IN PRIMO PIANO

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martedì 10 febbraio 2009

LETTERA APERTA. RADUNO DI NAZISKIN TENUTOSI SABATO 24 GENNAIO 2009

Lo scorso 24 gennaio, senza alcun preavviso alla popolazione, si è tenuto a Lainate, in una proprietà privata di Via Puccini, un raduno organizzato da un gruppo facente riferimento alla Skinhouse di Bollate, che ha calamitato centinaia di militanti della formazione, nota per la sua appartenenza alla galassia dell’estrema destra e apertamente evocativa del nazifascismo.

La manifestazione ha richiamato, secondo la dichiarazione dei soggetti interessati, la partecipazione di 500 persone, che potendosi incontrare liberamente sul territorio di Lainate hanno potuto inneggiare ai simboli nazifascisti, rinsaldare il loro spirito di aggregazione e organizzare la formazione e gli eventi successivi.

Inutile descrivere la preoccupazione dei lainatesi, che si sono sentiti non solo offesi nelle comuni convinzioni democratiche tutelate dalla Costituzione, ma anche minacciati nella sicurezza quotidiana da una manifestazione frequentata da una massa di sconosciuti provenienti da tutta Europa che fanno della violenza e della provocazione il loro credo e il loro agire.

Informiamo che le associazioni ANPI sezione Pio Zoni (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), Il filo della memoria, JobCafè, GGelle, RockinRho, CGD (Coordinamento Genitori Democratici) e i cittadini democratici sono mobilitati per chiedere alla Giunta e al Consiglio Comunale di Lainate un impegno affinché la cittadinanza lainatese non debba più sopportare il ripetersi di esibizioni come quella cui si è dovuto assistere il 24 gennaio e che il nostro territorio non ospiti MAI PIU’ un’adunanza ad opera di gruppi legati a ideologie prevaricatrici e nazifasciste, così evidentemente contrarie ai principi della Costituzione.

Invitiamo le forze politiche, i sindacati e le associazioni di Lainate ad un pronunciamento inequivocabile in aperta condanna di adunanze come quella del 24 gennaio, a tutela di quella democrazia che la lotta al nazifascismo ha saputo conquistare.


Lainate, 06 febbraio 2009

Le associazioni:
ANPI sezione Pio Zoni (Associazione Nazionale Partigiani Italiani)
Centro di documentazione IL FILO DELLA MEMORIA
CGD (Coordinamento Genitori Democratici)
GGELLE
JOBCAFÈ
ROCK’IN RHO

domenica 8 febbraio 2009

SABATO 14 FEBBRAIO ORE 14.30 PRESIDIO A IN VIA MADONNA A RHO

Sabato 14 gennaio si terrà a Rho in via madonna (di fianco a piazza s. Vittore) a partire dalle ore 14.30 un presidio organizzato dallo Slai Cobas,dal foglio di informazione la spinta! e da lavoratori del territorio per manifestare contro i continui attacchi a cui sono sottoposti i lavoratori, ultimamente amplificati dalla “crisi”.
Proprio sulla questione crisi abbiamo organizzato un incontro mercoledì 28 Gennaio, incontro nel quale si è cercato di inquadrare il problema sia da un punto di vista generale, analizzando i passaggi politici che hanno portato all’attuale situazione, sia dal punto di vista degli effetti quotidiani che viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle, dalla cassaintegrazione e i licenziamenti al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, l’azzeramento dei pochi diritti che rimangono , residui delle lotte operaie degli anni passati.
Tutto questo non deve passare nel silenzio della rassegnazione, la paura e il ricatto devono essere combattute con la LOTTA E L’INFORMAZIONE.

Per questo vi invitiamo a partecipare al presidio del 14 Febbraio come primo momento di risposta e sensibilizzazione sul territorio e a discutere ed ad organizzare momenti di risposta all’offensiva di governo e padroni.

