discussione/dibattito e per aprire un contenitore di controinformazione su tutto quello che accade a livello territoriale, nazionale e internazionale.
sabato 20 novembre 2010
CARICATO BLOCCO LAVORATORI CLO AI MAGAZZINI BILLA DI LACCHIARELLA MI

LA LOTTA ALLA COOP CLO VA AVANTI
lavoro stabile, salario, diritti per tutti i lavoratori: italiani e immigrati
I “soci”-lavoratori della Coop. Lavoratori Ortomercato (CLO), che effettuano movimentazione merci ai magazzini di Lacchiarella (MI) del supermercato BILLA (Rewe Group), sono in lotta contro i turni massacranti, la scarsa prevenzione antinfortunistica, il sottoinquadramento rispetto alle mansioni, salari inferiori a quanto previsto, i soprusi dei capetti, le minacce e le umiliazioni inflitti a chi rivendica i propri diritti. Molti di questi “soci”-lavoratori sono immigrati e, quindi, devono subire queste condizioni di supersfruttamento, per paura di perdere il permesso di soggiorno.
I “soci”-lavoratori della Coop. Lavoratori Ortomercato (CLO), che effettuano movimentazione merci ai magazzini di Lacchiarella (MI) del supermercato BILLA (Rewe Group), sono in lotta contro i turni massacranti, la scarsa prevenzione antinfortunistica, il sottoinquadramento rispetto alle mansioni, salari inferiori a quanto previsto, i soprusi dei capetti, le minacce e le umiliazioni inflitti a chi rivendica i propri diritti. Molti di questi “soci”-lavoratori sono immigrati e, quindi, devono subire queste condizioni di supersfruttamento, per paura di perdere il permesso di soggiorno.
All’iniziativa sindacale dei lavoratori la CLO ha risposto con 2 licenziamenti di rappresaglia, trasferimenti in altre sedi dei “soci”-lavoratori più attivi, provvedimenti disciplinari pretestuosi a raffica.
La BILLA intanto “tace”, perchè ha tutto l’interesse a che i “soci”-lavoratori della CLO siano supersfruttati: così riesce ad ottenere appalti a prezzi più convenienti!
Oggi sabato 20/11, alle 3 di mattina, l’ennesima iniziativa di lotta dei “soci”-lavoratori della CLO e dei lavoratori, precari e studenti che li appoggiano, è stata duramente caricata da polizia e carabinieri, che hanno attaccato il blocco sulla strada che porta ai magazzini. Come sempre polizia e carabinieri servono a perpetuare lo sfruttamento dei lavoratori, a contrastare le lotte e il diffondersi della protesta, a cercare di impedire l’unificazione e la solidarietà tra i lavoratori, a reprimere le forme di lotta che possono incidere sulle tasche padronali.
Oggi sabato 20/11, alle 3 di mattina, l’ennesima iniziativa di lotta dei “soci”-lavoratori della CLO e dei lavoratori, precari e studenti che li appoggiano, è stata duramente caricata da polizia e carabinieri, che hanno attaccato il blocco sulla strada che porta ai magazzini. Come sempre polizia e carabinieri servono a perpetuare lo sfruttamento dei lavoratori, a contrastare le lotte e il diffondersi della protesta, a cercare di impedire l’unificazione e la solidarietà tra i lavoratori, a reprimere le forme di lotta che possono incidere sulle tasche padronali.
Governo e padroni, per “superare” la fase di crisi e rilanciare i loro profitti, stanno attaccando a tutto campo le nostre condizioni di lavoro e i nostri diritti. Il DDL “collegato sul lavoro” appena approvato e il progetto di controriforma dello statuto dei lavoratori (in corso di presentazione), sono l’applicazione legislativa a tutti i lavoratori del piano Marchionne per la Fiat di Pomigliano: decontrattualizzare, precarizzare, cancellare i diritti. Di questo disegno sono parte integrante la “sanatoria truffa” e la legislazione anti immigrati. Il ricatto del permesso di soggiorno, che condanna una quota crescente di lavoratori immigrati a subire supersfruttamento e lavoro nero, contribuisce a ridurre i salari e i diritti di tutti i proletari.
LE LOTTE CONTRO LO SFRUTTAMENTO E LA PRECARIZZARIONE, LE MOBILITAZIONI CONTRO LA “SANATORIA TRUFFA” E PER I DIRITTI DEGLI IMMIGRATI, DEVONO DIVENTARE UN’UNICA MOBILITAZIONE. MIGLIORI CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO, IL RISPETTO E LA GARANZIA DEI DIRITTI PER TUTTI, POSSONO ESSERE OTTENUTI SOLO CON L'UNIONE E CON LA SOLIDARIETA’ DI CLASSE, CONTRO OGNI FORMA DI SFRUTTAMENTO, CONTRO OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE!
La lotta alla coop CLO e al polo Billa di Lacchiarella prosegue!Non solo scioperi dei lavoratori, ma anche una campagna contro la Billa
DA LUNEDI’ 22 h.18,00 INIZIATIVE AI SUPERMERCATI BILLABOICOTTA CHI SFRUTTA I LAVORATORI DELLE COOPERATIVE
I lavoratori licenziati devono essere reintegrati al posto di lavoro. I due della CLO, come pure quelli della Coop Papavero che, senza lavoro dai primi di settembre, stanno ancora aspettando le sentenze delle cause “urgenti” contro il loro licenziamento illegittimo, fatto per rappresaglia contro le lotte alla GLS Italy di Cerro al Lambro.
Coordinamento di sostegno alle lotte delle cooperative
Coordinamento di sostegno alle lotte delle cooperative
giovedì 18 novembre 2010
NASCE LA SCILORIA
Il Blog La Sciloria nasce da un gruppo di compagni e compagne del territorio nord-ovest della provincia di Milano che stanno cercando di dare vita a una realtà politica e sociale che riesca attraverso l’autorganizzazione dal basso e la lotta a opporsi e a superare l’attuale modello di società che genera guerra, povertà, sfruttamento e ingiustizia sociale.
Il nostro lavoro è indirizzato al sostegno e allo sviluppo delle lotte che i lavoratori e le lavoratrici portano avanti per la difesa e il miglioramento delle proprie condizioni di vita e di lavoro.
Alla costruzione di iniziative di solidarietà con la lotta di resistenza e per l’autodeterminazione dei popoli oppressi.
Alla lotta contro il Razzismo, la xenofobia e i nuovi e vecchi fascismi che in maniera sempre più evidente e pericolosa emergono nella nostra società.
Lavoriamo per costruire vertenze e opposizione contro la devastazione e la cementificazione del territorio, per la difesa di diritti essenziali come Sanità, casa, istruzione e per la costruzione di uno spazio sociale slegato dalle logiche del profitto.
Abbiamo scelto di iniziare da un Blog per stimolare discussione/dibattito e per aprire un contenitore di controinformazione su tutto quello che accade a livello territoriale, nazionale e internazionale.
http://lasciloria.noblogs.org/
Il nostro lavoro è indirizzato al sostegno e allo sviluppo delle lotte che i lavoratori e le lavoratrici portano avanti per la difesa e il miglioramento delle proprie condizioni di vita e di lavoro.
Alla costruzione di iniziative di solidarietà con la lotta di resistenza e per l’autodeterminazione dei popoli oppressi.
Alla lotta contro il Razzismo, la xenofobia e i nuovi e vecchi fascismi che in maniera sempre più evidente e pericolosa emergono nella nostra società.
Lavoriamo per costruire vertenze e opposizione contro la devastazione e la cementificazione del territorio, per la difesa di diritti essenziali come Sanità, casa, istruzione e per la costruzione di uno spazio sociale slegato dalle logiche del profitto.
Abbiamo scelto di iniziare da un Blog per stimolare discussione/dibattito e per aprire un contenitore di controinformazione su tutto quello che accade a livello territoriale, nazionale e internazionale.
http://lasciloria.noblogs.org/
lunedì 8 novembre 2010
ASSEMBLEA E CORTEO A SOSTEGNO DEI LAVORATORI DELLA COOP.ALFA
Assemblea Pubblica
Mercoledì 10 novembre ore 21,00 – Via Circonvallazione 1 Nerviano – sala Ex Meccanica
Rispondiamo alla crisi
Cosa sta accadendo al mondo del lavoro ?
Cosa significa essere precari ?
Trasferimenti di produzione, appalti, sub appalti, chi paga le conseguenze di queste scelte scellerate ?
Come reagire prima che sia troppo tardi ?
Le lavoratrici ed i lavoratori Alfa coop., in continuità al percorso che li vede impegnati fin da dicembre ’09 in una lotta per la difesa del posto di lavoro e del rispetto dovuto, invitano tutti i cittadini a partecipare all’Assemblea Pubblica “Rispondiamo alla crisi”
Dall’esperienza di lotta nell’appalto logistico Parrini-Corena-Sa.Ga.-Geslog-Alfa coop. di Nerviano, incrociando la lotta dei subappaltati della coop. Papavero di Cerro al Lambro e altre realtà lavorative, capire quale macchina creatrice di precarietà sia il sistema dell’appalto e come questi dispositivi si riproducono nel mondo del lavoro.
Proviamo a rispondere ai quesiti che ci pone la crisi del terzo millennio, costruiamo percorsi unitari che solidarizzino esperienze e lotte per creare un fronte ampio in grado di contrastare le logiche precarizzanti che dominano il mondo del lavoro.
Sabato 13 novembre
Manifestazione cittadina a Nerviano
Concentramento alle ore 14,30 in Via Marzorati, 15
Le lavoratrici ed i lavorati della coop. ALFA di Nerviano
Mercoledì 10 novembre ore 21,00 – Via Circonvallazione 1 Nerviano – sala Ex Meccanica
Rispondiamo alla crisi
Cosa sta accadendo al mondo del lavoro ?
Cosa significa essere precari ?
Trasferimenti di produzione, appalti, sub appalti, chi paga le conseguenze di queste scelte scellerate ?
Come reagire prima che sia troppo tardi ?
Le lavoratrici ed i lavoratori Alfa coop., in continuità al percorso che li vede impegnati fin da dicembre ’09 in una lotta per la difesa del posto di lavoro e del rispetto dovuto, invitano tutti i cittadini a partecipare all’Assemblea Pubblica “Rispondiamo alla crisi”
Dall’esperienza di lotta nell’appalto logistico Parrini-Corena-Sa.Ga.-Geslog-Alfa coop. di Nerviano, incrociando la lotta dei subappaltati della coop. Papavero di Cerro al Lambro e altre realtà lavorative, capire quale macchina creatrice di precarietà sia il sistema dell’appalto e come questi dispositivi si riproducono nel mondo del lavoro.
