IN PRIMO PIANO

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domenica 28 febbraio 2010

Per un 1° marzo di lotta, antirazzista e di classe!

Corteo con partenza ore 17.00

da Viale Monza - fermata MM1 Pasteur

L'assemblea pubblica di sabato 27 febbraio al C.S.A. Vittoria ha assunto il 1° marzo come giornata di mobilitazione e di lotta, con l’obiettivo di coniugare l'antirazzismo con coerenti posizioni di classe e di reale unità tra proletari.

L’assemblea ha visto la partecipazione e gli interventi di diverse situazioni di lotta fra le cooperative della logistica, un rappresentante del movimento dei sans papier da Parigi, un compagno del comitato degli immigrati di Roma, un compagno del movimento immigrati di Verona, oltre alle diverse realtà sociali e politiche lombarde che si sono impegnate in questi ultimi due anni a dare sostegno concreto alle lotte degli operai immigrati.

Queste esperienze sono un chiaro esempio di come, l'unità nella lotta possa effettivamente ribaltare i rapporti di forza, permettere di vincere delle battaglie e aprire la strada ad una chiara prospettiva politica di classe, in contrapposizione all'ordine sociale esistente.

Una ricomposizione effettiva e autorganizzata che è anche l’unica strada per opporsi alle leggi e ai pacchetti sicurezza razzisti dello stato, finalizzati a produrre forme di neo-schiavismo per salvaguardare i profitti che la crisi tende ad erodere.

Da qui la volontà di tutti i presenti di lanciare un corteo che attraversi le strade di un quartiere come quello di via Padova che se da un lato sta vivendo un clima di forte repressione terroristica da parte della polizia, dall'altro ha cominciato ad esprimere forme di autodifesa contro i rastrellamenti e la militarizzazione.

La giornata di mobilitazione proseguirà in serata, dopo il corteo, con il sostegno attivo alle pratiche di lotta degli operai delle cooperative intervenuti in assemblea e che apriranno il corteo.

L’assemblea del 27 febbraio 2010 tenutasi al CSA Vittoria

venerdì 26 febbraio 2010

Appello per un 1° marzo di lotta, antirazzista e di classe

Le leggi razziste e i vari pacchetti sicurezza, che hanno caratterizzato l’ultimo ventennio della storia italiana (e non solo) costituiscono un insieme di dispositivi che attaccano gli immigrati in quanto forza-lavoro e che, non a caso, si sono progressivamente inasprite man mano che è andato crescendo il numero e il peso economico di questa porzione, fondamentale, della classe lavoratrice.
Grazie a questi dispositivi, milioni di uomini e donne vengono spinti in una condizione di clandestinità forzata da cui è praticamente impossibile uscire, in un regime di vero e proprio apartheid, imprigionate, deportate, private della dignità umana, massacrate nei mari e nei luoghi di lavoro.
Un meccanismo, ormai ben oliato, il cui fine evidente è quello di terrorizzare e annichilire milioni di lavoratori, per renderli massimamente ricattabili e sfruttabili come forza-lavoro a basso costo.
Il razzismo, che è fondamentalmente “razzismo di stato, va quindi considerato come l’espressione più diretta della voracità di un capitalismo in crisi e che ha assoluto bisogno di realizzare il massimo profitto possibile, nel minor tempo possibile, tramite forme di neo-schiavismo che sono, allo stesso tempo, simbolo di un presente di guerra aperta contro i proletari del mondo e, minaccia per il futuro che il capitalismo riserva al mondo intero.