Appello ai lavoratori italiani

Partecipate al nostro sciopero per salari e lavoro a condizioni sindacali

Nei giorni scorsi la stampa italiana ha parlato degli «scioperi» contro i lavoratori italiani della raffineria Total di Lindsey (GB) presentandoli come "scioperi contro i lavoratori italiani". Tutto falso. La lotta degli operai inglesi è contro lo sfruttamento degli immigrati italiani, non contro gli immigrati italiani!L'Islanda, la Grecia, la Francia, la Lettonia... in tutta l'Europa i lavoratori scendono in piazza per protestare contro governi che hanno fatto arricchire i padroni e i banchieri mentre attaccano i nostri posti di lavoro, salari e pensioni. Finalmente i lavoratori britannici dicono "basta". La settimana scorsa il nostro sciopero si è esteso rapidamente, con azioni di solidarietà in tutto il Paese, in 20 stabilimenti. Migliaia di lavoratori stanno scioperando malgrado le leggi antisindacali. Il governo è scosso. E' l'ora di estendere lo sciopero per costringere il padronato e il governo ad accettare le nostre rivendicazioni.

LOTTIAMO PER DIFENDERE IL LAVORO - FERMARE LA "GARA AL RIBASSO"
Il padronato, i banchieri e il governo ci hanno messo nei guai dal punto di vista economico. Adesso vogliono che paghiamo noi la crisi, attaccando il nostro lavoro, i salari e le condizioni lavorative. Non se ne parla neanche! Con questo sciopero vogliamo fermare la "gara al ribasso". Scioperiamo contro i padroni, come quelli di Alstom e IREM, che rifiutano di assumere i lavoratori locali. Facciamo sciopero contro le leggi europee, che favoriscono il padronato e contro le decisioni giudiziarie che rendono legale lo sfruttamento della manodopera a basso costo per massimizzare i profitti dei padroni. Questo sciopero punta a fermare i datori di lavoro che violano il nostro accordo nazionale (NAECI) e stanno cercando di dividere la nostra forza sindacale.

LO SCIOPERO NON E' CONTRO I LAVORATORI STRANIERI
La stampa e i media dicono che il nostro sciopero è contro i lavoratori stranieri. NON E' VERO. Dobbiamo tutti spostarsi per trovare il lavoro. Molti fra noi abbiamo lavorato all'estero. Siamo anche noi i lavoratori "migranti"! Accettiamo i lavoratori stranieri ma non accettiamo che questi siamo sfruttati con condizioni lavorative peggiori che le nostre (né che siano spinti in branco in pullman come gli animali o alloggiati in chiatte) e che siano strumentalizzati dai datori di lavoro per scalzare i nostri accordi nazionali e la nostra forza sindacale. L'obiettivo non è "lavoro inglese ai lavoratori inglesi" ma LAVORO A CONDIZIONI SINDACALI PER TUTTI I LAVORATORI COSA VOGLIAMO? - Dire no alle azioni disciplinari contro i lavoratori che hanno scioperato per solidarietà - Estendere a tutti i lavoratori nel Regno Unito la tutela dell'accordo nazionale (NAECI) -
Registrare i disoccupati e gli iscritti alle sezioni locali del sindacato, sotto controllo dei sindacati, con graduatorie di avviamento al lavoro - Investimenti da parte del governo e dei datori di lavoro nella formazione e nell'apprendistato per la nuova generazione di lavoratori nell'edilizia: un futuro per i giovani - La sindacalizzazione di tutti i lavoratori immigrati - Sostegno sindacali agli immigrati, incluso gli interpreti, e accesso alla consulenza per promuovere l'integrazione attiva nel sindacato.
Volantino scritto da Keith Gibson (GMB comitato di sciopero improvviso LOR),
John McEwan (Rsu foro nazionale),

entrambi a titolo personale

cariche a pomigliano

LO SLAI COBAS ESPRIME CONVINTA SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI FERMATI DURANTE LE MOBILITAZIONI DI STAMATTINA INDIPENDENTEMENTE DALLA LORO APPARTENENZA AI SINDACATI CONFEDERALI. CIO’ SENZA TACERE LE GROSSE RESPONSABILITA’ DEGLI STESSI SINDACATI CONFEDERALI CHE – RICOPRENDO TUTTORA IL RUOLO DI MAGGIORI ‘SPONSOR’ DEL COSIDDETTO ‘PIANO MARCHIONNE’ – SONO CONSAPEVOLI COMPLICI DEL PESANTE RIDIMENSIONAMENTO IN ATTO DELLO STABILIMENTO DI POMIGLIANO D’ARCO E DELLE FABBRICHE FIAT