Proviamo a rispondere ai quesiti che ci pone la crisi del terzo millennio, costruiamo percorsi unitari che solidarizzino esperienze e lotte per creare un fronte ampio in grado di contrastare le logiche precarizzanti che dominano il mondo del lavoro.
Sabato 13 novembre
Manifestazione cittadina a Nerviano
Concentramento alle ore 14,30 in Via Marzorati, 15
Le lavoratrici ed i lavorati della coop. ALFA di Nerviano
venerdì 29 ottobre 2010
LA SPINTA! MESE OTTOBRE-NOVEMBRE
- Sciopero 18 ottobre alla Billa (ex Standa).
Continua e si estende la lotta all’interno delle cooperative della logistica lombarda.
- Lega ladrona!
Il motto ormai va cambiato: non più Roma ladrona ma “lega ladrona”.
-Contro razzismo e xenofobia! Autorganizzazione e lotta di classe!
-Salari sempre più bassi.
Per leggere:
www.scribd.com/doc/40427406
Continua e si estende la lotta all’interno delle cooperative della logistica lombarda.
- Lega ladrona!
Il motto ormai va cambiato: non più Roma ladrona ma “lega ladrona”.
-Contro razzismo e xenofobia! Autorganizzazione e lotta di classe!
-Salari sempre più bassi.
Per leggere:
www.scribd.com/doc/40427406
martedì 26 ottobre 2010
29 ottobre: SCIOPERO GENERALE NAZIONALE
Basta con le ritualità: portiamo in piazza il conflitto!
Come Coordinamento di Sostegno alle Lotte nelle Cooperative invitiamo a partecipare allo sciopero generale di venerdì 29 ottobre 2010.Oltre ogni ritualità e subalternità a contraddizioni interne anche al sindacalismo di base, crediamo vada rilanciata con forza la capacità di costruzione di reti autonome e allargate che esprimano conflitto reale nei vari settori di lavoro e sul territorio.
Alla ferocia dell'attacco classista sferrato dal padronato e dai suoi rappresentanti e complici di classe (governi, partiti e sindacati conniventi) lavoriamo, a partire dai luoghi di più aspro conflitto, per recuperare un rapporto di forza utile ad una risposta efficace in una prospettiva anticapitalista.
Viviamo una fase in cui l'offensiva capitalistica alle condizioni di vita e di lavoro di milioni di proletari è sempre più stringente e tesa alla devastazione delle residue garanzie e del salario dei lavoratori. Dopo anni di provvedimenti governativi tesi a limitare sempre più il potere dei lavoratori nei luoghi di lavoro e a ridurre drasticamente i diritti conquistati dal dopoguerra ad oggi, i padroni, con Marchionne in testa, tornano all’attacco per assestare un duro colpo ai lavoratori.
La socializzazione delle ingenti perdite e dei debiti accumulati che, sin dall'esplosione della crisi, ha caratterizzato le prime misure adottate per attenuarne le conseguenze, è necessaria ma non sufficiente al capitalismo italiano che, conscio dell'occasione irripetibile che comunque la crisi offre, ha programmato la cancellazione definitiva, tra gli altri, del diritto di sciopero e del contratto collettivo nazionale di lavoro. L'obiettivo (anche ideologico) di ridurre il conflitto tra capitale e lavoro deve essere raggiunto con qualsiasi mezzo: anche attraverso l'intimidazione e il licenziamento ritorsivo contro chi osa sollevare la testa.
In questo contesto gli immigrati rappresentano l’elemento paradigmatico di livelli di sfruttamento sempre più elevati, che trovano copertura, anche giuridica, nell’assetto cooperativistico, e sono stretti, grazie al ricatto del permesso di soggiorno legato al lavoro, nella morsa del lavoro nero, di quello sottopagato, dei licenziamenti nella crisi e del circuito perverso CIE-carcere-CIE.
Uno “Sciopero degli immigrati” può apparire parziale, se non si coniuga innanzitutto con le esperienze di tutti i lavoratori, e con livelli di lotta più generali e di classe.
Ed è a proprio a partire dai conflitti reali che attraversano il tessuto metropolitano, dalle cooperative della logistica alle fabbriche, dalla casa e dagli spazi sociali alla scuola ai CIE, che riteniamo possano cominciare ad esprimersi tutte le potenzialità di un percorso autorganizzato, allargato a tutti i lavoratori e le lavoratrici in lotta.
Lanciamo, quindi, un appello affinché la giornata del 29 coinvolga tutte le situazioni di lotta che agitano il territorio, per sviluppare un fronte di classe il più ampio e determinato possibile.Per questo, come coordinamento, faremo del 29 ottobre una giornata di lotta e saremo anche in Cairoli a partire dalle 9,30 con gli operai e le operaie delle cooperative, con l’intento di convergere in una grande assemblea unitaria e verificare collettivamente la possibilità di passaggi successivi nella stessa giornata: -
UNA MANIFESTAZIONE A CERRO AL LAMBRO, in data da definirsi, per sostenere i licenziati politici della cooperativa Papavero;
UN INCONTRO NAZIONALE PER DOMENICA 7 NOVEMBRE ALLE ORE 10.00AL CSA VITTORIA con i precari e disoccupati organizzati di Napoli e altre realtà di lotta italiane.
La lotta e l’unità tra lavoratori di ogni settore è l’unica arma che abbiamo per dire ai padroni che non abbiamo nessuna intenzione di pagare i costi della loro crisi!
Coordinamento di sostegno alle lotte nelle cooperative
Come Coordinamento di Sostegno alle Lotte nelle Cooperative invitiamo a partecipare allo sciopero generale di venerdì 29 ottobre 2010.Oltre ogni ritualità e subalternità a contraddizioni interne anche al sindacalismo di base, crediamo vada rilanciata con forza la capacità di costruzione di reti autonome e allargate che esprimano conflitto reale nei vari settori di lavoro e sul territorio.
Alla ferocia dell'attacco classista sferrato dal padronato e dai suoi rappresentanti e complici di classe (governi, partiti e sindacati conniventi) lavoriamo, a partire dai luoghi di più aspro conflitto, per recuperare un rapporto di forza utile ad una risposta efficace in una prospettiva anticapitalista.
Viviamo una fase in cui l'offensiva capitalistica alle condizioni di vita e di lavoro di milioni di proletari è sempre più stringente e tesa alla devastazione delle residue garanzie e del salario dei lavoratori. Dopo anni di provvedimenti governativi tesi a limitare sempre più il potere dei lavoratori nei luoghi di lavoro e a ridurre drasticamente i diritti conquistati dal dopoguerra ad oggi, i padroni, con Marchionne in testa, tornano all’attacco per assestare un duro colpo ai lavoratori.
La socializzazione delle ingenti perdite e dei debiti accumulati che, sin dall'esplosione della crisi, ha caratterizzato le prime misure adottate per attenuarne le conseguenze, è necessaria ma non sufficiente al capitalismo italiano che, conscio dell'occasione irripetibile che comunque la crisi offre, ha programmato la cancellazione definitiva, tra gli altri, del diritto di sciopero e del contratto collettivo nazionale di lavoro. L'obiettivo (anche ideologico) di ridurre il conflitto tra capitale e lavoro deve essere raggiunto con qualsiasi mezzo: anche attraverso l'intimidazione e il licenziamento ritorsivo contro chi osa sollevare la testa.
In questo contesto gli immigrati rappresentano l’elemento paradigmatico di livelli di sfruttamento sempre più elevati, che trovano copertura, anche giuridica, nell’assetto cooperativistico, e sono stretti, grazie al ricatto del permesso di soggiorno legato al lavoro, nella morsa del lavoro nero, di quello sottopagato, dei licenziamenti nella crisi e del circuito perverso CIE-carcere-CIE.
Uno “Sciopero degli immigrati” può apparire parziale, se non si coniuga innanzitutto con le esperienze di tutti i lavoratori, e con livelli di lotta più generali e di classe.
Ed è a proprio a partire dai conflitti reali che attraversano il tessuto metropolitano, dalle cooperative della logistica alle fabbriche, dalla casa e dagli spazi sociali alla scuola ai CIE, che riteniamo possano cominciare ad esprimersi tutte le potenzialità di un percorso autorganizzato, allargato a tutti i lavoratori e le lavoratrici in lotta.
Lanciamo, quindi, un appello affinché la giornata del 29 coinvolga tutte le situazioni di lotta che agitano il territorio, per sviluppare un fronte di classe il più ampio e determinato possibile.Per questo, come coordinamento, faremo del 29 ottobre una giornata di lotta e saremo anche in Cairoli a partire dalle 9,30 con gli operai e le operaie delle cooperative, con l’intento di convergere in una grande assemblea unitaria e verificare collettivamente la possibilità di passaggi successivi nella stessa giornata: -
UNA MANIFESTAZIONE A CERRO AL LAMBRO, in data da definirsi, per sostenere i licenziati politici della cooperativa Papavero;
UN INCONTRO NAZIONALE PER DOMENICA 7 NOVEMBRE ALLE ORE 10.00AL CSA VITTORIA con i precari e disoccupati organizzati di Napoli e altre realtà di lotta italiane.
La lotta e l’unità tra lavoratori di ogni settore è l’unica arma che abbiamo per dire ai padroni che non abbiamo nessuna intenzione di pagare i costi della loro crisi!
TUTTI E TUTTE IN LARGO CAIROLI VENERDI’ 29 OTTOBRE ORE 9,30
Coordinamento di sostegno alle lotte nelle cooperative
giovedì 21 ottobre 2010
Comunicato su sciopero 18 ottobre alla Billa (ex Standa)

COORDINAMENTO IN SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI DELLE COOPERATIVE.
- ore 5,30: una cinquantina di persone, i primi a giungere a Villamaggiore si muovono dalla stazione dei treni per andare davanti agli adiacenti cancelli del polo logistico dentro il quale hanno sede i magazzini BILLA (ex Standa), appaltati alla cooperativa C.L.O. (Cooperativa Lavoratori Ortomercato che, con oltre 2000 dipendenti, é la stessa che gestisce una buona fetta dell'ortomercato milanese di via Lombroso).
- In totale hanno partecipato al picchetto quasi centodieci persone così suddivise: 30 operai della C.L.O, 30 operai delle cooperative che operano a Brembio, Liscate, Settala, Varedo e i licenziati di Cerro Al Lambro, 50 militanti esterni (tra S.I. Cobas, Vittoria e "area comitato").