Oggi, però, da Milano a Rosarno, giungono nuovi segnali di lotta e di ribellione all’esistente.
Lotte e rivolte che si stanno sviluppando in alcuni settori della classe operaia immigrata del nord (come nel caso delle cooperative della logistica lombarda) o fra i braccianti del sud (da Castelvolturno a Rosarno) contro lo strapotere dello stato e della mafia. Lotte che hanno la possibilità di congiungersi con le forme di resistenza alla crisi messi in campo dai lavoratori. Lotte che, finalmente stanno cominciando a spostare il piano del conflitto su un terreno apertamente di classe, costringendo lo stato a ricorrere sempre più spesso alla repressione come unica arma per tentare di frenarle e svelando quindi, all’insieme della classe lavoratrice, che la democrazia non è un feticcio da difendere contro il pericolo fascista ma, al contrario, uno strumento fondamentale nelle mani dei padroni che si ritorce costantemente contro le classi oppresse.
Da queste lotte traiamo quindi lezioni fondamentali che ci spingono a raccogliere l’appello per lo sciopero degli immigrati proclamato a livello sovranazionale per il 1° marzo. Pur consapevoli che non ci sono ancora le condizioni per una piena riuscita dello stesso, pensiamo che ci siano le condizioni per dare un senso politico ad una simile giornata rafforzando le mobilitazioni operaie di cui sopra (nelle cooperative, in particolare) e le forme di autodifesa che si stanno esprimendo sui territori (contro i rastrellamenti e la militarizzazione dei quartieri, contro gli sfratti e in difesa delle occupazioni delle case)

Concretamente proponiamo da una parte di sostenere attivamente gli scioperi che si daranno il 1° marzo, dall’altra di costruire una manifestazione cittadina, antirazzista e di classe, che attraversi via Padova, uno dei quartieri a più alta densità di immigrati e tuttora teatro di violenti scontri quotidiani fra polizia e clandestini, fuori dai riflettori che si erano accesi giusto il tempo per tentare di strumentalizzare la morte di un giovane egiziano e per attaccare l’intero quartiere
Per organizzare le iniziative di cui sopra e discutere collettivamente delle prospettive alle quali guardare unitariamente viene convocata un’assemblea pubblica per sabato 27 febbraio alle ore 18 in via Friuli ang. via Muratori, presso il CSA Vittoria.

Lavoratori delle cooperative in lotta e comitato di sostegno

martedì 23 febbraio 2010

LA SPINTA! N° 14 -febbraio 2010

in questo numero:

- Continua la lotta nelle cooperative della logistica!
La repressione di padroni e polizia
non fermeranno la lotta!
- i furbetti nascenti del quartierino sanitario.
- comunicati sull'occupazione e lo sgombero della CPO.
- minacciare i lavoratori di licenziamento è reato!

per leggere la spinta:

www.scribd.com/doc/27343012/LASPINTA-FEBBRAIO

giovedì 18 febbraio 2010

CORTEO NAZIONALE TANTI POPOLI UN'UNICA LOTTA

A conclusione della
SETTIMANA INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETA' CON EUSKAL HERRIA
POR EL SOCIALISMO, LIBERTAD PARA EUSKAL HERRIA!
La rete Euskal Herriaren LagunakAmici e amiche del Paese Basco
lancia un appello per il

CORTEO NAZIONALE
TANTI POPOLI UN'UNICA LOTTA

MILANO - Sabato 20 febbraio 2010ore 15.00

concentramento in piazza Cordusio
per la libertà, l'indipendenza e
l'autodeterminazione dei popoli

ore 20.00

cena kurda anche per vegetariani
al CSA VITTORIA

ore 22.00
concerto con:

IMPOSSIBILI punk-rock
RFT hardcore

al CSA VITTORIA
l'ingresso del concerto sarà destinato ai compagni e alle compagne basche