SABATO 7 FEBBRAIO, DURANTE I LAVORI DEL COORDINAMENTO NAZIONALE - CHE SI TERRA’ PRESSO LA SEDE SLAI COBAS DI POMIGLIANO IN PREPARAZIONE DEL CONGRESSO NAZIONALE DI MARZO - SI RIUNIRANNO DELEGAZIONI DI LAVORATORI E RSU DELLE PRINCIPALI FABBRICHE DEL GRUPPO FIAT E DELL’INDOTTO PER CONCORDARE INIZIATIVE DI MOBILITAZIONE A SOSTEGNO DELLA LOTTA OEPRAIA CONTRO LA RESTAURAZIONE AUTORITARIA IN ATTO DEI DIRITTI SINDACALI E A TUTELA DEI SALARI E DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI, NONCHE’ PER CONTRASTARE I LICENZIAMENTI POLITICI E LA RESTAURAZIONE DEI REPARTI-CONFINO COME QUELLO DI NOLA. SLAI Cobas Fiat Alfa RomeoSLAI Cobas - coordinamento provinciale di

NapoliPomigliano d’Arco, 5/2/2009

mercoledì 4 febbraio 2009

C'È SEMPRE QUALCUNO PIÙ A NORD!

da RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND
MODENA SLAI COBAS MODENA

Questa è la fine che fanno gli operai quando non si riconoscono in un'unica classe.Le frasi rivolte ai lavoratori stranieri sono più o meno queste: "Sporchi immigrati. Tornate a casa vostra. Togliete lavoro a gente di qui che ne ha bisogno". Quante volte si sentono ripetere espressioni simili, in Italia, da chi non sopporta la vista degli immigrati di un colore o di un altro. Bè, in questi giorni le stesse frasi sono state pronunciate in Inghilterra all'indirizzo di lavoratori italiani. Alla raffineria Lindsey Oil di Grimsby, gestita dall'azienda petrolifera francese Total, è stato assunto un gruppo di manovali italiani e portoghesi, scrive il quotidiano Daily Express di Londra, apparentemente perchè costano meno. Una legge europea lo permette. Sono ospitati da una speciale nave-albergo (ex prigione), con un contratto di lavoro a tempo. Ma agli operai inglesi la cosa, in piena recessione, non è andata giù: ieri hanno dichiarato sciopero e protestato piuttosto vigorosamente per la presenza degli italiani. Alcuni dei quali, o almeno presunti tali, sono ripresi in una fotografia del Daily Express mentre agitano il dito medio e fanno il gesto dell'ombrello davanti al naso degli operai inglesi. "Gli italiani lavorano male e non rispettano le norme di sicurezza", (potrebbe non essere una bugia, visto l'alto numero dei morti che ha l'Italia ndr) dice un operaio inglese al quotidiano di Londra. "La nostra non è una protesta razzista, ma quei posti di lavoro spettavano a noi. È un'ingiustizia".Chiunque abbia ragione, è la prova di come i ruoli possono cambiare in fretta: in Inghilterra possiamo essere visti come i vu'cumprà che tanti di noi non sopportano in patria. Che è stato poi, quello dei poveri immigrati guardati male dai nativi, il nostro ruolo per secoli. Sarebbe bene non dimenticarcelo. Il protezionismo alza la bandiera dell'odio contro gli stranieri e prepara gli animi alla guerra dei padroni. La guerra è l'unico modo che i padroni hanno per uscire dalla crisi economica, solo così possono ricominciare a rimettere in moto il sistema produttivo, per poter continuare a sopravvivere come classe dominante con il loro sistema capitalista.

martedì 3 febbraio 2009

PRESIDIO DI LOTTA E INFORMAZIONE

Sabato 14 gennaio si terrà a Rho in via madonna (di fianco a piazza s. Vittore) a partire dalle ore 14.30 un presidio organizzato dallo Slai Cobas,dal foglio di informazione la spinta! e da lavoratori del territorio per manifestare contro i continui attacchi a cui sono sottoposti i lavoratori, ultimamente amplificati dalla “crisi”.
Proprio sulla questione crisi abbiamo organizzato un incontro mercoledì 28 Gennaio, incontro nel quale si è cercato di inquadrare il problema sia da un punto di vista generale, analizzando i passaggi politici che hanno portato all’attuale situazione, sia dal punto di vista degli effetti quotidiani che viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle, dalla cassaintegrazione e i licenziamenti al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, l’azzeramento dei pochi diritti che rimangono , residui delle lotte operaie degli anni passati.
Tutto questo non deve passare nel silenzio della rassegnazione, la paura e il ricatto devono essere combattute con la LOTTA E L’INFORMAZIONE.