- Dalle 5,30 alle 9,00 sono stati bloccati i due cancelli sia quello dei camion in uscita (diversi autisti si sono mostrati solidali) che, soprattutto, quello dei mezzi in entrata (una trentina con una coda di circa un km).
- I capi della cooperativa, come contromossa, hanno prima cercato di accumulare forza tra gli operai "intenzionati" (cioè non del tutto spontaneamente) a entrare, poi dopo qualche ora hanno deciso di deviare i camion in coda verso alcuni siti limitrofi per evitare danni ulteriori
- Verso le 9,30, a fronte di una presenza assai scarna di forze dell'ordine (due macchine dei carabinieri), sono sopraggiunti diversi caporali agguerriti provenienti da altre sedi operative della C.L.O., oltre ad alcuni responsabili della stessa cooperativa. Prima dell'arrivo in forze di Digos, celerini e altri carabinieri (circa 90 sbirri), i caporali sono riusciti a provocare il picchetto. Ne sono conseguiti tafferugli utili ad una ventina di crumiri per infilarsi nelle maglie del picchetto, spinti all'interno dai loro capi-squadra.
- Alle 10,30 si è quindi svolta un'assemblea conclusiva, con l'intervento di diversi operai, in cui sono stati sottolineati i seguenti punti essenziali
* La lotta ha obiettivi economici (contro il cottimo, il declassamento di livelli e il furto dell'indennità mensa) e sindacali (contro il potere burocratico e corrotto dei confederali, per un "sindacato operaio").
* Oltre a questi sacrosanti obiettivi si tratta di praticare una lotta per la difesa della dignità operaia, cioè per la sconfitta di un sistema neo-schiavista intollerabile.
* A due anni di distanza dagli scioperi spontanei del 2007 (cui fece seguito la repressione aziendale concordata coi confederali con licenziamenti, trasferimenti e Cassa Integrazione si è fatto oggi un passo avanti per ricostruire l'unità necessaria a proseguire ed estendere l'unità dal basso.
* Oltre a questi sacrosanti obiettivi si tratta di praticare una lotta per la difesa della dignità operaia, cioè per la sconfitta di un sistema neo-schiavista intollerabile.
* A due anni di distanza dagli scioperi spontanei del 2007 (cui fece seguito la repressione aziendale concordata coi confederali con licenziamenti, trasferimenti e Cassa Integrazione si è fatto oggi un passo avanti per ricostruire l'unità necessaria a proseguire ed estendere l'unità dal basso.
*si chiudeva l’azione di lotta dopo la promessa del Direttore Bonomi, tramite intermediazione della Digos, di un incontro per discutere la piattaforma proposta dal S.I.COBAS.
Durante l'assemblea stessa è stato lanciato l'appuntamento di sciopero nazionale del 29 ottobre (riunione "cittadina" a tal proposito prevista per giovedì nel tardo pomeriggio) e ci si è inoltre accordati per un rapido tam-tam di fronte ad eventuali azioni di ritorsione nei confronti degli scioperanti.
Durante l'assemblea stessa è stato lanciato l'appuntamento di sciopero nazionale del 29 ottobre (riunione "cittadina" a tal proposito prevista per giovedì nel tardo pomeriggio) e ci si è inoltre accordati per un rapido tam-tam di fronte ad eventuali azioni di ritorsione nei confronti degli scioperanti.
- Gli operai in sciopero hanno deciso infine di non rientrare al lavoro dopo la rimozione del picchetto e di restare davanti alla fabbrica ad attendere gli operai dei turni successivi (2° turno con inizio alle 13 e 3° turno con inizio alle 19) per verificare le possibilità di estenderlo ulteriormente e cioè di perseguire uno degli obiettivi fondamentali della giornata.
Considerazioni e valutazioni ulteriori verranno eventualmente sviluppate nelle prossime riunioni ma, in sintesi, si può dire che gli obiettivi basilari della giornata siano stati raggiunti.
Considerazioni e valutazioni ulteriori verranno eventualmente sviluppate nelle prossime riunioni ma, in sintesi, si può dire che gli obiettivi basilari della giornata siano stati raggiunti.
martedì 19 ottobre 2010
SOSTENIAMO la LOTTA dei LAVORATORI della C.L.O di LACCHIARELLA!
Ieri mattina i lavoratori della cooperativa C.L.O., appaltati presso il magazzino di stoccaggio delle merci da distribuire presso i punti vendita Billa (ex Standa) di Lacchiarella, hanno scioperato contro il cottimo e condizioni di lavoro schiavistiche, per rivendicare un corretto salario e inquadramento, il pagamento dell'indennità mensa.Ma gli stessi lavoratori, già protagonisti di scioperi spontanei nel 2007 (cui è seguita la dura repressione padronale che, con la connivenza delle burocrazie confederali, ha portato a licenziamenti, trasferimenti punitivi e isolamento dalla sede di lavoro e dai propri compagni di lavoro e di lotta anche con l'uso della cassa integrazione), con questa nuova e radicale agitazione sindacale hanno soprattutto rivendicato la necessità e la volontà di organizzarsi autonomamente da CGIL, CISL e UIL consapevoli del ruolo complice e filopadronale che queste rivestono a tutti i livelli nelle dinamiche del conflitto capitale / lavoro.Anche in questa occasione, a sostegno di questa ennesima esplosione di conflitto contro il quotidiano sfruttamento degli operai delle cooperative, si è costituito un comitato di lotta che unisce il S.I. Cobas (che segue la vertenza anche dal punto di vista più strettamente sindacale), a realtà politiche e sociali milanesi e a numerosi altri lavoratori e lavoratrici del settore della logistica (Brembio, Liscate, Settala, Varedo e i licenziati di Cerro al Lambro).Il picchettaggio dei due cancelli di ingresso e uscita ha causato il blocco totale di approvvigionamento delle merci da “lavorare” e la distribuzione di quelle pronte per lo smistamento ai supermercati Billa. Peraltro i lavoratori e i/le compagni/e intervenuti/e hanno ricevuto la solidarietà attiva di diversi camionisti che, ben volentieri, hanno contribuito ad “intasare” con una lunga coda la vicina statale per Milano e Pavia.I responsabili della cooperativa hanno quindi cercato di deviare altri camion in arrivo verso siti limitrofi nel disperato tentativo di limitare i danni e organizzato un gruppo di crumiri (alcuni minacciati di ritorsioni) che, raggiunti da capetti, caporali e servi vari di altre sedi, hanno poi pesantemente provocato i lavoratori in sciopero. Ciò è servito ad uno sparuto gruppo di crumiri e di capetti di riuscire ad entrare in un magazzino...completamente vuoto e inattivo!La giornata di lotta si è conclusa con la promessa del direttore della cooperativa ad un incontro per discutere la piattaforma dei lavoratori e con un'asseblea che ha, tra l'altro, lanciato la partecipazione allo sciopero del 29 ottobre.Lo sciopero e il picchetto di ieri mattina costituiscono un primo passaggio, sicuramente positivo, che apre un ulteriore fronte di lotta in un comparto produttivo paradigmatico per composizione della forza lavoro ivi impiegata (migrante e precaria) è centrale, soprattutto nell’area metropolitana milanese, di quella organizzazione del lavoro utile nell’attuale fase di valorizzazione del capitale.Settore, quello della logistica, nel quale negli ultimi due anni si sono diffuse e dispiegate molteplici lotte autorganizzate, caratterizzate dall’unità e dalla convergenza di settori sociali diversi su una chiara prospettiva politica di classe che sono riuscite a ribaltare i rapporti di forza imposti. Lotte risolute e determinate in cui la solidarietà di classe dispiegata per la difesa dei propri diritti, nonché per migliori condizioni di vita e di lavoro, hanno avuto quale ulteriore risultato politico di essere esempio concreto per altri operai/e parimenti sfruttati.Ma proprio tale unità di classe diventa l’obiettivo da colpire e da fermare per i padroni e i loro sgherri consci della reale forza che momenti ricompositivi possono avere nello sviluppo del conflitto sociale che le conseguenze della crisi non possono che continuare a generare.Come compagne e compagni del CSA Vittoria continueremo a sostenere la lotta dei lavoratori della cooperativa C.L.O. per migliori condizioni di vita e di lavoro, convinti che il conflitto di classe possa nascere e svilupparsi, su un terreno di incompatibilità politica, solo a partire dai soggetti sociali che in prima persona vivono le condizioni di sfruttamento e precarietà, nei luoghi della produzione e non dalle stanze dei palazzi.
CONTRO LA PRECARIETA’ E LO SFRUTTAMENTO
autorganizzazione e lotta di classe!
I compagni e le compagne del C.S.A. VITTORIA
www.csavittoria.org
vittoria@ecn.org
CONTRO LA PRECARIETA’ E LO SFRUTTAMENTO
autorganizzazione e lotta di classe!
I compagni e le compagne del C.S.A. VITTORIA
www.csavittoria.org
vittoria@ecn.org
lunedì 18 ottobre 2010
Iniziative di solidarietà per i 15 lavoratori licenziati
SABATO 23 OTTOBRE DALLE ORE 20.00
L’Associazione Olinda e il Coordinamento dei lavoratori in lotta
Organizzano una cena a sostegno dei 15 licenziati politici della cooperativa Papavero della GLS di Cerro al Lambro
Organizzano una cena a sostegno dei 15 licenziati politici della cooperativa Papavero della GLS di Cerro al Lambro
La serata si svolgerà presso lo spazio Kambusa ex O.P. Paolo Pini
Via Ippocrate, 45 ingresso giallo. Si raggiunge con ATM 40- 41- 51-705 - Ferrovie Nord fermata Affori.
martedì 12 ottobre 2010
E’ NATO PRIMA L'UOVO O LA GALLINA?
Il dibattito “sindacale” si fa incandescente- pensate un po’- anche in provincia di Bergamo. Roba da non credere.
Direttivi, ore e ore di dibattiti, mozioni contrapposte, prese di posizione ai massimi livelli, convocazione di organismi dirigenti, dissociazioni, condanne….
Ma che succede? Eppure, dopo quasi due anni dall’inizio ufficiale della crisi, i padroni hanno avuto tempo e modo di liquidare una buona fetta di industria manifatturiera senza praticamente pagare dazio. Nella quasi assoluta pace sociale. Sì, due o tre presidii ci sono stati, e pure qualche educata manifestazione in centro città…ma per il resto? “Tout va bien madame la marquise”. La “ripresa” è in atto e darà i suoi frutti…grazie anche alla collaborazione di CGIL-CISL-UIL, che hanno accompagnato come bestiame al macello quei lavoratori coinvolti in chiusure, delocalizzazioni, tagli ecc. ecc.