mercoledì 17 febbraio 2010

Comunicato per la Cooperativa Papavero di Cerro al Lambro

Con un Comunicato CGIL, CISL e UIL del 9 febbraio, conosciuto solo ora e fatto avere a “il cittadino”, le tre scimmiette, che non hanno mai sentito, visto e parlato in tutti questi anni, annunciano che hanno firmato un accordo l’8 febbraio con la Cooperativa Papavero.Una parte delle cose ottenute fanno parte delle richieste fatte nella nostra piattaforma.Con la stessa sfacciataggine che avevano mostrato a Brembio, si appropriano (almeno di una parte) di un risultato ottenuto attraverso la dura lotta dei lavoratori, sostenuta dallo Slai Cobas e dal comitato di lotta che era accorso in solidarietà militante davanti ai cancelli del magazzino della GLS di Cerro al Lambro.Secondo il comunicato della trimurti “la contrattazione ha avuto momenti di difficile confronto (sich) e di attesa (questa, tanta) sempre condivisa dai lavoratori (quali? Forse i 50 che prendevano le manganellate degli sbirri?) che ritengono la strada del confronto e del dialogo l’unica in grado di garantire longevità e stabilità alle conquiste e ai miglioramenti delle condizioni di vita e di reddito (non lo chiamano nemmeno più salario)”.Dopo aver accettato per anni una forma di sfruttamento, ruberie sul salario, l’arbitrio dei vari prestanomi a capo delle varie cooperative che si sono avvicendati nella gestione degli appalti in GLS, questi signori delle tessere fanno questa operazione, mentre il signor Angelucci patron della cooperativa Papavero manda contestazioni a tutti i lavoratori che hanno partecipato agli scioperi una raccomandata di questo tono: “Con la presente siamo a contestarle il suo comportamento avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 2010 e nella notte tra il 12 e il 13 febbraio 2010 nel quale lei pubblicamente e a mezzo stampa diffamava la Cooperativa sostenendo cose non corrispondenti alla realtà causandole enorme danni irreversibili all’immagine di tutta l’organizzazione produttiva e alla Cooperativa verso la Committente.A tal fine le contestiamo quanto sopra ai sensi della legge 142/01 e agli effetti del vigente contratto di riferimento CCNL Trasporto Logistica e del regolamento le ricordiamo che lei potrà presentare le sue eventuali giustificazioni in merito entro e non oltre i 10 giorni dal ricevimento della presente “. Anche questa volta questi signori, cani da guardia dei padroni, “abbaiano” in sintonia con i padroni delle cooperative, per cercare di intimidire i lavoratori che lottano per difendere realmente le loro condizioni di vita e di lavoro.Al gioco delle tre carte, però, la maggior parte dei lavoratori non vogliono partecipare perché sanno, dati alla mano, che si tratta del solito trucco per trombarli un’altra volta. Essi sanno che in questi anni hanno loro rubato migliaia di soldi (cifre da capogiro): da un minimo di 16375, 68 euro ad un massimo di 96118,86 euro (dai calcoli fatti dai legali CISL) e sanno che questi signori prima che i lavoratori possano andare in giudicato presso il tribunale di Milano si accorderanno per delle cifre miserabili (qui sta uno dei problemi perché la GLS, l’azienda committente e che deve rispondere in quattrini, è interessata a tenere le relazioni con questi signori).I lavoratori sanno, inoltre, che la piattaforma dello Slai Cobas va oltre la richiesta del 100% degli istituti contrattuali, per chiudere la partita bisogna, come minimo, ritirare il licenziamento di un lavoratore fatta ingiustamente qualche settimana fa, dare 5,16 di euro per l’indennità sostitutiva mensa, creare una sala per mangiare dignitosa, mettere in busta paga le ore di straordinario e non chiamarle “indennità trasferta Italia”, distribuire carichi di lavoro adeguati che non compromettano la salute dei lavoratori, mettere in sicurezza l’impianto.

SOLO COSI’ I LAVORATORI SOSPENDERANNO LO STATO D’AGITAZIONE, SOLO COSI’ I COMPAGNI CHE HANNO SOSTENUTO LA LOTTA VENENDO DALL’ESTERNO SI SENTIRANNO APPAGATI (le botte della Forza dell’”ordine” non ci fermeranno).

N.B. siccome sappiamo che Angelucci legge i nostri comunicati, gli mandiamo il nostro caloroso arrivederci.