Per questo vi invitiamo a partecipare al presidio del 14 Febbraio come primo momento di risposta e sensibilizzazione sul territorio e a discutere ed ad organizzare momenti di risposta all’offensiva di governo e padroni.

lunedì 2 febbraio 2009

*Foto di gruppo in nero* *Dalla nuova Skinhouse di Bollate a Cuore nero, da Forza nuova a Patria

*Foto di gruppo in nero**Dalla nuova Skinhouse di Bollate a Cuore nero, da Forza nuova a Patriae libertà l'estrema destra milanese e i suoi rapporti con Alleanzanazionale
*Saverio Ferrari

- Left - 30/01/2009/Pubblichiamo il testo completo dell'articolo uscito sul il settimanale Left

il 30 gennaio 2009/Il capannone è basso e grigio, delimitato da un muro, tra due palazzine.Fino a qualche tempo fa ospitava una carrozzeria. La via è senza uscita.Poco oltre i prati. Siamo alla periferia di Bollate, a Madonna inCampagna, in via Alfieri 4. È qui che il 18 ottobre scorso è statainaugurata la nuova Skinhouse. La precedente esperienza, in via Canneroa Milano, nel quartiere Bovisa, si era conclusa dopo dodici anni a metàottobre del 2006, causa i lavori per l´apertura della stazione diDergano della linea tre della metropolitana.Anche in quel caso lo spazio era stato messo a disposizione da unprivato, una costruzione inserita nell´area di un'ex officina, e a nullaerano valse le proteste dei cittadini che si erano costituiti incomitato per chiederne la chiusura a seguito dei concerti fino a tardanotte, con naziskin provenienti da diverse città, anche dalla Svizzera,con il contorno di inni fascisti cantati a squarciagola e montagne dilattine di birra ovunque.Eppure proprio da via Cannero il 7 agosto 2004 era partita unaspedizione di teste rasate, con magliette nere con svastiche e aquilenaziste, diretta ai Navigli dove aveva accoltellato sei giovani deicentri sociali, uno dei quali rimasto per giorni tra la vita e la morte.Lo stesso pubblico ministero Luisa Zanetti nella sua richiesta dicustodia cautelare nei confronti dei partecipanti al raid squadristicoaveva sottolineato come la "Skinhouse di Milano" fosse una "base perritrovarsi, per organizzarsi, per riunirsi, per pianificare e decideregli atti aggressivi e intimidatori (quali risse, lesioni,danneggiamenti, furti, devastazioni, incendi)", un "luogo di partenzaper le spedizioni punitive e per rifugiarsi al termine delle stesse".Il 13 dicembre dello stesso anno, nel corso di una perquisizione eranoanche stati sequestrati coltelli, bastoni, mazze da baseball e catene.

*THE HAMMERSKIN NATION*
Ad animare la nuova realtà di Bollate, come la precedente, la settadegli Hammer, una sorta di circuito internazionale neonazista, con sedianche in Europa in Inghilterra, Spagna, Francia, Olanda, Svizzera eItalia, originata da una costola del Ku Klux Klan nella seconda metàdegli anni Ottanta a Dallas nel Texas.Gli Hammerskins sono da sempre uno dei più pericolosi e violenti gruppidediti al perseguimento della "supremazia della razza bianca", i cuimilitanti negli Stati Uniti sono stati più volte accusati e condannatinon solo per aver assaltato sinagoghe ebraiche o per aver compiutobrutali pestaggi, ma anche per l´assassinio di alcuni ragazzi di colore.Così è stato nel giugno 1991 ad Arlington nel Texas, dove tre aderentialla Hammerskin nation (Hsn) uccisero a fucilate un ragazzino che avevaavuto il solo torto di incrociarli, e a Natale dello stesso anno, aBirmingham in Alabama, quando un senzatetto nero fu finito a colpi dimazza da baseball e di stivali ferrati. Dopo l´ennesimo accoltellamentodi un giovane afroamericano nel 1999 in California un tribunale penaleli definì "una gang di strada". Ma l´elenco dei delitti da citaresarebbe molto più lungo.