E allora, cos’è che ha turbato i sogni perbenisti dell’establishment politico-sindacale? Nientepopodimenochè…qualche uovo marcio ( se era fresco sarebbe stato spreco…) lanciato contro le vetrine della sede FIM-CISL di Treviglio dai lavoratori SAME, un po’ incazzati coi signori-SIGNORSI’ della FIM ( della UIL, cioè del nulla, è inutile parlare ), che continuano pure a spacciarsi per sindacato !!! Insieme a quei lavoratori, siamo qui a chiedere:
E’ FARE SINDACATO RAGIONARE ESATTAMENTE COME IL PADRONE ?
E’ FARE SINDACATO SOTTOSCRIVERE MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI ?
E’ FARE SINDACATO SMOBILITARE DA SUBITO OGNI TENTATIVO SERIO DI RESISTENZA DEI LAVORATORI ?
E’ FARE SINDACATO COLTIVARE L’IDOLATRIA DELLA “PACE SOCIALE” ?
NO, NON E’ FARE SINDACATO.
E’ fare i leccaculo. Leccaculo di padroni e governo.
Questo oggi è la CISL.
Ma, come tutti i leccaculo senza ormai pudore, questo “sindacato”, non avendo nulla da perdere, chiama senza problemi ( ed a ragione ) anche la CGIL rispondere del suo operato.
Veniamo così a sapere, dati alla mano, per bocca del segretario provinciale FIM Uliano ( “Giornale di Bergamo” 6 /10 / ’10 ), che in provincia di Bergamo la FIOM-CGIL ha firmato ben 11 accordi ( + di 8.000 dipendenti coinvolti ) in DEROGA al CCNL !!!
Deroghe concernenti lavoro festivo, turni, scioperi, flessibilità…ed in realtà importanti come laTenaris-Dalmine, la Brembo Freni, la N&W, la ABB…
Dunque? Dunque, continua Uliano, “…firmando l’accordo con Federmeccanica non abbiamo fatto altro che stabilire un quadro di regole entro il quale collocare eventuali accordi stipulati dalle RSU aziendali con i sindacati che rispondono a esigenze di produttività richieste dall’azienda. “
Deroghe sempre fatte, senza che il CCNL sia mai decaduto. Questa, dice Uliano, è una politica assolutamente NORMALE in Europa…” e lo è stata fino a ieri anche da noi.” In più, queste deroghe hanno portato un bel po’ di soldi nelle tasche dei lavoratori !
Dove sta il problema ? – conclude Uliano.
Replica della segreteria FIOM-CGIL: il problema sta nel fatto che quei contratti erano stati sottoscritti dopo “l’approvazione dei lavoratori”, cosa che ora FIM e UILM non hanno fatto.
Dunque il nocciolo è qui: L’APPROVAZIONE DEI LAVORATORI…
Criterio questo ribadito da Epifani fino al segretario provinciale CGIL di Bergamo Bresciani, i quali hanno da parte loro “fermamente condannato” le uova di Treviglio ! ( Replicate a Livorno, a Merate…)
E qui pure il segretario bergamasco FIOM Borella, da buon subalterno, si è dovuto allineare.
La “grande” differenza tra FIM e FIOM starebbe allora, secondo tali dichiarazioni, nel FAR VOTARE AI LAVORATORI LA PROPRIA CONDANNA A MORTE…dopo aver magari già preparata la bara e scavato la fossa !
MA DI CHE STIAMO PARLANDO ?
A nessuno viene in mente che i progetti padronali- alla Marchionne per intenderci- possano pure essere contrastati, respinti, e magari battuti ? E non solo, parzialmente, a Pomigliano ma in tutt’Italia?
Nessuno pensa che il compito del sindacato non sia quello di assecondare ed alimentare il “basso ventre” dei lavoratori, ma di trasmettere loro una linea di resistenza SERIA allo smantellamento di centinaia d’industrie ?
* di contrattare non “assecondando” il padrone, ma rivendicando?
* ancora di non piegarsi SEMPRE e COMUNQUE alle esigenze del profitto?
Se nessuno ci pensa, ci chiediamo che razza di gioco al tamburello sia, quello tra FIM e FIOM!
Ce lo chiediamo, e lo chiediamo a tutti i lavoratori iscritti alla FIOM e ai delegati in vista anche della manifestazione del 16 ottobre a Roma, dove anche noi saremo presenti, seppur su posizioni critiche.
BASTA CON LE INCOERENZE, COI VERTICISMI, CON LE FURBERIE…
BASTA COGLI EQUIVOCI DI COMODO VERSO LA CGIL E VERSO CISL E UIL.
NON SI PUO’ LOTTARE E DOVERSI SEMPRE GUARDARE LE SPALLE !!!
Secondo noi la democrazia operaia è sicuramente essenziale, ma essa deve scaturire da lotte reali e solo ad esse rispondere; deve uscire dal confronto sulla resistenza operaia e non dalle “combine” fatte sulla testa di chi lavora, secondo la logica concertativa e collaborazionista a cui TUTTI i sindacati confederali ci hanno abituato.
Non è democrazia operaia far decidere ai lavoratori…COME CHIUDERE MEGLIO UNA FABBRICA, o COME ASSECONDARE MEGLIO I PROPOSITI DI SUPERSFRUTTAMENTO DEL PADRONE ( tipo saltare il turno di mensa, o accettare ritmi pazzeschi, o non potersi ammalare…).
Che per Uliano tutto ciò sia “NORMALE”, e pure per tutti i suoi colleghi europei, dimostra solo per qual motivo la stessa Europa SIA PIENA DI DISOCCUPATI SENZA PRATICAMENTE COLPO FERIRE ( Grecia a parte, per ora ).
A questa “NORMALITA’” noi della Rete Operaia non vogliamo rassegnarci.
Non vogliamo dover dire un domani alle nuove generazioni di lavoratori/precari/disoccupati : “ Io c’ero, ma ho fatto finta di nulla. Sono rimasto “normale”, cioè schiavo.”
E allora noi diciamo ai lavoratori:
AUTORGANIZZAZIONE !!! DENTRO E FUORI I POSTI DI LAVORO !
NON ACCETTIAMO I DIKTAT DEL PADRONE E NON DIAMOGLI TREGUA !
OCCUPIAMO LE FABBRICHE CHE CHIUDONO !
COSTRUIAMO UNA RETE OPERAIA PER COLLEGARE LE LOTTE !
7 ottobre
Rete Operaia Valseriana
Direttivi, ore e ore di dibattiti, mozioni contrapposte, prese di posizione ai massimi livelli, convocazione di organismi dirigenti, dissociazioni, condanne….
Ma che succede? Eppure, dopo quasi due anni dall’inizio ufficiale della crisi, i padroni hanno avuto tempo e modo di liquidare una buona fetta di industria manifatturiera senza praticamente pagare dazio. Nella quasi assoluta pace sociale. Sì, due o tre presidii ci sono stati, e pure qualche educata manifestazione in centro città…ma per il resto? “Tout va bien madame la marquise”. La “ripresa” è in atto e darà i suoi frutti…grazie anche alla collaborazione di CGIL-CISL-UIL, che hanno accompagnato come bestiame al macello quei lavoratori coinvolti in chiusure, delocalizzazioni, tagli ecc. ecc.
E allora, cos’è che ha turbato i sogni perbenisti dell’establishment politico-sindacale? Nientepopodimenochè…qualche uovo marcio ( se era fresco sarebbe stato spreco…) lanciato contro le vetrine della sede FIM-CISL di Treviglio dai lavoratori SAME, un po’ incazzati coi signori-SIGNORSI’ della FIM ( della UIL, cioè del nulla, è inutile parlare ), che continuano pure a spacciarsi per sindacato !!! Insieme a quei lavoratori, siamo qui a chiedere:
E’ FARE SINDACATO RAGIONARE ESATTAMENTE COME IL PADRONE ?
E’ FARE SINDACATO SOTTOSCRIVERE MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI ?
E’ FARE SINDACATO SMOBILITARE DA SUBITO OGNI TENTATIVO SERIO DI RESISTENZA DEI LAVORATORI ?
E’ FARE SINDACATO COLTIVARE L’IDOLATRIA DELLA “PACE SOCIALE” ?
NO, NON E’ FARE SINDACATO.
E’ fare i leccaculo. Leccaculo di padroni e governo.
Questo oggi è la CISL.
Ma, come tutti i leccaculo senza ormai pudore, questo “sindacato”, non avendo nulla da perdere, chiama senza problemi ( ed a ragione ) anche la CGIL rispondere del suo operato.
Veniamo così a sapere, dati alla mano, per bocca del segretario provinciale FIM Uliano ( “Giornale di Bergamo” 6 /10 / ’10 ), che in provincia di Bergamo la FIOM-CGIL ha firmato ben 11 accordi ( + di 8.000 dipendenti coinvolti ) in DEROGA al CCNL !!!
Deroghe concernenti lavoro festivo, turni, scioperi, flessibilità…ed in realtà importanti come laTenaris-Dalmine, la Brembo Freni, la N&W, la ABB…
Dunque? Dunque, continua Uliano, “…firmando l’accordo con Federmeccanica non abbiamo fatto altro che stabilire un quadro di regole entro il quale collocare eventuali accordi stipulati dalle RSU aziendali con i sindacati che rispondono a esigenze di produttività richieste dall’azienda. “
Deroghe sempre fatte, senza che il CCNL sia mai decaduto. Questa, dice Uliano, è una politica assolutamente NORMALE in Europa…” e lo è stata fino a ieri anche da noi.” In più, queste deroghe hanno portato un bel po’ di soldi nelle tasche dei lavoratori !
Dove sta il problema ? – conclude Uliano.
Replica della segreteria FIOM-CGIL: il problema sta nel fatto che quei contratti erano stati sottoscritti dopo “l’approvazione dei lavoratori”, cosa che ora FIM e UILM non hanno fatto.
Dunque il nocciolo è qui: L’APPROVAZIONE DEI LAVORATORI…
Criterio questo ribadito da Epifani fino al segretario provinciale CGIL di Bergamo Bresciani, i quali hanno da parte loro “fermamente condannato” le uova di Treviglio ! ( Replicate a Livorno, a Merate…)
E qui pure il segretario bergamasco FIOM Borella, da buon subalterno, si è dovuto allineare.