Milano 16-02-2010

Aldo Milani e Fulvio di Giorgio

SLAI COBAS
sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale

lunedì 15 febbraio 2010

Comunicati sullo sciopero alla Gls e alla Ortofin più video


Giriamo i comunicati di alcune delle realtà che sostengono la lotta delle cooperative della logistica. Segnaliamo che dopo le pesanti cariche di Venerdì alla GLS di Cerro al Lambro,Domenica si è raggiunta dopo l'ennesimo blocco una vittoria da parte dei lavoratori nel magazzino della Ortofin di Settala.

Sotto riportiamo il video sullo sciopero di Venerdì alla GLS invitiamo a far girare

www.youtube.com/watch?v=mTbCQfmFowg



GLS(Cerro al Lambro)/Coop.Papavero: sciopero n. 2

Onori della cronaca ancora per Cerro al Lambro grazie all'incontro/scontro con
dirigenti della cooperativa e stato da una parte, e dall'altra i lavoratori. È
questo il senso della seconda giornata di sciopero passata davanti ai cancelli
della GLS di Cerro al L.
Ma questa volta di fronte alla sempre più solidale unità tra i lavoratori(tutti)
della coop. Papavero(già il nome è tutto un programma), lo Slai-Cobas, comitati,
precari, studenti, disoccupati, ecc. si è fronteggiato nientemeno che lo stato con
i suoi "cani da guardia" ed il loro bel sfoggiare dei manganelli.
È paradossale! Invece che mandare plotoni di guardie di finanza e ispettori del
lavoro per controllare marciume contabile(v. evasione fiscale) e condizioni
lavorative da giungla, lo stato si presenta con il manganello nel tentativo di
mettere a tacere la richiesta di normalizzazione dei rapporti di lavoro di un
centinaio di lavoratori. È un modo di fare che potrebbe trasformare il
manganello in miccia scatenante un'esplosione di lotte attorno alla GLS fino ad
accorciare al massimo il "respiro" degli enormi profitti del signor "ucciucci", al
secolo: Angelucci.
E, immancabilmente, con i manganelli del ministro Maroni, comincia a scorrere il
sangue dei lavoratori già abbastanza succhiato da anni di duro sfruttamento: è
un enorme pentolone che si sta scoperchiando con Berlusconi e Bossi che
tentano in tutti i modi di sedersi a corpo morto sul tappo.
Ma l'autorganizzazione dei lavoratori e l'abbattimento delle barriere etniche
che tentano di costruire, trovano nello Slai-Cobas il terreno più fertile per
sviluppare il vero cambiamento, risultato della lotta di classe.
È tutto un brulicare di malesseri quello che sta emergendo in molti settori.
Anche dai camionisti, tutti isolati e pesantemente colpiti, vengono i primi segnali
di fumo della rivolta.
È sorprendente la mancanza in tutti questi anni di un'organizzazione sindacale
capace di prendere a cuore la condizione dei lavoratori di fronte allo scempio
fatto attorno a SALARI, DIRITTI E DIGNITÀ. A ben vedere però sono
chiarissime le complicità e le connivenze dei sindacati confederali, anche migliaia
e migliaia di lavoratori stranieri si stanno accorgendo dell'enorme fregatura e
trovano nell'autorganizzazione sindacale la più corretta direzione di marcia.