*IL DOPPIO MARTELLO*
In Italia la "fazione madre" degli Hammerskin è da sempre quellamilanese. Ora ha anche riaperto la sede. Una cinquantina i militanti,compresi gli aderenti ad Ambrosiana skinheads e a Brianza skin, duegruppi locali ora federati agli Hammer. Agli Ambrosiana skinheads faancora riferimento quel Riccardo Colato, detto "Riki", già condannatoper un raid a Bari, il 3 gennaio 2006, dove si trovava in vacanza,contro un pub frequentato da gay. Denunciato per discriminazionerazziale e danneggiamenti, assieme ad altri cinque, ebbe il foglio divia con l´ordine di non tornare più nel capoluogo pugliese per tre anni.Ogni "fazione" deve essere composta da almeno sei membri, ma perdiventare Hammerskin, e cioè entrare in quella che i suoi promotoriconsiderano "l´élite dell´élite" del movimento naziskin, è necessarioseguire una lunga trafila: essere presentato da un altro membro eprestarsi a un periodo di prova che dura almeno quattro anni.Successivamente si è sottoposti a riti iniziatici. Si parla di pestaggiai danni di immigrati e di lotte con il coltello contro cani dacombattimento. Solo alla fine si potrà ricevere la toppa e tatuarsi suuna parte visibile del corpo, collo o avambraccio, il simbolo con i duemartelli in marcia mutuato dal film, di cui si rovesciano il senso e leintenzioni, di Alan Parker, The Wall, del 1982, basato sulle musichedell'omonimo album dei Pink Floyd. Il doppio martello nell'immaginariodegli Hammerskin rappresenterebbe l'arma per abbattere i muri cheproteggerebbero le minoranze etniche e religiose.Surreali, in questo contesto, le dichiarazioni di alcuni esponenti dellaSkinhouse rilasciate a un giornale locale: "Noi non siamo assolutamentenazisti e nessuno di noi ha mai avuto denunce per aggressioni". Ma èsufficiente entrare nella sezione eventi del loro sito per imbattersisubito nell´effige di un manifesto del 1944 utilizzato per ilreclutamento nelle Ss italiane, seguito da una locandina dedicata agli"Eroi della Rsi" che invita a un pellegrinaggio al Campo X del CimiteroMaggiore a Milano, dove sono stati sepolti alcuni dei più importantigerarchi del fascismo, tra gli altri Alessandro Pavolini e FrancescoMaria Barracu.È possibile poi visionare un poster a firma "Italia Hammer Skinheads"con tanto di saluti romani, ma anche una foto scattata in occasionedell´Hammerfest del 2007, il più importante raduno internazionale delgruppo, con la bandiera di guerra del Terzo Reich con il doppio martelloal posto della svastica. Fino a qualche tempo fa compariva anchel´istantanea di uno striscione esposto allo stadio di San Siro in favoredella liberazione di "Norberto", cioè Norberto Scordo. La storia èquesta: la scorsa estate, essendo rimasta ancora vacante la carica dicapo degli Hammer, dopo la scelta del vecchio leader Alessandro Todisco,detto "Todo", di impegnarsi a tempo pieno in Cuore nero, si era decisodi affidare temporaneamente le redini del gruppo a un triumvirato. Traloro anche Norberto Scordo, già condannato insieme ai due fratelliTodisco, Alessandro e Franco, per aver aggredito a martellate nel 1992due giovani, un ragazzo e una ragazza di 18 anni, usciti dal Centrosociale Leoncavallo. Neanche il tempo di insediarsi che Scordo, aseguito di un´altra aggressione ai danni di alcuni punkabbestia, il 19luglio, alle colonne di San Lorenzo, è finito dietro le sbarre,processato e condannato a sei mesi per direttissima. È uscito soloqualche settimana fa.