La “grande” differenza tra FIM e FIOM starebbe allora, secondo tali dichiarazioni, nel FAR VOTARE AI LAVORATORI LA PROPRIA CONDANNA A MORTE…dopo aver magari già preparata la bara e scavato la fossa !
MA DI CHE STIAMO PARLANDO ?
A nessuno viene in mente che i progetti padronali- alla Marchionne per intenderci- possano pure essere contrastati, respinti, e magari battuti ? E non solo, parzialmente, a Pomigliano ma in tutt’Italia?
Nessuno pensa che il compito del sindacato non sia quello di assecondare ed alimentare il “basso ventre” dei lavoratori, ma di trasmettere loro una linea di resistenza SERIA allo smantellamento di centinaia d’industrie ?
* di contrattare non “assecondando” il padrone, ma rivendicando?
* ancora di non piegarsi SEMPRE e COMUNQUE alle esigenze del profitto?
Se nessuno ci pensa, ci chiediamo che razza di gioco al tamburello sia, quello tra FIM e FIOM!
Ce lo chiediamo, e lo chiediamo a tutti i lavoratori iscritti alla FIOM e ai delegati in vista anche della manifestazione del 16 ottobre a Roma, dove anche noi saremo presenti, seppur su posizioni critiche.
BASTA CON LE INCOERENZE, COI VERTICISMI, CON LE FURBERIE…
BASTA COGLI EQUIVOCI DI COMODO VERSO LA CGIL E VERSO CISL E UIL.
NON SI PUO’ LOTTARE E DOVERSI SEMPRE GUARDARE LE SPALLE !!!
Secondo noi la democrazia operaia è sicuramente essenziale, ma essa deve scaturire da lotte reali e solo ad esse rispondere; deve uscire dal confronto sulla resistenza operaia e non dalle “combine” fatte sulla testa di chi lavora, secondo la logica concertativa e collaborazionista a cui TUTTI i sindacati confederali ci hanno abituato.
Non è democrazia operaia far decidere ai lavoratori…COME CHIUDERE MEGLIO UNA FABBRICA, o COME ASSECONDARE MEGLIO I PROPOSITI DI SUPERSFRUTTAMENTO DEL PADRONE ( tipo saltare il turno di mensa, o accettare ritmi pazzeschi, o non potersi ammalare…).
Che per Uliano tutto ciò sia “NORMALE”, e pure per tutti i suoi colleghi europei, dimostra solo per qual motivo la stessa Europa SIA PIENA DI DISOCCUPATI SENZA PRATICAMENTE COLPO FERIRE ( Grecia a parte, per ora ).
A questa “NORMALITA’” noi della Rete Operaia non vogliamo rassegnarci.
Non vogliamo dover dire un domani alle nuove generazioni di lavoratori/precari/disoccupati : “ Io c’ero, ma ho fatto finta di nulla. Sono rimasto “normale”, cioè schiavo.”
E allora noi diciamo ai lavoratori:
AUTORGANIZZAZIONE !!! DENTRO E FUORI I POSTI DI LAVORO !
NON ACCETTIAMO I DIKTAT DEL PADRONE E NON DIAMOGLI TREGUA !
OCCUPIAMO LE FABBRICHE CHE CHIUDONO !
COSTRUIAMO UNA RETE OPERAIA PER COLLEGARE LE LOTTE !
7 ottobre
Rete Operaia Valseriana
domenica 10 ottobre 2010
Presidio per prima udienza per reintegro licenziati politici

Insieme ad una 50ntina di lavoratori del SI Cobas, militanti del CS Vittoria e del Comitato Antirazzista e tanti altri compagni e lavoratori, si è portata la solidarietà ai lavoratori colpiti dalla repressione padronale. Da subito è stato visibile, così come durante la dura lotta portata davanti i cancelli della GLS, la presenza intimidatoria e sproporzionata, di digos-poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa, che con la scusa che l'aula del tribunale fosse piccola hanno limitato una presenza più consistente dentro il tribunale. E' chiaro che questo è un ulteriore tentativo per cercare di isolare i lavoratori. I legali della cooperativa hanno cercato di influenzare il giudice ponendo tre pregiudiziali 1) che la richiesta di procedura d'urgenza per discriminazione non era da ritenersi valida; 2) che il tribunale competente doveva essere quello di Firenze (presso cui è stata presentata già istanza per decidere della legittimità della sospensione dei lavoratori); 3) la cooperativa non riconosce il sindacato che segue i lavoratori e di cui non si voleva la presenza davanti al giudice. Come si vede siamo ad una variante della linea Marchionne, licenziamenti politici-negazione del diritto di organizzazione sindacale-dittatura padronale. La sensazione è stata che la presenza solidale abbia creato un clima favorevole, conferma di questo l'avremo alla prossima udienza fissata per il 15 Ottobre.
martedì 5 ottobre 2010
FORNACE PROSSIMA ALLO SGOMBERO: PRONTI A RESISTERE! MARTEDI’ ASSEMBLEA PUBBLICA ANTISGOMBERO
Da fonti certe abbiamo appreso che entro la fine di questa settimana verrà tentato lo sgombero del Centro Sociale SOS Fornace. E’ evidente il malcelato tentativo di alzare il livello della tensione in vista del corteo di sabato 9 ottobre contro il Piano Alfa e in difesa del territorio, per spaccare l’ampio fronte – dall’opposizione sociale a quella consigliare – che scenderà in piazza unito nel denunciare la “prima pietra” di Expo 2015, madre di tutte le speculazioni sul territorio. Questo tentativo arriva inoltre una settimana dopo la nostra denuncia dell’imbarazzante comportamento di Fiera Milano che, a dispetto della scintillante immagine che propone di sè, produce sul territorio del quale si vanta di essere vetrina, solo precarietà e disoccupazione, come dimostra la recente vicenda degli 85 lavoratori lasciati a casa.La giunta comunale, più volte dichiaratasi a favore dello sgombero della Fornace, vuole evidentemente coprire con questo provvedimento il fallimento del modello della città vetrina, sotto gli occhi di tutti in termini di servizi pubblici dismessi e beni comuni espropriati, col favore degli speculatori di CL e la copertura politica di chi, come la Lega Nord, della difesa del territorio si riempe la bocca ma nei fatti è complice del saccheggio.Questa ennesima minaccia non è solo un attacco a uno spazio sociale, ma ai percorsi autorganizzati e all’intera opposizione sociale del territorio che esprimono una voce critica e contrastano una ricostruzione della metropoli imposta da chi sta sfruttando la crisi per aumentare i propri profitti.Invitiamo perciò tutti i solidali a un’assemblea pubblica che si terrà in Fornace martedì 5 ottobre alle 21:30 per preparare la resistenza allo sgombero. Portate sacchi a pelo e coperte, si dorme all’interno dello spazio per difenderlo.
Martedì 5 Ottobre – h. 21:30ASSEMBLEA PUBBLICA CONTRO LO SGOMBEROSOS Fornace – Rho, via S. Martino 20
Mercoledì 6 ottobre – h. 5:00PRESIDIO E COLAZIONE ANTISGOMBEROSOS Fornace – Rho, via S. Martino 20
Giovedì 7 ottobre – h. 5:00PRESIDIO E COLAZIONE ANTISGOMBEROSOS Fornace – Rho, via S. Martino 20
Venerdì 8 ottobre – h. 5:00PRESIDIO E COLAZIONE ANTISGOMBEROSOS Fornace – Rho, via S. Martino 20
Sabato 9 ottobre – h. 9:30CORTEO CONTRO IL PIANO ALFAIN DIFESA DEL TERRITORIORho – Stazione FS
Martedì 5 Ottobre – h. 21:30ASSEMBLEA PUBBLICA CONTRO LO SGOMBEROSOS Fornace – Rho, via S. Martino 20
Mercoledì 6 ottobre – h. 5:00PRESIDIO E COLAZIONE ANTISGOMBEROSOS Fornace – Rho, via S. Martino 20
Giovedì 7 ottobre – h. 5:00PRESIDIO E COLAZIONE ANTISGOMBEROSOS Fornace – Rho, via S. Martino 20
Venerdì 8 ottobre – h. 5:00PRESIDIO E COLAZIONE ANTISGOMBEROSOS Fornace – Rho, via S. Martino 20
Sabato 9 ottobre – h. 9:30CORTEO CONTRO IL PIANO ALFAIN DIFESA DEL TERRITORIORho – Stazione FS
lunedì 4 ottobre 2010
PRESIDIO A SOSTEGNO DEI 15 LICENZIATI ALLA GLS
giovedì 30 settembre 2010
Lettera aperta al signor Klaus Schaedle di GLS Italy SpA
da parte dei lavoratori della coop Papavero, licenziati nel sito di Cerro al Lambro.
Egregio sig. Schaedle,
siamo i lavoratori che hanno ricevuto in questi giorni la lettera di licenziamento da parte del responsabile della cooperativa Papavero, cooperativa che lavora per l'azienda da lei diretta nel sito di Cerro al Lambro, in Italia.
Siamo tutti cosiddetti extracomunitari, proveniamo da Eritrea, Somalia, Sudan, siamo in Italia con lo status di rifugiati per ragioni umanitarie, lavoriamo da anni nel settore della logistica, passando attraverso la gestione di varie cooperative, almeno tre negli ultimi anni, ma lavorando sempre per la GLS Italy.
Oggi siamo senza lavoro, senza possibilità di garantire il sostentamento alle nostre famiglie ed a noi stessi.
Viviamo questa condizione perchè l'inverno scorso abbiamo partecipato a degli scioperi e a due presidi davanti ai cancelli.
Il sig. Angelucci, capo della Papavero, ci accusa di essere venuti meno ai doveri di socio, violando inoltre presunti obblighi di legge, lo statuto, il regolamento e gli scopi sociali della cooperativa.
Secondo il sig. Angelucci siamo dei criminali che non hanno il diritto di lavorare, né di far parte della coop Papavero.
Molte cose però non dice il sig. Angelucci.
Non dice le motivazione delle iniziative sindacali, regolarmente dichiarate dal nostro sindacato, nei mesi scorsi.
Non cita come alla base dell'iniziativa sindacale ci fosse la rivendicazione delle più elementari condizioni di legalità all'interno della coop per quanto riguarda l'attività lavorativa e la gestione del nostro rapporto di lavoro.
Non dice della mancata applicazione delle più elementari norme contrattuali (retribuzione, orario) e di legge (sicurezza) che caratterizza la gestione della cooperativa.
Non dice delle centinaia di ore lavorate e non retribuite, dei ricatti quotidiani, delle minacce e delle vessazioni gratuite.