La lotta non si ferma, continuerà fino al ripristino della legalità
RIBELLARSI È GIUSTO, SCIOPERARE È NECESSARIO!
Milano, 14 febbraio 2010 c.i.p. slaicobas.trasporti@tiscali.it http://it.mc241.mail.yahoo.com/mc/compose?to=slaicobascremona@gmail.com

Sosteniamo la lotta dei lavoratori della cooperativa Papavero di Cerro al Lambro

Ieri notte i lavoratori della cooperativa Papavero, appaltati presso lo stabilimento di logistica GLS Executive di Cerro al Lambro, hanno scioperato per rivendicare un corretto pagamento della retribuzione (in particolare delle numerose ore di straordinario non riconosciute), migliori condizioni di lavoro e l'applicazione delle norme più elementari sulla sicurezza e sull'orario ad oggi completamente disattese.
Anche in questa occasione, a sostegno di questa ennesima esplosione di conflitto contro il quotidiano sfruttamento degli operai delle cooperative, si è costituito un comitato di lotta che unisce lo SLAI Cobas (che segue la vertenza anche dal punto di vista più strettamente sindacale), a realtà politiche e sociali milanesi e a numerosi altri lavoratori e lavoratrici del settore della logistica (Origgio, Turate e Brembio).
Allo sciopero ha aderito, con sparute eccezioni, la totalità dei lavoratori che, bloccando l'ingresso ai camion (in entrata e in uscita), ha inizialmente costretto gli autisti all'inattività e a parcheggiare i bilici.
Ma ad attendere i lavoratori vi erano le forze dell'ordine, presenti (peraltro sin da martedì scorso arrogandosi compiti di "controllo" del regolare svolgimento del lavoro!) in numero sproposito e provocatorio che sin dall'inizio del picchettaggio hanno cercato violentemente di impedire lo sciopero e il blocco dei camion.
All'arrivo di nuove truppe si è definitivamente palesato il ruolo di subordinazione alle direttive padronali dei servi in divisa: questi si sono infatti scatenate in violentissime e ripetute cariche costringendo in un angolo i manifestanti, provocando diversi feriti tra i presenti e permettendo ai camion di entrare nello stabilimento.
A ciò si sono aggiunte le minacce di licenziamento ai lavoratori in sciopero chiamati telefonicamente dai capetti della cooperativa per costringerli ad entrare per scaricare. Ma l'arroganza padronale non ha fiaccato la resistenza e la determinazione degli operai e dei compagni presenti che valutata la piena riuscita dello sciopero, dopo un confronto assembleare, hanno deciso di sciogliere il presidio a notte inoltrata per organizzare nuovi momenti di lotta.
Si è comunque trattato di un primo passaggio, sicuramente positivo ma parziale, che apre un nuovo fronte di lotta in un comparto produttivo paradigmatico per composizione della forza lavoro ivi impiegata (migrante e precaria) e centrale, soprattutto nell'area metropolitana milanese, di quella organizzazione del lavoro nell'attuale fase di valorizzazione del capitale.
Settore, quello della logistica, nel quale negli ultimi due anni si sono diffuse e dispiegate molteplici lotte autorganizzate, caratterizzate dall'unità e dalla convergenza di settori sociali diversi su una chiara prospettiva politica di classe che sono riuscite a ribaltare i rapporti di forza imposti. Lotte risolute, come quelle dei lavoratori/trici di Origgio, Turate e Brembio, in cui la solidarietà di classe dispiegata per la difesa dei propri diritti, nonché per migliori condizioni di vita e di lavoro, hanno avuto quale ulteriore risultato politico di essere esempio concreto per altri operai/e parimenti sfruttati.
Ma proprio tale unità di classe diventa l'obiettivo da colpire e da fermare per i padroni e i loro sgherri consci della reale forza che momenti ricompositivi possono avere nello sviluppo del conflitto sociale che le conseguenze della crisi non possono che continuare a generare.
Come compagne e compagni del CSA Vittoria continueremo a sostenere la lotta dei lavoratori della cooperativa Papavero per migliori condizioni di vita e di lavoro, convinti che il conflitto di classe possa nascere e svilupparsi, su un terreno di incompatibilità politica, solo a partire dai soggetti sociali che in prima persona vivono le condizioni di sfruttamento e precarietà, nei luoghi della produzione e non dalle stanze dei palazzi.
CONTRO LA PRECARIETA’ E LO SFRUTTAMENTO!