*CUORE NERO BREWERY*
L´apertura della nuova Skinhouse a Bollate non è la sola novità nelpanorama neofascista milanese. Il 6 settembre scorso era stata ancheinaugurata la nuova sede di Cuore nero a Milano, in via Pareto angolovia San Brunone, a pochi passi da viale Certosa. In realtà si eratrattato solo dell´allargamento dell´ex negozio Il sogno di Rohan,passato da una a due vetrine, con relativo cambio di insegna. Una dellesocietà dell´ex Nar Lino Guaglianone, da sempre uno dei finanziatori diCuore nero, aveva infatti acquistato e messo a disposizione di NicolettaCainero, moglie di Alessandro Todisco, i locali attigui. I muri divisorierano stati abbattuti e si era provveduto a montare vetriantisfondamento. Nella palazzina di fronte, al primo e al secondo piano,erano state anche installate alcune telecamere di sicurezza.L´idea di costituire una casa comune per tutte le sigle del neofascismomilanese è comunque da tempo tramontata. Prima l´incendio doloso, l´11aprile 2007, dello spazio ben più capiente affittato in viale Certosa,quasi sul piazzale antistante il Cimitero Maggiore, poi una serie dicontrasti interni, hanno ridimensionato il progetto. Particolare pesohanno avuto in questo senso le spaccature intervenute nella Fiammatricolore con l´uscita a livello nazionale di Gianluca "Boccia" Iannone,di Casa Pound e del Blocco studentesco, ma anche, sul fronte opposto, diuna corrente, capitanata dall´ex commissario della federazione romanaGiuliano Castellino, vogliosa di far subito parte, senza anticamere, delcosiddetto Popolo delle libertà.A Milano ciò ha significato, da un lato, l´entrata di Cuore nero nelcircuito di Casa Pound, ma anche, dall´altro, la fuoriuscita di Matteo"Stizza" Pisoni, il vice di Alessandro Todisco, e del suo gruppo,rientrati nell´orbita di Alleanza nazionale attraverso la formazione diArea identitaria Lombardia, vicina a Carlo Fidanza, il capogruppo di Anin Consiglio comunale. Gli Hammer, dal canto loro, anche in polemica conAlessandro Todisco, si erano già precedentemente resi autonomi. Forsetroppa politica per loro.A seguito di questi avvenimenti sono state anche in parte ridisegnate legerarchie. Alessandro Todisco e sua moglie ora si occupano quasi solodella gestione del bar-negozio di via Pareto e della vendita dellemagliette e dei gadget, mentre si è fatta largo una nuova figuraemergente. Si tratta di Francesco Cappuccio, detto "Doppio malto", exaddetto stampa de La Destra. Prima curava una rubrica sul sito delpartito di Francesco Storace, adesso la fanzine di Cuore nero, appuntoDoppio malto, una pubblicazione che nel giugno scorso ha messo in primapagina uno skin con tanto di boccale di birra in mano, nell´atto dibrindare all´entrata del campo di sterminio di Auschwitz, dove, grazie aun fotomontaggio, al posto della famigerata scritta "Il lavoro rendeliberi", compariva "Cuore nero brewery", letteralmente "Birrificio Cuorenero".A oggi Cuore nero non raccoglie più di cinquanta militanti, tra skin,ultras delle curve e balordi di periferia, soprattutto provenienti daQuarto Oggiaro. Tra loro anche Franco Todisco, il fratello diAlessandro, detto "Lothar", sempre presente allo stadio, sponda Inter,ma anche gran bevitore, rintracciabile, dopo una certa ora, con il suogiro di amici in alcuni bar di Brera.Il 20 gennaio scorso le abitazioni di ambedue i fratelli, insieme aquelle di altri sette ultras dell'Inter, sono state perquisite. Così ilmagazzino di proprietà di Franco Caravita, leader dei Boys. Sequestratiqua e là coltelli, tirapugni, noccoliere, palle chiodate, manganelli conl'effige del Duce, bandiere con la croce celtica e la svastica. Nellacasa di Michael Maron, un'appartenente agli Irriducibili, la faccia dastadio di Cuore nero, anche cocaina e un bilancino di precisione."Todo" e "Lothar" sono ora sottoposti all'obbligo di firma giornaliero.Al centro delle indagini i disordini dell'11 novembre 2007 a Milano,seguiti all'uccisione nei pressi di Arezzo del tifoso laziale GabrieleSandri. Nell'occasione si tentò di assaltare il commissariato di SanSiro, la caserma dei carabinieri di via Vincenzo Monti e la sede Rai dicorso Sempione.