Si guarda bene dal citare le violazioni messe in atto dalla sua gestione e per le quali vi sono le denunce all'ASL, all'Ispettorato del Lavoro, alla Procura della Repubblica.
Quanto allo statuto ed al regolamento, ci piacerebbe capire a cosa si riferisce perchè non abbiamo mai visto né l'uno, né l'altro.
Quanto agli scopi sociali della coop poi, ci piacerebbe capire quali siano, noi conosciamo solo lo sfruttamento, la negazione di ogni diritto e il razzismo, praticati quotidianamente all'interno della cooperativa.
Egregio sig. Schaedle, non sappiamo quanto lei conosca di questa vicenda, né quanto sia a conoscenza della realtà quotidiana dell'attività svolta dalla Papavero, per la sua società.
Non sappiamo, ma siamo certi che lei dovrebbe invece sapere, in quanto committente, nel momento in cui assegna l'appalto delle attività della GLS, come queste coop reclutano e amministrano i dipendenti, in quali condizioni li costringono a lavorare, se rispettano le leggi dello stato, e le norme contrattuali.
Sappiamo per certo anche, che le precedenti coop per cui abbiamo lavorato, ci hanno sottratto decine di migliaia di €uro dalla retribuzione, soldi che andiamo a recuperare con imminenti cause a cui, la sua azienda, dovrà far fronte.
Sappiamo anche che lo stesso percorso riguarderà la Papavero ed è per questo che in questo giorni già abbiamo interessato l'Ispettorato del Lavoro.
Egregio sig. Schaedle, l'azienda che rappresenta è corresponsabile di quanto sta avvenendo ed è avvenuto.
Le chiediamo di farsi sentire, di intervenire presso la Papavero per far ritirare i licenziamenti illegittimi. Converrebbe alla GLS, e per vari motivi.
Per ragioni legali: l'assenza totale di rispetto delle norme di sicurezza, ad esempio, nelle attività svolte per vostro conto, oppure la pratica illegale di intermediazione di manodopera, vi chiamano direttamente in causa.
Per ragioni politiche e sociali in senso lato: che effetto farebbe sull'opinione pubblica, sulla clientela attuale e potenziale di GLS, se quanto avviene all'interno dei capannoni di Cerro o di altri siti, fosse portato a loro conoscenza?
Quali sarebbero gli effetti di una campagna mediatica incentrata su questi temi, sulla vostra immagine? Quali gli effetti economici?
Ci pensi signor Procuratore e ci faccia sapere al più presto; noi non abbiamo intenzione di subire ancora la negazione dei nostri diritti e siamo pronti a batterci, fino alla fine, coi lavoratori, le organizzazioni politiche, sindacali, le associazioni, che già si sono schierate al nostro fianco.
P.S. Nelle occasioni in cui lei e i suoi collaboratori arrivavano nel sito di Cerro, i responsabili locali terrorizzati, al grido di “arrivano i tedeschi”, ci costringevano ad indossare le magliette col logo GLS.
Eccoci quindi a chiedere conto, proprio alla GLS Italy SpA, di quanto accade ed è accaduto nei suoi capannoni. Questa comunicazione è al momento riservata; sarà resa pubblica in assenza di riscontro da parte sua.
Saluti.
I lavoratori licenziati della cooperativa Papavero
c/o Sindacato Intercategoriale COBAS
Via Marco Aurelio, 31 20127 Milano tel/fax 0249661440
e-mail: coordinamento@sicobas.org
Egregio sig. Schaedle,
siamo i lavoratori che hanno ricevuto in questi giorni la lettera di licenziamento da parte del responsabile della cooperativa Papavero, cooperativa che lavora per l'azienda da lei diretta nel sito di Cerro al Lambro, in Italia.
Siamo tutti cosiddetti extracomunitari, proveniamo da Eritrea, Somalia, Sudan, siamo in Italia con lo status di rifugiati per ragioni umanitarie, lavoriamo da anni nel settore della logistica, passando attraverso la gestione di varie cooperative, almeno tre negli ultimi anni, ma lavorando sempre per la GLS Italy.
Oggi siamo senza lavoro, senza possibilità di garantire il sostentamento alle nostre famiglie ed a noi stessi.
Viviamo questa condizione perchè l'inverno scorso abbiamo partecipato a degli scioperi e a due presidi davanti ai cancelli.
Il sig. Angelucci, capo della Papavero, ci accusa di essere venuti meno ai doveri di socio, violando inoltre presunti obblighi di legge, lo statuto, il regolamento e gli scopi sociali della cooperativa.
Secondo il sig. Angelucci siamo dei criminali che non hanno il diritto di lavorare, né di far parte della coop Papavero.
Molte cose però non dice il sig. Angelucci.
Non dice le motivazione delle iniziative sindacali, regolarmente dichiarate dal nostro sindacato, nei mesi scorsi.
Non cita come alla base dell'iniziativa sindacale ci fosse la rivendicazione delle più elementari condizioni di legalità all'interno della coop per quanto riguarda l'attività lavorativa e la gestione del nostro rapporto di lavoro.
Non dice della mancata applicazione delle più elementari norme contrattuali (retribuzione, orario) e di legge (sicurezza) che caratterizza la gestione della cooperativa.
Non dice delle centinaia di ore lavorate e non retribuite, dei ricatti quotidiani, delle minacce e delle vessazioni gratuite.
Si guarda bene dal citare le violazioni messe in atto dalla sua gestione e per le quali vi sono le denunce all'ASL, all'Ispettorato del Lavoro, alla Procura della Repubblica.
Quanto allo statuto ed al regolamento, ci piacerebbe capire a cosa si riferisce perchè non abbiamo mai visto né l'uno, né l'altro.
Quanto agli scopi sociali della coop poi, ci piacerebbe capire quali siano, noi conosciamo solo lo sfruttamento, la negazione di ogni diritto e il razzismo, praticati quotidianamente all'interno della cooperativa.
Egregio sig. Schaedle, non sappiamo quanto lei conosca di questa vicenda, né quanto sia a conoscenza della realtà quotidiana dell'attività svolta dalla Papavero, per la sua società.
Non sappiamo, ma siamo certi che lei dovrebbe invece sapere, in quanto committente, nel momento in cui assegna l'appalto delle attività della GLS, come queste coop reclutano e amministrano i dipendenti, in quali condizioni li costringono a lavorare, se rispettano le leggi dello stato, e le norme contrattuali.
Sappiamo per certo anche, che le precedenti coop per cui abbiamo lavorato, ci hanno sottratto decine di migliaia di €uro dalla retribuzione, soldi che andiamo a recuperare con imminenti cause a cui, la sua azienda, dovrà far fronte.
Sappiamo anche che lo stesso percorso riguarderà la Papavero ed è per questo che in questo giorni già abbiamo interessato l'Ispettorato del Lavoro.
Egregio sig. Schaedle, l'azienda che rappresenta è corresponsabile di quanto sta avvenendo ed è avvenuto.
Le chiediamo di farsi sentire, di intervenire presso la Papavero per far ritirare i licenziamenti illegittimi. Converrebbe alla GLS, e per vari motivi.
Per ragioni legali: l'assenza totale di rispetto delle norme di sicurezza, ad esempio, nelle attività svolte per vostro conto, oppure la pratica illegale di intermediazione di manodopera, vi chiamano direttamente in causa.
Per ragioni politiche e sociali in senso lato: che effetto farebbe sull'opinione pubblica, sulla clientela attuale e potenziale di GLS, se quanto avviene all'interno dei capannoni di Cerro o di altri siti, fosse portato a loro conoscenza?
Quali sarebbero gli effetti di una campagna mediatica incentrata su questi temi, sulla vostra immagine? Quali gli effetti economici?
Ci pensi signor Procuratore e ci faccia sapere al più presto; noi non abbiamo intenzione di subire ancora la negazione dei nostri diritti e siamo pronti a batterci, fino alla fine, coi lavoratori, le organizzazioni politiche, sindacali, le associazioni, che già si sono schierate al nostro fianco.
P.S. Nelle occasioni in cui lei e i suoi collaboratori arrivavano nel sito di Cerro, i responsabili locali terrorizzati, al grido di “arrivano i tedeschi”, ci costringevano ad indossare le magliette col logo GLS.
Eccoci quindi a chiedere conto, proprio alla GLS Italy SpA, di quanto accade ed è accaduto nei suoi capannoni. Questa comunicazione è al momento riservata; sarà resa pubblica in assenza di riscontro da parte sua.
Saluti.
I lavoratori licenziati della cooperativa Papavero
c/o Sindacato Intercategoriale COBAS
Via Marco Aurelio, 31 20127 Milano tel/fax 0249661440
e-mail: coordinamento@sicobas.org
venerdì 24 settembre 2010
Mozione conclusiva assemblea 19 settembre
Rilanciare le lotte e costruire l'unità di classe tra i lavoratori.
L’assemblea pubblica tenutasi al C.S.A. Vittoria di Milano il 19/09/2010, che ha visto la presenza di lavoratori e lavoratrici, realtà del sindacalismo di base e soggetti politici in rappresentanza di un ampio numero di territori (Trento, Verona, Torino, Genova, Modena, Roma, Milano), per sostenere i lavoratori licenziati per rappresaglia dalla cooperativa Papavero (GLS Italy) in seguito alle lotte ed agli scioperi dello scorso inverno, ha deciso di continuare il percorso di solidarietà e di allargamento del fronte comune intrapreso e, quali prime scadenze, lancia le seguenti mobilitazioni:
- il 7/10/2010 ore 17.30, in occasione della prima udienza sui licenziamenti presso la sezione lavoro del Tribunale di Milano in Via Pace n. 10, presidio di solidarietà;
- in data da definirsi, un corteo/presidio, presso lo stabilimento GLS di Cerro al Lambro dove i lavoratori licenziati sono appaltati, quale ulteriore passaggio della lotta intrapresa e per manifestare e ribadire la continuità e la volontà di fare rispettare i loro diritti e quelli degli altri lavoratori ancora all’interno dello stabilimento.
I lavoratori delle cooperative, nonché tutti i partecipanti all’assemblea, intendono continuare la loro lotta con la prospettiva di allargare la rete e il collegamento tra lavoratori dei vari settori per rispondere agli attacchi complessivi del padronato, convinti che solo un'unificazione da un punto di vista di classe delle azioni di resistenza potrà consentire un esito positivo allo scontro in atto.