I compagni e le compagne del C.S.A. VITTORIA

LE CARICHE DI CERRO AL LAMBRO NON FERMANO LA LOTTA DETERMINATA DEI LAVORATORI DELLE COOPERATIVE!

Ieri pomeriggio i lavoratori delle cooperative del settore logistica e il comitato di lotta che li supportano hanno dimostrato ancora una volta che la lotta paga!
Nel tardo pomeriggio di domenica 14 febbraio infatti, dopo un'intera giornata di sciopero, i lavoratori della cooperativa Nova Planet, appaltati presso lo stabilimento Ortofin di Settala e Liscate, e il comitato di lotta costituitosi per sostenerne le rivendicazioni hanno costretto le controparti padronali ad accettare le condizioni decise nella piattaforma di lotta: rispetto del contratto collettivo e delle norme sulla sicurezza, equa distribuzione dell'orario di lavoro tra gli operai.
E' l'ennesima lotta vittoriosa di operai risoluti e consci che, al pari dei lavoratori di Origgio, Turate e Brembio (anche in questa occasione presenti e attivi), solo con l'autorganizzazione, l'unità e solidarietà di classe sia possibile ribaltare i rapporti di forza imposti.
Ma quella data dai lavoratori Nova Planet e dal comitato di lotta è anche la migliore risposta alla falsa speranza e all'illusione di padroni e servi in divisa di poter fermare le lotte con la repressione. Alla prova di forza tentata da Assologistica (associazione padronale di settore), che ha “ordinato” le violente cariche di venerdì a Cerro al Lambro, è stata infatti opposta la determinazione operaia risultata ancora una volta vittoriosa.
La lotta risoluta di questi/e lavoratori/trici e la solidarietà di classe dispiegata sono l'esempio concreto di come la difesa dei propri diritti nonché migliori condizioni di vita e di lavoro possano essere ottenute solo dall'unione contro ogni forma di sfruttamento!
Con i lavoratori e le lavoratrici delle cooperative in lotta!
La lotta paga!
La solidarietà e la lotta sono le uniche armi in mano ai lavoratori!

I compagni e le compagne del CSA Vittoria.

sabato 13 febbraio 2010

Cerro al Lambro: polizia carica picchetto operaio

Serata di alta tensione quella di ieri sera ai cancelli della Gls di Cerro al Lambro (Milano). Pesanti cariche delle forze dell'ordine per sciogliere il blocco dei cancelli organizzato dagli operai. La lotta alla Gls è una delle molte mobilitazioni che, negli ultimi mesi, stanno agitando molte aziende del ramo della logistica in Lombardia, con gli operai stretti nella morsa tra l'incidere della crisi e la realtà di sfruttamento mascherato del cooperativismo capitalista.Gli operai hanno bloccato l'ingresso dei camion ai cancelli, il che ha generato la dura e violenta risposta delle forze di polizia, come richiesto dalla dirigenza aziendale... Il picchetto operaio ha subito una prima carica, dinnanzi alla quale però il fronte del blocco ha tenuto, respingendo le manganellate. Il secondo attacco dell'ingente schieramento poliziesco è stato molto più violento e a freddo, lavoratori e solidali sono stati spinti e manganellati in un angolo della cancellata, la polizia ha ferito diverse persone, riuscendo quindi a sfondare il cordone di blocco.Altri operai sono sopraggiunti per il turno della notte, rifiutandosi di entrare nonostante le sollecitazioni e le minacce dei crumiri. Ancora provocatorio il comportamento delle forze dell'ordine che, dopo aver picchiato gli operai, ha anche sequestrato tutto il materiale portato per resistere (acqua, cibo, bidoni per il fuoco, legna). I tir sono entrati ed hanno scaricato, ma nello stabilimento tutto è fermo perchè gli operai continuano a tenere incrociate le braccia ed a presidiare l'ingresso.

seguiranno informazioni più dettagliate