*DIASPORE*
Il piccolo arcipelago dell´estrema destra milanese vive comunque unafase di stallo. Forza nuova vivacchia con le solite iniziative che sitengono al cosiddetto Presidio di piazza Aspromonte 31, a metà tra unasede e un pub. Pochi gli appuntamenti culturali: uno dei piùpubblicizzati qualche mese fa, in marzo, riguardava una "serata inonore" di Leon Degrelle, l´ex generale belga comandante di una Divisionedelle Waffen Ss. È qui, comunque, che il 17 maggio scorso gli Hammerhanno potuto tenere un loro concerto di nazirock dopo il divieto, giuntoa seguito delle numerose proteste, di suonare alla palazzina Liberty.Forza nuova a Milano ha fatto ultimamente parlare di sé solo per alcunivolantini e striscioni minacciosi nei confronti degli extracomunitari,distribuiti a fine settembre al liceo linguistico Manzoni di viaRubattino, in zona Ortica, confinante con un dormitorio di proprietà dei"Martinitt", ospitante una ventina di ragazzi magrebini e kossovari frai 14 e i 18 anni.Ma il gruppo, ormai composto solo da una trentina di fedelissimi guidatida Duilio Canu, continua a perdere pezzi. L´ultimo ad andarsene, per farritorno, sembrerebbe, alla Lega nord, è stato Remo Casagrande, uno deipiù famosi squadristi di Milano negli anni Settanta.La Fiamma tricolore e La Destra, nella quale sta confluendo a livellonazionale il Fronte sociale nazionale di Adriano Tilgher, a Milano cittàpraticamente non esistono più, anche se ufficialmente sono ancorarappresentate rispettivamente da Attilio Carelli e Roberto Perticone.In particolare La Destra, nel giro di pochi mesi, ha subito un verotracollo. A sbattere la porta per prima è stata, agli inizi di marzo,Carla De Albertis, ex assessore comunale alla Salute, in quota ad An,silurata nel novembre 2007 dal sindaco Moratti per la sua opposizioneall´Ecopass, poi Barbara Ciabò, consigliera comunale passata in novembrea Forza Italia. In ottobre ad abbandonare il partito, con un durissimocomunicato, era stata invece l´intera organizzazione giovanile de LaDestra, Gioventù italiana, con l´ex responsabile Vincenzo Sofo in testa.Presenze solo virtuali sono al momento anche quelle formatesi a seguitodi questa diaspora, dal Movimento per l´Italia di Daniela Santanchè, cheaveva lasciato il partito di Francesco Storace ancor prima del congressodi novembre, a La vera destra del Nord di Carla De Albertis, perarrivare a Destra federale, animata da Carmelo Lupo, consiglierecircoscrizionale di zona 4.Così dicasi per Destra libertaria di Luciano Buonocore, uno dei leaderdella cosiddetta Maggioranza silenziosa nei primi anni Settanta, chenelle ultime elezioni politiche, pur essendo tra i dirigenti nazionalede La Destra, improvvisamente dopo un incontro con Ignazio La Russalanciò un appello di voto in favore del Pdl al Senato. Qualcuno, comeRoberto Jonghi Lavarini, mai smentito, parlò in un blog d´area di unasomma di 35 mila euro finita nelle tasche di Buonocore e di un appaltodi MilanoSport a uno dei figli. Comunità in movimento, la sigla dietrola quale si sono aggregati Lino Guaglianone e il suo gruppo, dal cantosuo, risulta inattiva dal 28 maggio, giorno della sua presentazione.

*PATRIA E LIBERTÀ*
Maggiore attivismo mostra, invece, Destra per Milano di Roberto JonghiLavarini, il "Barone nero", che dopo il fallimento delle liste de LaDestra con la Fiamma tricolore, ha ufficialmente aderito al Pdl. Lostesso Jonghi ha presenziato nell´ottobre scorso al Lido di Milano allafesta del Popolo delle libertà, partecipando alla cena di gala conSilvio Berlusconi, al quale ha anche regalato un libro apologetico sullastoria della Rsi. Mille euro a testa per esserci, cifra non indifferenteper chi come lui solo nel 2005 dichiarava al fisco un reddito pari allozero assoluto.Roberto Jonghi Lavarini, tra l´altro, è stato nominato vice presidentedi uno pseudo centro studi denominato Patria e libertà (esattamente comel'organizzazione paramilitare di estrema destra cilena che, al soldodella Cia, nel settembre 1973 sostenne il colpo di Stato del generalePinochet), a sua volta presieduto da tale conte Ferdinando CrocianiBaglioni, storico patrizio romano di fede fascista, segretario personaledi Guido Mussolini, figlio di Vittorio e nipote di Benito.Non solo, Jonghi si è pure incontrato in via riservata sia con IgnazioLa Russa sia con Piergianni Prosperini. Una delle ragioni: le tensioniinterne a Destra sociale, di Paola Frassinetti e Carlo Fidanza, e adAzione giovani, che continuano a perdere consensi proprio in favore del"Barone nero", vissuto ormai come pericoloso concorrente interno, tantopiù dopo le ripetute dichiarazione "antifasciste" sia di Gianfranco Finiche del sindaco di Roma Gianni Alemanno.