L’assemblea rilancia infine la necessità di una solidarietà concreta, anche attraverso la cassa di resistenza, per sostenere nell’immediato i lavoratori licenziati del settore logistico, con la prospettiva di allargarla a tutti i lavoratori in lotta.
L’assemblea pubblica tenutasi al C.S.A. Vittoria di Milano il 19/09/2010
L’assemblea pubblica tenutasi al C.S.A. Vittoria di Milano il 19/09/2010, che ha visto la presenza di lavoratori e lavoratrici, realtà del sindacalismo di base e soggetti politici in rappresentanza di un ampio numero di territori (Trento, Verona, Torino, Genova, Modena, Roma, Milano), per sostenere i lavoratori licenziati per rappresaglia dalla cooperativa Papavero (GLS Italy) in seguito alle lotte ed agli scioperi dello scorso inverno, ha deciso di continuare il percorso di solidarietà e di allargamento del fronte comune intrapreso e, quali prime scadenze, lancia le seguenti mobilitazioni:
- il 7/10/2010 ore 17.30, in occasione della prima udienza sui licenziamenti presso la sezione lavoro del Tribunale di Milano in Via Pace n. 10, presidio di solidarietà;
- in data da definirsi, un corteo/presidio, presso lo stabilimento GLS di Cerro al Lambro dove i lavoratori licenziati sono appaltati, quale ulteriore passaggio della lotta intrapresa e per manifestare e ribadire la continuità e la volontà di fare rispettare i loro diritti e quelli degli altri lavoratori ancora all’interno dello stabilimento.
I lavoratori delle cooperative, nonché tutti i partecipanti all’assemblea, intendono continuare la loro lotta con la prospettiva di allargare la rete e il collegamento tra lavoratori dei vari settori per rispondere agli attacchi complessivi del padronato, convinti che solo un'unificazione da un punto di vista di classe delle azioni di resistenza potrà consentire un esito positivo allo scontro in atto.
L’assemblea rilancia infine la necessità di una solidarietà concreta, anche attraverso la cassa di resistenza, per sostenere nell’immediato i lavoratori licenziati del settore logistico, con la prospettiva di allargarla a tutti i lavoratori in lotta.
L’assemblea pubblica tenutasi al C.S.A. Vittoria di Milano il 19/09/2010
martedì 21 settembre 2010
Atene e Salonicco assediate dalla protesta dei camion
Da INFO-AUT
Centinaia di camion stanno assediando la città di Atene. I trasportatori sono in mobilitazione contro la liberalizzazione del settore. Dalle prime ore del mattino stanno bloccando una delle principali direttrici stradali che porta alla capitale greca.Il blocco è stato effettuato e rinforzato dopo che la polizia ha impedito loro di proseguire la marcia: oltre 800 autocarri sono concentrati alle porte di Atene sotto l'occhio preoccupato della polizia. Fin dall'alba i trasportatori han tentato di dirigersi verso il centro metropolitano in vista del voto di martedi in Parlamento della legge che contestano. Quindi, la polizia ha impedito loro di procedere, i trasportatori hanno formato un blocco stradale sulla superstrada che da Corinto conduce alla capitale, il traffico è stato deviato, permane una situazione di caos alle porte di Atene sulle linee della viabilità. Nel frattempo la protesta degli autotrasportatori non ha bloccato solo Atene ma anche la città settentrionale di Salonicco: 300 camion la stanno assediando.Gli autotrasportatori chiedono soprattutto l'estensione del periodo di transizione da tre a cinque anni. ''Non abbiamo più nulla da perdere'' ha detto il presidente della categoria, Giorgio Tzortzatos, di fronte al rifiuto del governo. Le associazioni commerciali hanno denunciato problemi di rifornimenti alimentari e avvertito che esiste il rischio di una penuria di carburanti, come quella del luglio scorso quando la Grecia fu messa in ginocchio dalla prima lunga protesta dei camionisti.
Centinaia di camion stanno assediando la città di Atene. I trasportatori sono in mobilitazione contro la liberalizzazione del settore. Dalle prime ore del mattino stanno bloccando una delle principali direttrici stradali che porta alla capitale greca.Il blocco è stato effettuato e rinforzato dopo che la polizia ha impedito loro di proseguire la marcia: oltre 800 autocarri sono concentrati alle porte di Atene sotto l'occhio preoccupato della polizia. Fin dall'alba i trasportatori han tentato di dirigersi verso il centro metropolitano in vista del voto di martedi in Parlamento della legge che contestano. Quindi, la polizia ha impedito loro di procedere, i trasportatori hanno formato un blocco stradale sulla superstrada che da Corinto conduce alla capitale, il traffico è stato deviato, permane una situazione di caos alle porte di Atene sulle linee della viabilità. Nel frattempo la protesta degli autotrasportatori non ha bloccato solo Atene ma anche la città settentrionale di Salonicco: 300 camion la stanno assediando.Gli autotrasportatori chiedono soprattutto l'estensione del periodo di transizione da tre a cinque anni. ''Non abbiamo più nulla da perdere'' ha detto il presidente della categoria, Giorgio Tzortzatos, di fronte al rifiuto del governo. Le associazioni commerciali hanno denunciato problemi di rifornimenti alimentari e avvertito che esiste il rischio di una penuria di carburanti, come quella del luglio scorso quando la Grecia fu messa in ginocchio dalla prima lunga protesta dei camionisti.
sabato 18 settembre 2010
SABATO 2 0TTOBRE ALLA FORNACE di Rho in Via san Martino 20 SERATA BENEFIT A SOSTEGNO DEI 15 OPERAI LICENZIATI ALLA GLS
SERATA BENEFIT A SOSTEGNO DEI 15 OPERAI LICENZIATI PER AVER
SCIOPERATO,DALLA COOPERATIVA PAPAVERO ALLA GLS DI CERRO AL LAMBRO.
Ore 20: Cena di qualità con prodotti fatti in casa.
Antipasto a base di un peperone cruscolo Lucano.
Primo: lasagne al sugo fatte in casa, anche per vegetariani.
Secondo : Verdure Grigliate e salamella Artigianale
Dolce : Torte varie fatte in casa.
10€.
La cena è su prenotazione.
Per prenotarsi mandare una mail a : laspinta@yahoo.it entro Giovedì 30 sera.
dalle Ore 22:
Concerto e dj set ( da definire nei prossimi giorni)
Partecipiamo numerosi per sostenere i licenziati che stanno resistendo all'attacco padronale e per creare una reale solidarietà contro ogni razzismo.
SCIOPERATO,DALLA COOPERATIVA PAPAVERO ALLA GLS DI CERRO AL LAMBRO.
Ore 20: Cena di qualità con prodotti fatti in casa.
Antipasto a base di un peperone cruscolo Lucano.
Primo: lasagne al sugo fatte in casa, anche per vegetariani.
Secondo : Verdure Grigliate e salamella Artigianale
Dolce : Torte varie fatte in casa.
10€.
La cena è su prenotazione.
Per prenotarsi mandare una mail a : laspinta@yahoo.it entro Giovedì 30 sera.
dalle Ore 22:
Concerto e dj set ( da definire nei prossimi giorni)
Partecipiamo numerosi per sostenere i licenziati che stanno resistendo all'attacco padronale e per creare una reale solidarietà contro ogni razzismo.
lunedì 13 settembre 2010
Appello per l'assemblea pubblica contro i licenziamenti alla GLS
A tutti i lavoratori, alle organizzazioni sindacali e politiche, ai centri sociali, agli organismi di lotta sociali e territoriali, proponiamo un primo incontro domenica 19/9/2010 alle ore 15.00, per aprire un percorso condiviso e promosso unitariamente che, a partire dalla lotta contro
I 15 LICENZIAMENTI DI RAPPRESAGLIA FATTI DALLA COOP PAPAVERO,
IN PIENO AGOSTO, A SEI MESI DI DISTANZA DAGLI SCIOPERI DI
FEBBRAIO AL CAPANNONE DELLA GLS ITALY DI CERRO AL LAMBRO
- costituisca, da subito, una CASSA DI RESISTENZA per i lavoratori licenziati dalla GLS, con la prospettiva di estenderla, come strumento di sostegno e di lotta, ai lavoratori licenziati per ritorsione e terrorismo dai padroni,
- organizzi INIZIATIVE E MOBILITAZIONI DI PIAZZA E TERRITORIALI COORDINATE contro i licenziamenti politici, per la difesa dei diritti nei posti di lavoro, contro l’attacco alle condizioni di vita e di lavoro condotto da padronato e governo per “superare la crisi”
I 15 licenziamenti degli operai della Coop Papavero, voluti da GLS Italy, perché “colpevoli” di avere scioperato in difesa dei propri diritti calpestati e per ottenere il rispetto delle condizioni normative e salariali previste contrattualmente, non sono un fatto “interno” al settore della logistica e alla lotta nelle cooperative sviluppatesi nel milanese.
I 15 licenziamenti della Coop Papavero sono stati fatti nella medesima logica e con le stesse finalità dei licenziamenti dei 3 operai alla Fiat di Melfi, dell’operaio della Fiat di Termoli, dei 64 operai delle cooperative dell’appalto Carrefour di Pieve Emanuele, dell’operaia della coop alla Clinica Privata San Carlo di Paderno Dugnano.
Un filo conduttore unisce tutti questi episodi di vero e proprio terrorismo, sono fatti per intimidire, impaurire, terrorizzare i lavoratori, colpendo chi osa sollevare la testa. Fungono da battistrada all’applicazione di contratti modello Pomigliano, alla cancellazione dei diritti per ottenere maggiori profitti e disporre dei lavoratori senza freni e vincoli giuridici, al tentativo di cancellare qualsiasi forma di contratto collettivo, seppur già subordinato agli interessi padronali come quelli attualmente esistenti.
Respingere i licenziamenti politici e contrastare quest’attacco, isolati e separati nei rispettivi posti di lavoro, è impossibile. Occorre rompere la logica degli “orticelli” e degli “steccati”. Dare una risposta all’altezza della situazione richiede che i lavoratori si colleghino e comincino a costruire la propria unità e il proprio coordinamento dal basso, sulla base di obiettivi comuni e condivisi.
Per questo proponiamo un incontro, che si terrà domenica 19 settembre alle ore 15, c/o il CSA Vittoria, (via Friuli angolo via Muratori, Milano) per avviare, se possibile, un percorso comune, con delle iniziative che collettivamente definiremo e praticheremo per organizzare la risposta contro i licenziamenti e l’attacco di padroni e governo.