*SENZA CONFINI*
L´estrema destra milanese, in conclusione, continua ad essere assaifrastagliata e divisa, ma soprattutto utilizzata, in alcuni casi, comeben esemplificato dalla vicenda Buonocore, letteralmente comperata asuon di euro, dalla destra di governo, in primis Alleanza nazionale.Molti i fili che legano ancora questi due mondi. Legami incentrati avolte su interessi di modesto cabotaggio come i voti di preferenza perentrare in consiglio comunale, forniti ad alcuni candidati di An da queipiccoli serbatoi elettorali che spaziano dagli ultras agli ambienti diCuore nero. Carlo Fidanza docet. Ma non solo.Nonostante le impegnative dichiarazioni di Gianfranco Fini per cui "chiè democratico è antifascista", nell´arco degli ultimi mesi, trasettembre e ottobre, i rappresentanti di An a Milano sono riusciti aproporre di intestare una via a Giorgio Almirante, storico leadermissino, già firmatario nel 1944 di bandi per fucilare alla schiena irenitenti alla leva dell´esercito repubblichino, nonché ex segretario diredazione de La Difesa della razza, ad avanzare la richiesta di traslareal famedio le spoglie di Carlo Borsani, uno dei gerarchi milanesi chenon esitava a mettere la propria firma sul giornalino delle Ss italianeAvanguardia, a presentare come gruppo consiliare nella sede dellaprovincia un libro dedicato alla Legione Muti, provocando, causaproteste, la sospensione del consiglio in corso.Proprio a Bollate, invece, dove ha aperto la nuova Skinhouse, dueconsiglieri comunali, sempre di An, si sono presentati a una seduta conle magliette dell´Italia campione del mondo 1938, nere, con stemmasabaudo e fascio littorio.A superare tutti, comunque, il sindaco di Forza Italia di Buccinasco,Loris Cereda, che aveva organizzato per fine novembre, con il patrociniodel Comune, un convegno su Julius Evola, il massimo riferimento teoricoper il neonazismo italiano. Solo le pressioni del prefetto Gian ValerioLombardi avevano alla fine fatto saltare l'iniziativa.I confini tra tutte le destre a Milano sono spesso invisibili.

PAESI BASCHI LIBERI!


CALENDARIO INIZIATIVE:

VEN. 6 FEBBRAIO CS 28 maggio, via Europa, Rovato (Brescia)

ore 20.30 Proiezione del video "Conferenza internazionale di Askapena 2008"

ore 21.00 Incontro con i rappresentanti di Euskal Herriaren Lagunak/Amici e amiche dei Paesi Baschi di Bologna e Milano

ore 22.30 Concerto EGIN - patchanka band da Torino


SAB. 7 FEBBRAIO CSA Vittoria:
ore 22.00 Concerto EGIN - patchanka band da Torinoe

BILBOMATIKS - ska band da Bilbao, Euskal HerriaGIO.


12 FEBBRAIO COA T28, via dei Transiti 28, MILANOore 19.00 Aperitivo contro-informativo sui Paesi BaschiVEN.


13 FEBBRAIO CSA PACI PACIANA, via Grumello 61, Bergamo ore 22.00 hip hop per Euskal Herria121 krew - Barakaldo, Euskal Herriacheckpoint charlie - Bergamo, terre orobiche


SAB. 14 FEBBRAIO CSA Vittoria:
ore16.00 Proiezione del video "Conferenza internazionale di Askapena 2008"
ore 16.30 Incontro con Kamaradak Rete di giovani internazionalisti baschi
ore 22.00 Concerto LINEA - Combat rock da Milanoe ASKATASUNA - ska band da Bergamo


DOM. 15 FEBBRAIO CSA PACI PACIANA, via Grumello 61, Bergamo ore 13.00 Pranzo sociale (il ricavato è a sostegno della popolazione di Gaza)ore 15.00 Proiezione del video "Conferenza internazionale di Askapena 2008"ore 15.30 Incontro con Kamaradak Rete di giovani internazionalisti baschi/e + ?

SABATO 21 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE A MILANO
HAMAIKA HERRI BORROKA BAKARRA!
TANTI POPOLI UN'UNICA LOTTA!
Giornata di Mobilitazione: ore 15.00 Concentramento Pz. S.Eustorgio / ore 17.00 Partenza Corteo
Promuovono: Euskal Herriaren Lagunak Milano,
Comunità Kurda Lombardia,
Unione Democratica Arabo-Palestinese,
Comunità Palestinese Milano
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