Le realtà che hanno sostenuto e condotto le lotte delle cooperative nel milanese
Comitato Antirazzista Milanese : info@antirazzistimilano.org,
Coordinamento Lavoratori San Giuliano Milanese,
CSA Vittoria: vittoria@ecn.org,
Sindacato Intercategoriale Cobas :coordinamento@sicobas.org
I 15 LICENZIAMENTI DI RAPPRESAGLIA FATTI DALLA COOP PAPAVERO,
IN PIENO AGOSTO, A SEI MESI DI DISTANZA DAGLI SCIOPERI DI
FEBBRAIO AL CAPANNONE DELLA GLS ITALY DI CERRO AL LAMBRO
- costituisca, da subito, una CASSA DI RESISTENZA per i lavoratori licenziati dalla GLS, con la prospettiva di estenderla, come strumento di sostegno e di lotta, ai lavoratori licenziati per ritorsione e terrorismo dai padroni,
- organizzi INIZIATIVE E MOBILITAZIONI DI PIAZZA E TERRITORIALI COORDINATE contro i licenziamenti politici, per la difesa dei diritti nei posti di lavoro, contro l’attacco alle condizioni di vita e di lavoro condotto da padronato e governo per “superare la crisi”
I 15 licenziamenti degli operai della Coop Papavero, voluti da GLS Italy, perché “colpevoli” di avere scioperato in difesa dei propri diritti calpestati e per ottenere il rispetto delle condizioni normative e salariali previste contrattualmente, non sono un fatto “interno” al settore della logistica e alla lotta nelle cooperative sviluppatesi nel milanese.
I 15 licenziamenti della Coop Papavero sono stati fatti nella medesima logica e con le stesse finalità dei licenziamenti dei 3 operai alla Fiat di Melfi, dell’operaio della Fiat di Termoli, dei 64 operai delle cooperative dell’appalto Carrefour di Pieve Emanuele, dell’operaia della coop alla Clinica Privata San Carlo di Paderno Dugnano.
Un filo conduttore unisce tutti questi episodi di vero e proprio terrorismo, sono fatti per intimidire, impaurire, terrorizzare i lavoratori, colpendo chi osa sollevare la testa. Fungono da battistrada all’applicazione di contratti modello Pomigliano, alla cancellazione dei diritti per ottenere maggiori profitti e disporre dei lavoratori senza freni e vincoli giuridici, al tentativo di cancellare qualsiasi forma di contratto collettivo, seppur già subordinato agli interessi padronali come quelli attualmente esistenti.
Respingere i licenziamenti politici e contrastare quest’attacco, isolati e separati nei rispettivi posti di lavoro, è impossibile. Occorre rompere la logica degli “orticelli” e degli “steccati”. Dare una risposta all’altezza della situazione richiede che i lavoratori si colleghino e comincino a costruire la propria unità e il proprio coordinamento dal basso, sulla base di obiettivi comuni e condivisi.
Per questo proponiamo un incontro, che si terrà domenica 19 settembre alle ore 15, c/o il CSA Vittoria, (via Friuli angolo via Muratori, Milano) per avviare, se possibile, un percorso comune, con delle iniziative che collettivamente definiremo e praticheremo per organizzare la risposta contro i licenziamenti e l’attacco di padroni e governo.
Le realtà che hanno sostenuto e condotto le lotte delle cooperative nel milanese
Comitato Antirazzista Milanese : info@antirazzistimilano.org,
Coordinamento Lavoratori San Giuliano Milanese,
CSA Vittoria: vittoria@ecn.org,
Sindacato Intercategoriale Cobas :coordinamento@sicobas.org
VITTORIA DEI CITTADINI! IL TAR SOSPENDE L’ORDINANZA N.34
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Lombardia ha accolto il ricorso contro l’ordinanza n.34 presentato dai cittadini nervianesi riuniti nel Comitato No Ordinanza. L’iniziativa e’ stata sostenuta dal Collettivo Oltre il Ponte di Nerviano, dallo Sportello San Precario e dal CS Fornace di Rho.
Il provvedimento emanato dal Sindaco di Nerviano, con il sostegno espresso dai partiti di maggioranza e di opposizione, e’ stato sospeso dal TAR. Si tratta di una vittoria decisiva della collettivita’ nervianese contro politiche securitarie e populiste lontane anni luce dai reali bisogni dei cittadini. Il fronte trasversale PD-PDL-Lega dovrebbe riflettere sul destino di un’Ordinanza tanto difesa quanto impopolare. Numerosi cittadini – tra cui molti giovani – si erano infatti mobilitati per chiedere l’abolizione di un provvedimento considerato umiliante ed ingiusto. Ma nonostante cio’, i nostri consiglieri comunali si erano espressi in una strenua difesa dell’Ordinanza, senza badare alle preoccupazioni e alle perplessita’ sollevate dal Comitato cittadino. E’ infatti molto piu’ semplice ridurre i giovani a problematica per l’ordine e la tranquillita’ di una Nerviano dormitorio, piuttosto che affrontare le croniche carenze che la caratterizzano… Il Sindaco, che aveva parlato di demagogia, farebbe bene a preoccuparsi di individuare aree pubbliche da destinare a spazi sociali ed aggregativi sul territorio comunale, come contenuto nel programma elettorale.
Il nostro appello per l’abolizione dell’Ordinanza n.34 si e’ cosi’ rivelato tutt’altro che ideologico ed ha portato alla sospensione di un provvedimento che, come comunicato dal TAR e come era apparso evidente fin dalla sua emanazione, è “suscettibile di arrecare una illegittima restrizione delle libertà costituzionali”.
Riportiamo quanto contenuto nella sentenza: [...] il provvedimento non evidenzia adeguatamente quali siano i gravi pericoli che minacciano l’incolumità e la sicurezza urbana (non si comprende, invero, in che senso l’assembramento di gruppi di persone, l’uso di apparecchi musicali ad alto volume, il posteggio selvaggio delle biciclette, l’abbandono di rifiuti all’interno di parchi pubblici, siano fatti di per sé idonei a favorire l’insorgere di episodi criminali quali addirittura lo spaccio di stupefacenti e fenomeni di violenza). [...] il contenuto estremamente generico ed impreciso delle prescrizioni impartite (a titolo esemplificativo: divieto “di bivaccare o accamparsi abusivamente nelle aree verdi”, divieto di “assembramento di persone tale da costituire motivi di intralcio alla quiete pubblica”, divieto di “ogni tipo di gioco con l’utilizzo di palloni” all’interno delle aree verdi, divieto di “comportamenti in genere che determinano un utilizzo improprio delle aree pubbliche o di uso pubblico”) è suscettibile di arrecare una illegittima restrizione delle libertà costituzionali.
L’esito del ricorso rappresenta un precedente significativo ed un esempio palese di come si possa contribuire a cambiare le sorti del nostro territorio attraverso una partecipazione collettiva ed attiva. E’ una vittoria della partecipazione popolare, nell’interesse di tutta la collettivita’ nervianese.
Garantiremo inoltre il nostro supporto a tutti gli eventuali abitanti di Nerviano che sono stati assurdamente multati in seguito all’emanazione dell’ordinanza.
Continueremo a batterci per una gestione ALTRA del territorio e per un’ALTRA NERVIANO.
Comitato No Ordinanza n.34 – Nerviano
http://collettivoltreilponte.wordpress.com/
Il provvedimento emanato dal Sindaco di Nerviano, con il sostegno espresso dai partiti di maggioranza e di opposizione, e’ stato sospeso dal TAR. Si tratta di una vittoria decisiva della collettivita’ nervianese contro politiche securitarie e populiste lontane anni luce dai reali bisogni dei cittadini. Il fronte trasversale PD-PDL-Lega dovrebbe riflettere sul destino di un’Ordinanza tanto difesa quanto impopolare. Numerosi cittadini – tra cui molti giovani – si erano infatti mobilitati per chiedere l’abolizione di un provvedimento considerato umiliante ed ingiusto. Ma nonostante cio’, i nostri consiglieri comunali si erano espressi in una strenua difesa dell’Ordinanza, senza badare alle preoccupazioni e alle perplessita’ sollevate dal Comitato cittadino. E’ infatti molto piu’ semplice ridurre i giovani a problematica per l’ordine e la tranquillita’ di una Nerviano dormitorio, piuttosto che affrontare le croniche carenze che la caratterizzano… Il Sindaco, che aveva parlato di demagogia, farebbe bene a preoccuparsi di individuare aree pubbliche da destinare a spazi sociali ed aggregativi sul territorio comunale, come contenuto nel programma elettorale.
Il nostro appello per l’abolizione dell’Ordinanza n.34 si e’ cosi’ rivelato tutt’altro che ideologico ed ha portato alla sospensione di un provvedimento che, come comunicato dal TAR e come era apparso evidente fin dalla sua emanazione, è “suscettibile di arrecare una illegittima restrizione delle libertà costituzionali”.
Riportiamo quanto contenuto nella sentenza: [...] il provvedimento non evidenzia adeguatamente quali siano i gravi pericoli che minacciano l’incolumità e la sicurezza urbana (non si comprende, invero, in che senso l’assembramento di gruppi di persone, l’uso di apparecchi musicali ad alto volume, il posteggio selvaggio delle biciclette, l’abbandono di rifiuti all’interno di parchi pubblici, siano fatti di per sé idonei a favorire l’insorgere di episodi criminali quali addirittura lo spaccio di stupefacenti e fenomeni di violenza). [...] il contenuto estremamente generico ed impreciso delle prescrizioni impartite (a titolo esemplificativo: divieto “di bivaccare o accamparsi abusivamente nelle aree verdi”, divieto di “assembramento di persone tale da costituire motivi di intralcio alla quiete pubblica”, divieto di “ogni tipo di gioco con l’utilizzo di palloni” all’interno delle aree verdi, divieto di “comportamenti in genere che determinano un utilizzo improprio delle aree pubbliche o di uso pubblico”) è suscettibile di arrecare una illegittima restrizione delle libertà costituzionali.
L’esito del ricorso rappresenta un precedente significativo ed un esempio palese di come si possa contribuire a cambiare le sorti del nostro territorio attraverso una partecipazione collettiva ed attiva. E’ una vittoria della partecipazione popolare, nell’interesse di tutta la collettivita’ nervianese.
Garantiremo inoltre il nostro supporto a tutti gli eventuali abitanti di Nerviano che sono stati assurdamente multati in seguito all’emanazione dell’ordinanza.
Continueremo a batterci per una gestione ALTRA del territorio e per un’ALTRA NERVIANO.
Comitato No Ordinanza n.34 – Nerviano
http://collettivoltreilponte.wordpress.com/
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